accolto il ricorso

Bloccato l'ordine esecutivo su immigrazione. Trump: «Un giudice ridicolo»

di Marco Valsania


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Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump firma un ordine esecutivo nello Studio Ovale della Casa Bianca (Epa)

3' di lettura

New York - Donald Trump dichiara guerra ai magistrati americani, con in gioco la posta piu' alta della sua neonata presidenza: il divieto all'ingresso di rifugiati e la revoca dei visti ai cittadini di sette paesi islamici di Medio Oriente e Nordafrica, simbolo della sua crociata contro gli immigrati e per un rilancio di legge, ordine e sicurezza anti-terrorismo. In una escalation dello scontro tra poteri e della crisi istituzionale che ha segnato l'avvio della sua Casa Bianca, ha definito il giudice federale di Seattle che ha bloccato il suo ordine, citando “danni irreparabili” a persone e stati e probabile incostituzionalita', un “cosiddetto magistrato” e “ridicolo”. Ma al momento ha le mani legate: il Dipartimento di Stato, per limitare la confusione, ha dato istruzione ai porti d'ingresso di rispettare come dovuto la decisione del tribunale guidato da James Robart. Chi ha un visto valido che non e' stato ancora cancellato puo' viaggiare negli Stati Uniti, dopo che le compagnie aeree avevano gia' cominciato nuovamente ad accettare i legittimi passeggeri di paesi sulla lista nera, Siria, Libia, Yemen, Iraq, Iran, Somalia e Sudan.

La scontro politico in America rimane pero' all'arma bianca e soltanto all'inizio: il Department of Homeland Securities ha annunciato che presentera' al piu' presto ricorso in appello contro il magistrato per chiedere il ribaltamento della sospensione e la re-istituzione dei divieti mentre la disputa legale segue il suo corso, che potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema. Accanto al Congresso le corti rappresentano la tradizionale “museruola” alla tentazione dei presidenti di governare attraverso ordini esecutivi. Robart, rispondendo ad un causa intentata dal procuratore generale dello stato di Washington spalleggiata da aziende hi-tech quali Amazon e Expedia che impiegano molti lavoratori stranieri, e' stato il primo giudice federale a emettere una sentenza con valore nazionale su rifugiati e visti. Finora simili decisioni contro l'amministrazione avevano riguardato solo specifici casi di detenzione e ammissione nel Paese. In tutto il Dipartimento di Stato aveva stimato di aver revocato tra i 60.000 e i centomila visti.

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L'inedita, drammatica tensione e' esplosa nel giro di poche ore. Trump, in una serie di tweet, ha attaccato ieri con toni senza precedenti nella storia della Casa Bianca il giudice Robart: “L'opinione di questo presunto giudice, che essenzialmente toglie al Paese la difesa della sicurezza e dell'ordine, e' ridicola e verra' ribaltato”. Nella notte la frenesia e la confusione dentro la stessa Casa Bianca aveva raggiunto l'apice con due comunicati in rapida successione di reazione al giudice d parte del portavoce Sean Spicer: nel definire l'ordine di Trump “legale e appropriato”, l'unica differenza era che nel primo la decisione del magistrato veniva definita come “vergognosa”, nel secondo l'insulto era sparito.

Robart, con toni pacati, ha affermato nella sua motivazione che “l'ordine presidenziale colpisce negativamente i residenti degli Stati nelle aree dell'occupazione, istruzione, business, relazioni familiari e liberta' di viaggiare. In aggiunta gli Stati stessi sono danneggiati per l'impatto sulle operazioni delle loro universita' pubbliche e istituzioni di istruzione superiore”. L'obiezione costituzionale, che secondo il giudice avra' probabilmente successo, si fonda inoltre sul fatto che se la Casa Bianca ha potere per legge di intervenire sull'immigrazione da singoli paesi, l'ordine di Trump contiene un'aperta eccezione per concedere visti a chi arriva dalle sette nazioni islamiche messe all'indice ma appartiene a una minoranza religiosa perseguitata. Un'eccezione di fatto inserita per i cristiani e che appare calpestare il dettame costituzionale che vieta di favorire singole fedi. Ripetute dichiarazioni di Trump e di suoi consiglieri hanno inoltre nel recente passato qualificato il provvedimento che stavano preparando come un'azione per mettere al bando i musulmani, un ulteriore aspetto citato nei ricorsi sull'illegalita' dell'ordine.

La decisione di Robart in aperta sfida alla Casa Bianca e' rara ma ha precedenti. Se e' insolito che un giudice federale locale emetta sentenze con impatto nazionale, e' accaduto negli ultimi anni in casi legati all'applicazione della riforma sanitaria Obamacare e di politiche sui gay nelle forze armate. La risposta di Barack Obama a decisioni negative non e' pero' mai stata scomposta, nel rispetto dei ruoli delle istituzioni. I giudici federali sono di nomina presidenziale, ma vengono approvati dal Congresso e hanno incarichi a vita che ne garantiscono l'indipendenza.

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