minniti: stop agli accordi

Blitz francese a Bardonecchia, la Procura apre inchiesta per abuso e violenza privata

di Vittorio Nuti


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7' di lettura

Pasqua di polemiche tra Italia e Francia, dopo l'irruzione di cinque agenti armati della Polizia doganale transalpina, venerdì sera, nella sala della stazione ferroviaria di Bardonecchia, l'ultimo Comune italiano al confine con la Francia, in Alta Val Susa, dove opera l'associazione pro-migranti Rainbow4Africa. L'episodio - subito denunciato dagli stessi volontari impegnati ad assistere i profughi che sempre più numerosi scelgono le Alpi nel tentativo di attraversare la frontiera - è rapidamente diventato un caso diplomatico, portando alla convocazione alla Farnesina dell'ambasciatore francese a Roma, Christian Masset.

Minniti sceglie la linea dura
Dal Pd al Centrodestra, passando dal M5S, coro di proteste dei partiti italiani. Il ministro degli Interni, Marco Minniti, in un’intervista al Corriere della Sera annuncia la linea dura: ogni sconfinamento francese dovrà essere autorizzato preventivamente dal Viminale. Saltano così gli accordi che prevedevano deroghe in casi di emergenza.

La Procura apre un’inchiesta
La procura di Torino ha aperto un fascicolo su quanto accaduto. Per ora il procedimento è a carico di ignoti, anche perché non si conoscono le generalità degli agenti transalpini. I reati ipotizzati sono abuso in atti di ufficio, violenza
privata e violazione di domicilio. Si sta valutando anche l'eventuale sussistenza del reato di perquisizione illegale.

La ricostruzione dei fatti di Rainbow4Africa
Secondo la ricostuzione dei volontari, gli agenti francesi accompagnavano un migrante, come altre volte in passato. Solo che anziché scaricarlo davanti alla stazione, sono entrati nei locali della Ong, costringendo il profugo al test delle urine e intimidendo un medico, i mediatori culturali e i volontari dell'Asgi, l'associazione per gli Studi giuridici sull'immigrazione. Ad allontanare gli agenti transalpini hanno poi provveduto gli agenti del locale Commissariato di Polizia, avvisati dalla stessa Ong di quanto stava accadendo. Rainbow4Africa ricorda infatti di agire «secondo principi inviolabili di indipendenza, neutralità, imparzialità e umanità. L'azione degli agenti della Dogana Francese viola tali principi», insiste l'associazione, secondo cui «il comportamento adottato nei confronti dell'ospite nigeriano appare irrispettoso dei diritti umani».

La Farnesina: atto grave
La reazione delle autorità italiane ai fatti denunciati da Rainbow4Africa (la stessa associazione che nelle scorse settimane ha assistito un'altra donna incinta e malata, respinta al confine, morta dopo un parto miracolo all'ospedale Sant'Anna di Torino) arriva a metà pomeriggio, e si concretizza nella convocazione ufficiale dell’ambasciatore Masset al ministero degli Esteri, riflesso delle proteste levatesi un po’ da tutti gli schieramenti politici. In serata una nota della Farnesina precisa che «il Direttore Generale per l'Ue, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha rappresentato all'ambasciatore francese la ferma protesta del governo italiano per la condotta degli agenti doganali francesi, ritenuta inaccettabile, e ha manifestato, al contempo, disappunto per l'assenza di risposte alle nostre richieste di spiegazioni». Si tratta insomma di un «grave atto, considerato del tutto al di fuori della cornice della collaborazione tra Stati» e che «mette in discussione» il funzionamento della collaborazione frontaliera.

Il chiarimento francese
Qualche ora prima, un comunicato del ministro francese dei conti pubblici, Gérald Darmanin, cui fanno capo i doganieri, provava ad alleggerire il clima. La nota ricorda che il locale della stazione di Bardonecchia dove è stato effettuato il test delle urine al nigeriano «è a diposizione della dogana francese in applicazione all'accordo sugli uffici controlli transfrontalieri del 1990. Da qualche mese l'uso del locale è stato concesso anche a un'associazione di aiuto ai migranti. Per questo motivo gli agenti hanno chiesto la possibilità di accedere ai sanitari, cosa che è stata loro consentita». Una tesi, quella delel autorità francesi, subito respinta dai legali vicini alle Ongm secondo cui l’accordo italo-francese sulla cooperazione transfrontaliera in materia di polizia e dogana in vigore è quello firmato a Chambéry nell’ottobre 1997, che non prevede l'imposizione di analisi mediche e accertamenti sanitari come quelli svolti ieri sera a Bardonecchia.

La ricostruzione dei fatti secondo Parigi
Secondo la ricostruzione dei fatti contenuta nella nota diffusa dal ministero dei conti pubbliciI francese i doganieri della brigata ferroviaria di Modane avrebbero individuato, ieri sera attorno alle 19 a bordo di un treno Tgv Parigi-Milano, «un passeggero, di nazionalità nigeriana e residente in Italia, sospettato di trasportare stupefacenti ”in corpore”». In base al Codice doganale, «gli agenti gli hanno chiesto se acconsentisse a un test delle urine per individuare eventuali stupefacenti. L'uomo ha accettato per iscritto». Per effettuare i controlli gli agenti hanno quindi atteso che il treno arrivasse a Bardonecchia «per utilizzare il locale della stazione» che è a loro disposizione, il cui uso è stato concesso anche all'ong Rainbow4Africa. «Il controllo è poi risultato negativo. Tuttavia - conclude la nota - alcuni membri dell'associazione sono rimasti turbati da questo controllo e hanno chiesto che la persona controllata restasse con loro al
termine del test».

Viminale valuta stop a interventi di agenti francesi in Italia
In serata, a dar man forte alla dura presa di posizione della Fanesina, si fa sentire anche il nostro ministero dell’Interno pronto - secondo fonti qualificate - a valutare le “incursioni” all'interno di tutto il territorio italiano da parte del personale delle forze di polizia e dei doganieri francesi. Nel minirino del Viminale - che giudica «inesatte» le giustificazioni di Parigi - sarebbe finita non tanto l'attività di polizia, prevista da accordi internazionali, ma le modalità con cui i doganieri armati hanno fatto incursione in una sala affidata ad un privato che si occupa di accoglienza dei migranti in territorio italiano. A riprova del fatto che i doganieri francesi sapevano di non potere utilizzare il locale della stazione piemontese ci sarebbe una mail di un funzionario della Dogana francese scritta il 13 marzo scorso a Rfi nella quale lamenta l'impossibilità da parte degli agenti francesi di potere usare la sala della stazione di Bardonecchia «perchè occupata da altra gente». Per questo motivo il prossimo 16 aprile è in programma una riunione tra i prefetti di Torino e di Chambery con all'ordine del giorno anche l'uso dei locali della Stazione di Bardonecchia che nel 2017 sono stati affidati dal
Comune alla Ong Rainbow4Africa.

Lega e Forza Italia all’attacco
Nonostante i chiarimenti di Parigi, il controverso sconfinamento degli agenti francesi irrita un po’ tutti i partiti. Tra i vari leader, il primo a farsi sentire è il segretario della Lega, Matteo Salvini. «Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! - attacca - Con noi al governo l'Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi». A ruota prende posizione su Facebook la leader di Fdi, Giorgia Meloni, risentita per l’«inaccettabile violazione della sovranità italiana da parte della Francia». Per Meloni, l'Italia «si è ridotta così dopo sei anni di governi asserviti alle cancellerie straniere», e il ministero degli Esteri deve immediatamente convocare l’ambasciatore francese a Roma «per chiarire questo ennesimo gravissimo atto contro l'Italia». Da Forza Italia il senatore Maurizio Gasparri prende di mira «l'illegale invasione di campo dei francesi», una «lesione della nostra sovranità nazionale» che « mette a nudo l'inaffidabilità di un Paese troppo accondiscendente nei confronti dei clandestini». FdI chiede l’intervento del Governo, Per Gasparri l’episodio di Bardonecchia «è frutto non solo dell'arroganza altrui ma anche della debolezza dei governi di sinistra verso gli immigrati».

Di Maio (M5S): bene Farnesina, fatti da chiarire
Dal M5S una nota congiunta dei capigruppo di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, condanna il blitz della polizia francese « che preoccupa e sul quale Parigi deve fornire spiegazioni». Anche perchè, prosegue il comunicato, «soprattutto su temi come quello dell'immigrazione, che coinvolge tutta l'Europa, la collaborazione e la condivisione di informazioni tra partner Ue è fondamentale». Un tweet del candidato premier pentastellato Luigi Di Maio plaude invece alla convocazione dell'ambasciatore francese: «Quanto accaduto a Bardonecchia deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto».

Pd mobilitato, Martina: «Così di certo non si fa la nuova Europa»
Mobilitato contro l’operazione della polizia di frontiera francese anche il Pd, allienato dietro al tweet di censura del segretario reggente Maurizio Martina: «I fatti di Bardonecchia sono gravi. Così di certo non si fa la nuova Europa». Via tweet anche il commento critico dell’ex premier Enrico Letta, che dopo Palazzo Chigi ha intrapreso una carriera di docente di studi internazionali a Parigi: «Irruzione polizia francese a Bardonecchia ennesimo errore su questione migranti. Poi in Europa si stupiscono dell'esito elettorale in Italia!». Daniele Viotti, parlamentare europeo dem, stigmatizza l'episodio di Bardonecchia, definito «intollerabile e grave sul piano del rispetto dei diritti umani e inaccettabile dal punto di vista politico». Tra i due paesi, ricorda, «esiste un piano politico che deve prevalere e che va oltre qualsiasi accordo tra Italia e Francia che gli agenti francesi possano richiamare come giustificazione». All’attacco anche il segretario metropolitano del Pd di Torino, Mimmo Carretta, che parla di «atto inaccettabile che non trova giustificazioni in alcun modo». Sempre a sinistra da Robero Speranza, uno dei leader di Liberi e Uguali, arriva il richiamo al Governo, ancora «nel pieno delle sue funzioni per le attività correnti», perchè «venga al più presto a riferire in Parlamento sull'esatta dinamica dei fatti».

Sindaco di Bardonecchia: mai più simili gesti
Sugli scudi anche l'autorità amministrativa locale, rappresentata dal sindaco di Bardonecchia Francesco Avato. «Non avevano alcun diritto di introdursi lì dentro. Non si permettano mai più», spiega Avato protestando contro il blitz francese nella sala della stazione dove i profughi che tentano di passare la frontiera possono trovare assistenza. «Quella è una stanza gestita dal Comune con dei mediatori - aggiunge il sindaco - i volontari di Raimbow4Africa, come altre realtà, collaborano con il progetto. L'accesso alla sala è possibile solo agli operatori autorizzati. È uno spazio calmo, neutro, dove si incontrano i migranti, si parla con loro, si spiegano i rischi del viaggio che hanno deciso di intraprendere e si cerca di convincerli a rimanere in Italia, dove possono trovare accoglienza».

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