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BlackRock a un passo dal salvataggio di Carige

di Laura Galvagni


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(Reuters)

2' di lettura

Potrebbe ormai essere solo questione di ore il sigillo al salvataggio, da parte di BlackRock, di Banca Carige. Nei giorni scorsi il piano presentato dal fondo di Larry Fink ha raccolto il favore di Banca d’Italia e venerdì 3 maggio anche il benestare del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. «L’interesse manifestato da un investitore istituzionale di standing internazionale come BlackRock, tra l’altro già presente nel capitale di altre banche italiane e supportato da un adeguato piano industriale, è un buon segnale in questa direzione e una garanzia per il rilancio della banca» ha dichiarato Tria che ha aggiunto: «Ribadisco l’auspicio di una soluzione privata per Banca Carige».

Le linee guida del salvataggio sono all’attenzione della Bce che giusto qualche tempo fa aveva prorogato al 17 maggio il termine ultimo per presentare delle offerte vincolanti per l’istituto. Quella proposta ora è agli atti e di fatto, abbinata alla conversione del bond in equity, materia quest’ultima del Fondo interbancario di tutela dei depositi, sembra essere l’unica soluzione plausibile per il futuro dell’istituto, oggi guidato dai commissari Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener. Si tratta evidentemente di un inedito assoluto, mai prima d’ora BlackRock è entrata in forze in un istituto di credito. Ma d’altra parte questa sembra essere l’unica opzione concreta sul tavolo.

Rispetto ai contenuti del piano, i dettagli non sono ancora del tutto noti. Fin qui è trapelato che il fondo, che raccoglie gli interessi di numerosi sottoscrittori i cui nomi sono ancora coperti dal più stretto riserbo, punta ad un aumento di capitale fino ai 400 milioni di euro. Il che farebbe levitare oltre i 700 milioni la ricapitalizzazione complessiva. Una cifra superiore di quasi 100 milioni rispetto a quelle che erano le ipotesi iniziali. Domani, peraltro, sarà sul tavolo dello schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), come da calendario, l’operazione di conversione dell’obbligazione da 320 milioni.

Il consiglio di fatto avrà il compito di convocare l’assemblea per ottenere il via libera formale della banche al progetto di trasformazione del debito in capitale. L’intenzione del Fondo resterebbe quella di non assumere il controllo dell’istituto ligure, ma se possibile di rimanere al di sotto del 50% di Carige, come ha sottolineato qualche tempo fa il presidente di Fitd, Salvatore Maccarone. La conversione del Fondo interbancario è ovviamente uno dei tasselli chiave del salvataggio, in tandem con l’offerta di BlackRock, unico interlocutore rimasto. E le cui intenzioni, stando alle ultime indicazioni, sarebbero di intervenire in maniera drastica sui costi, con un taglio importante delle filiali, tanto da produrre fino a 2 mila esuberi su 4.300 dipendenti. Cifre, per ora smentite e contestate dai sindacati. Di certo, una riduzione dell’organico - probabilmente su altre basi numeriche - è inevitabile e in linea con la rifocalizzazione della banca su wealth management e nuove tecnologie. Oggi la priorità, in questa situazione, è il salvataggio. E Lando Maria Sileoni, segretario generali della Fabi, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, ha lanciato segnali di apertura a BlackRock e alla sua offerta.

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