aziende in cerca di rilancio

Bmb-Manifattura Borse di Scandicci cerca il rilancio e riparte come terzista

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Dopo più di cinque anni passati ad inseguire il rilancio, il fondo tedesco di private equity Halder getta la spugna e vende il 100% della pelletteria Bmb-Manifattura Borse di Scandicci (Firenze), storico fornitore di borse per Chanel, ai manager che lo stesso fondo aveva inserito in azienda, per salvarla, nell’aprile 2017.

L’operazione di management buy out vede in prima linea l’amministratore delegato Anton Magnani, italiano residente in Svizzera con una lunga esperienza nel settore moda, che acquisisce il 57,5% dell’azienda, affiancato dal direttore finanziario Stefano Zecchi col 22,5%. All’operazione, il cui valore non è stato reso noto, partecipano anche un altro manager e due membri del consiglio di amministrazione, tutti riuniti nella Luxury Industrial holding. A differenza di quanto avviene normalmente, a sostenere il management buy out non c’è uno sponsor finanziario: «Il finanziamento lo abbiamo fatto noi», spiega Magnani. Bmb è uscita dal concordato preventivo nell’aprile scorso ma non ha ancora ripreso la crescita.

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L’ad Anton Magnani

Il 2018 si è chiuso con un fatturato di 17 milioni e conti in rosso («siamo vicini al pareggio»); quest’anno i ricavi dovrebbero risalire a 22 milioni, sui livelli del 2016-2017, con un margine operativo vicino all'8% e il ritorno all'utile. Nel 2013, quando il fondo Halder acquisì l’azienda, Bmb fatturava 35 milioni di euro. Ma il progetto del fondo di investire pesantemente sul marchio “Gianfranco Lotti” - che la Bmb fondata proprio da Gianfranco Lotti nel 1968 aveva in pancia ma teneva “dormiente” per dedicarsi alle produzioni per terzi - si è rivelato fallimentare. Il progetto non è mai decollato, e nei mesi scorsi Gianfranco Lotti si è addirittura ricomprato il marchio col suo nome dal concordato di Bmb.

Ora l’azienda di Scandicci riparte dall’antica vocazione di terzista di borse per i marchi del lusso, quella che ha fatto grande il distretto fiorentino della pelletteria di lusso. A fianco del cliente storico Chanel ne sono arrivati altri, che daranno spinta alla produzione. «La fase di appannamento è alle spalle – dice Magnani – ripartiamo con un azionariato stabile e con la volontà di rimanere radicati nel distretto di Scandicci. Siamo in fase di efficientamento, stiamo diventando più veloci e più precisi nelle produzioni e abbiamo un piano pluriennale al 2021 ambizioso». Nello stabilimento di 4.500 mq di Scandicci lavorano 80 persone, più un centinaio nell'indotto.

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