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Blockchain, una tutela in cerca d’autore

Non si sa ancora quali siano gli standard tecnici che le tecnologie blockchain devono rispettare per produrre gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica

di Dario Aquaro

Tracciabilità e blockchain: la necessità di uno standard comune

Non si sa ancora quali siano gli standard tecnici che le tecnologie blockchain devono rispettare per produrre gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica


4' di lettura

Prima o poi servirà una causa-pilota, scherza (non troppo) qualche avvocato. Una causa per spingere i giudici a pronunciarsi sull’efficacia della certificazione via blockchain. «Se in un procedimento per contraffazione un tribunale coinvolgesse un Ctu, questo consulente tecnico non potrebbe fare altro che confermare l’immodificabilità del documento certificato da blockchain e quindi la sua attendibilità», afferma convinto Gianluca De Cristofaro, capo del dipartimento Ip dello studio legale Lca.

La norma del Dl Semplificazioni
La parola dei giudici no, non c’è stata. Una norma invece c’è, ma resta monca, orfana dei provvedimenti dell’Agid chiamati a completare questo primo quadro legislativo (italiano) sulla “catena dei blocchi”. La norma risale a febbraio, quando il Dl Semplificazioni convertito in legge ha introdotto le definizioni di «smart contract» e di «tecnologie basate su registri distribuiti» (Dlt, di cui fanno parte le blockchain). Mentre gli standard tecnici e le linee guida in carico all’Agenzia per l’Italia digitale dovevano arrivare entro metà maggio. L’articolo di legge è quindi ancora inattuato: qualche effetto, però, comincia a produrlo.

Incertezza sugli standard tecnici da rispettare
In attesa dell’Agid, non si sa ancora quali siano gli standard tecnici che le tecnologie blockchain devono rispettare per produrre gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica, in coerenza con la normativa europea e nazionale; né si conoscono le linee guida sulle procedure di identificazione delle parti interessate da uno smart contract.

L’utilità della blockchain
Ma quella norma (pur monca e nel complesso perfettibile) sta spingendo aziende grandi e piccole, ditte individuali e professionisti a convincersi dell’utilità della blockchain, andare oltre la semplice equazione con le valute digitali e prendere in considerazione la tecnologia anche per tutelare marchi, brevetti e opere autoriali. Non in sostituzione del registro pubblico dei brevetti, dell’Euipo o del Wipo; ma come soluzione aggiuntiva.Per archiviare le prove d’uso dei marchi e i documenti relativi a opere di qualsiasi tipo, mettere in sicurezza il know how, digitalizzare gli allegati contrattuali relativi ai diritti di proprietà.

Le startup dedicate alla difesa del diritto d’autore
Dal fashion all’advertising, «il decreto ha dato maggior impulso a una tendenza già in atto, perché la blockchain agevola le imprese che non possono permettersi grandi costi e hanno bisogno di certificare in tempi rapidi la proprietà intellettuale, soprattutto le prove d’uso dei marchi o del copyright», sintetizza Beatrice Bigonzi, partner di Eversheds Sutherland e responsabile del dipartimento Ip. Nel frattempo sono fiorite startup dedicate alla difesa del diritto d’autore come l’italiana CreativitySafe, che si rivolge a freelance e creativi, e servizi di archiviazione per l’intellectual property offerti dagli studi legali, come quello lanciato da Lca. Tutti fondati su blockchain: i documenti – siano design, progetti, formule o anche corrispondenze commerciali e fatture – vengono caricati sulla piattaforma e viene rilasciato un certificato Bitcoin con il timestamp della registrazione, cioè la marca temporale collegata al blocco validato e aggiunto alla catena con la sua “impronta digitale” (immodificabile).

I servizi di “notarizzazione”
In gergo li chiamano servizi di “notarizzazione”, ma i notai non c’entrano. Anche se, in verità, sul tema della proprietà intellettuale il Notariato si era mosso, studiando (con Ibm) la possibilità di una blockchain notarile. «Quel progetto di Notarchain è stato abbandonato, perché ipotizzava una catena chiusa e non aveva logica un registro delle opere dell’ingegno accessibile ai soli notai», spiega Giampaolo Marcoz, vicepresidente del consiglio nazionale del Notariato. Che precisa: «Nelle blockchain chiuse, permissioned, si può immaginare un ruolo dei notai solo se gli altri nodi sono certificati, istituzionali, e tutti indipendenti. Mentre nelle catene permissionless e pubbliche, come Bitcoin, il notaio può agire soltanto off-chain, ad esempio come garante dei wallet digitali».

I servizi per contratti digitali
A proposito di garanti, gli avvocati si propongono sempre più con servizi di escrow per contratti digitali: cioè servizi di garanzia, come terza parte, nelle transazioni e negli accordi digitali. «La blockchain rappresenta un’evoluzione tecnologica che avrà un forte impatto sui servizi legali e accessori. E la norma del Dl Semplificazioni ha dato un po’ di base giuridica e aiutato il contesto nazionale», osserva Francesco Sciaudone, managing partner dello studio Grimaldi. Incaricato dal Parlamento europeo di condurre uno studio sull’uso della blockchain nelle catene di fornitura e nel commercio internazionale.

Quadro normativo nazionale da completare
Per gestire fenomeni globali, l’impegno a livello europeo è fondamentale. Così, mentre sta per arrivare a conclusione il gruppo di lavoro sulla blockchain creato dal Mise, che suggerirà una serie di strategie al ministero, prosegue l’attività della European blockchain partnership lanciata l’anno scorso dalla Commissione Ue, che ha istituito anche un Osservatorio dedicato alla “catena dei blocchi”. Anzi, nel biennio 2020-2021 – come annunciato dal ministro Stefano Patuanelli – «sarà proprio l’Italia a presiedere e quindi guidare le politiche europee sulla blockchain». Nella speranza che, intanto, si completi anche il quadro normativo nazionale.

Per approfondire:
Marchi, brevetti e opere: così la blockchain difende la proprietà intellettuale
Smart contract: cosa sono (e come funzionano) le clausole su blockchain

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