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Bmw, ebit oltre le stime. L’operazione cinese con Brilliance rilancia l’utile

L’utile netto è balzato a 10,2 miliardi di euro contro i 2,8 miliardi di euro dell’anno precedente, a causa di un effetto contabile. Nel primo trimestre ricavi su del 16,3% nonostante un calo del 6,2% nel numero di auto vendute

di Alberto Annicchiarico

2' di lettura

L’utile operativo della casa automobilistica tedesca Bmw è aumentato, oltre le stime degli analisti, del 12% nel primo trimestre a 3,39 miliardi di euro (e i ricavi del 16,3%), nonostante un calo del 6,2% nel numero di auto vendute (596.907), nonostante «gli effetti della guerra in Ucraina e i nuovi blocchi per Covid in Cina che hanno interrotto la catena di approvvigionamento». L’utile netto è balzato a 10,2 miliardi di euro contro i 2,8 miliardi di euro dell’anno precedente, a causa di un effetto contabile legato alla rivalutazione della partecipazione nella joint venture cinese Bba, con Brilliance Auto Group. Bmw ha confermato la sua previsione annuale di un margine operativo compreso tra il 7% e il 9% nonostante la «situazione molto volatile» legata in particolare al conflitto in Ucraina e ai prezzi delle materie prime e dell’energia.

Anche senza gli effetti dell’operazione cinese, si legge in una nota, «i margini del gruppo sarebbero stati solidi, una prova della sua forza finanziaria in un ambiente economico e geopolitico» complesso. «Il margine Ebt è stato del 39,3% nel primo trimestre (nel 2021 14%). Senza la rivalutazione della partecipazione esistente e gli effetti di consolidamento derivanti dal pieno consolidamento di Bba, il ritorno sulle vendite del gruppo ha raggiunto il 18,4 per cento».

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«La forza e la resilienza del gruppo Bmw sono particolarmente evidenti in questo ambiente difficile», ha affermato il ceo Oliver Zipse in una nota.

L’industria automobilistica è stata colpita da una serie di problemi legati alla catena di approvvigionamento legati alla pandemia, in particolare da una carenza globale di microchip iniziata nel quarto trimestre del 2020 e che è attesa protrarsi sino a tutto il 2022, almeno. Le case automobilistiche, in particolare le case premium come la Bmw, si sono concentrate sulla produzione di veicoli con margini più elevati e la mancanza di fornitura ha fatto aumentare i prezzi sia per le auto nuove che per quelle usate (il settore ha visto aumenti intorno al 27%).

Bmw ha affermato che i prezzi più elevati hanno anche aumentato le entrate derivanti dalla vendita di veicoli in leasing, in particolare nei mercati statunitense e britannico.I prezzi elevati hanno anche contribuito a compensare in parte l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. «La situazione sui mercati delle materie prime dovrebbe rimanere tesa - ha affermato la società -. È probabile che anche i prezzi dell’energia rimangano a un livello elevato».

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