Il quadro

Blockchain di sostenibilità per le fonderie

Nel secondo trimestre risultano in calo a doppia cifra tutti gli indici congiunturali ma settembre fa segnare uno scatto in avanti

di Matteo Meneghello

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Sono in difficoltà quasi tutti i settori a valle della filiera. Si salvano solo alcuni comparti, come per esempio le energie rinnovabili

Nel secondo trimestre risultano in calo a doppia cifra tutti gli indici congiunturali ma settembre fa segnare uno scatto in avanti


4' di lettura

Le fonderie italiane pagano intero il prezzo del lockdown, anche se la fiammata di settembre ha lasciato spiazzati un po’ tutti, per capacità di reazione del settore, e contribuisce a rendere il quadro previsionale per l’ultima parte dell’anno meno buio. Fino a poche settimane fa i presupposti erano molto diversi, e le principali indicazioni, fornite dall’ultima indagine congiunturale di Assofond, l’associazione che raggruppa gran parte del mondo delle fonderie italiano, tendono a prevedere mesi complicati, soprattutto se si considerano le difficoltà di quasi tutti i settori a valle della filiera produttiva, a partire dall’automotive. Una situazione che vede gli italiani in buona compagnia con francesi, spagnoli e tedeschi, ma è una magra consolazione.

Il secondo trimestre, complice il lockdown che ha colpito l’intero Paese, ha lasciato strascichi pesanti su tutte le variabili prese in considerazione dall’indagine tra gli associati: oltre alla produzione industriale, si registrano valori negativi anche per la variazione congiunturale complessiva del fatturato, il cui consuntivo ha segnato valori peggiori rispetto alle aspettative in entrambi i trimestri, e, nel secondo, un negativo ancora molto marcato (-27,7%) rispetto al trimestre precedente; la visibilità degli ordini, poi, è in continua flessione, sebbene meno marcata. L’utilizzo di capacità produttiva negli scorsi mesi si è posizionata su una media al di sotto del 60%, accompagnata da un giudizio delle imprese, sulla stessa capacità raggiunta nel secondo trimestre, in forte ribasso sull’indice corrispondente.

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Un segnale positivo arriva però dal netto miglioramento, nel secondo quarto, dell’indice di fiducia sul quadro economico di breve periodo: nel secondo trimestre il rimbalzo è tale da superare le posizioni pre-Covid. Tuttavia, l’aumento esponenziale del ricorso agli ammortizzatori sociali, in evidenza nel primo trimestre e in progressione anche nel secondo, certifica il momento di forte difficoltà, caratterizzato da un’alta percentuale di fonderie che indicano nella diminuzione di commesse su modelli già realizzati la causa principale del quadro negativo.

«I primi sette mesi dell’anno segnano un pesante passivo rispetto allo stesso periodo del 2019 – spiega il presidente di Assofond Roberto Ariotti – con la produzione delle fonderie in calo del 28,5%. Si tratta, però, di un dato solo di poco peggiore rispetto a quello della fonderia tedesca (-27,5%) e migliore di Francia (-30,6%) e Spagna (-31,3%). Oggi posso dire che stiamo vivendo una fase di rimbalzo, forse anche inaspettato. Settembre vede, in linea generale, un buon recupero in fatto di utilizzo della capacità produttiva, anche da parte dei colleghi focalizzati sull’automotive, che hanno sofferto molto negli scorsi mesi. Le prospettive per la fine dell’anno sono pertanto migliori rispetto a quelle che ci immaginavamo a luglio, anche se la visibilità degli ordini, come emerge dall’indagine, è molto bassa, ormai sotto i due mesi».

A essere in difficoltà sono quasi tutti i settori utilizzatori a valle della filiera. «Oltre all’automotive - spiega Ariotti - ci sono clienti nell’aeronautica, che si occupano per esempio delle lavorazioni meccaniche di fusoliere e di ali, che stanno attraversando una crisi molto pesante. Discorso identico per la cantieristica navale». Si salvano solo alcuni comparti, come per esempio le energie rinnovabili. Ma non è sufficiente per sostenere un settore che, anche sul capitolo recovery plan, sembra destinato a rimanere ai margini. «Stiamo aspettando che decollino alcuni interventi infrastrutturali - spiega Ariotti - come per esempio le misure per le costruzioni antisismiche. Di certo, senza un formidabile intervento pubblico, nazionale o europeo, il comparto delle fonderie non riuscirà a vedere i numeri del 2019. Ci auguriamo un rimbalzo importante a fine anno, ma non sarà sufficiente. Se devo guardare nel lungo periodo, poi, faccio fatica a credere che lo stimolo del recovery possa arrivare alla nostra industria. Dovremo cavarcela da soli».

Un capitolo di spesa europeo che investe direttamente il mondo delle fonderie però c’è. Si tratta dell’allocazione dei fondi legati al piano Next generation Eu. «Il nostro punto di vista è chiaro, e lo esporremo presto alle istituzioni - spiega Ariotti -. Si basa su tre principi. In primis l’innovazione, con un piano volto ad accelerare la trasformazione digitale della nostra industria. Poi la formazione, perché alle imprese serve e servirà sempre di più nuovo personale con solide competenze tecniche e risorse per riqualificare quello già attivo in azienda. Infine transizione, perché gli obiettivi sfidanti del green deal europeo - conclude il presidente - possono essere raggiunti solo con la tecnologia e la capacità d’investimento dell’industria, che deve essere messa nelle condizioni di lavorare per la decarbonizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie più efficienti e sostenibili. Le fonderie, in quest’ottica, sono dei formidabili facilitatori della transizione, dato che realizziamo, fra l’altro, componenti indispensabili per produrre energia rinnovabile, o per mettere sul mercato mezzi di trasporto meno inquinanti. Il tutto utilizzando in larga parte materiali riciclati».

La sostenibilità del processo produttivo è un asset che l’associazione intende valorizzare. «Dobbiamo trovare una strada per certificarlo - spiega Ariotti -, magari con sistemi legati alla blockchain, o sfruttando un rfid, un qrcode: qualcosa che permetta di risalire a monte lungo la catena dei componenti, per esempio di un’automobile, e testimoni che quel disco freno, quel supporto di una sospensione è stato realizzato con energie rinnovabili, tutelando i lavoratori, nel rispetto dei controlli sulla radioattività».

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