Mobilità

BMW, ripresa nel 2021. Ma venderà (solo) il 50% di auto elettriche entro il 2030

Nel corso dell’anno crescita significativa dei profitti pre-tasse grazie a un solido incremento delle vendite e un miglioramento dell'ebit al 6-8 per cento

di Alberto Annicchiarico

(Afp)

4' di lettura

Dopo un solido secondo semestre del difficile 2020 la casa automobilistica tedesca BMW punta su una decisa ripresa nel corso dell'anno e prevede di registrare una crescita significativa dei profitti pre-tasse grazie a un solido incremento delle vendite e un miglioramento del margine Ebit al 6-8 per cento, dal 2,7% nel 2020. Anche la divisione Moto dovrebbe registrare un netto aumento delle consegne ai clienti con un margine Ebit compreso tra l'8 e il 10%. Il gruppo intende proseguire sulla strada dell'elettrificazione, anche se con target all’apparenza meno ambiziosi rispetto ad altri rivali.

Consegne di auto elettriche +50% all’anno

Secondo le proiezioni del gruppo, da qui al 2025 le consegne di modelli interamente elettrici cresceranno di oltre il 50% ogni anno e pertanto l'aumento entro cinque anni sarà di oltre dieci volte i livelli del 2020. «Saremo pronti a rispondere con flessibilità alle domande del mercato», ha commentato durante la conferenza annuale della casa di Monaco il ceo Oliver Zipse. Entro la fine del 2025, il gruppo Bmw si attende di aver consegnato oltre 2 milioni di veicoli interamente elettrici a clienti in tutto il mondo.

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Mini tutta elettrica entro i primi anni del 2030

Dal 2025 al 2030 la crescita delle vendite di motori elettrici dovrebbe poi proseguire al ritmo del 20% annuo. Entro il 2030 dunque circa la metà dei modelli BMW venduti alla clientela saranno interamente elettrici. Il marchio Mini sarà completamente elettrico «entro i primi anni del 2030». Conferma per la prima Rolls-Royce a batteria, ma bisognerà aspettare il prossimo decennio.

Agenda conservativa

Sembrerebbe un’agenda più conservativa rispetto alla concorrenza (comunque apprezzata in Borsa), anche se entro il 2023 la casa tedesca dovrebbe poter offrire nella sua gamma 13 modelli a batteria. Oltre alle elettriche già in vendita (i3, iX3 e Mini Cooper Se) arriveranno le BMW iX e i4 (la prima sportiva full electric bavarese, presentata oggi). In un settore che insegue Tesla e se la deve vedere con standard sulle emissioni di CO2 in Europa e Cina sempre più sfidanti, alcune case automobilistiche hanno delineato piani per un cambiamento più rapido. Volvo ha fatto sapere qualche settimana fa che la sua gamma sarà completamente elettrica entro il 2030, e Ford ha detto che anche la sua gamma lo sarà in Europa, sempre entro il 2030. Il colosso tedesco Volkswagen ha affermato che punta al 70% delle vendite europee per il brand Vw entro il 2030 e ha confermato martedì le proprie ambizioni.

Le auto più verdi, ma le sinergie?

La casa di Monaco sostiene comunque di essere alle porte di una svolta «elettrica, digitale e circolare». Presentando la strategia per il futuro i manager del marchio bavarese hanno voluto sottolineare anche i progressi in corso sul fronte della digitalizzazione e del sistema operativo, il nuovo iDrive. Dal 2025, poi, lo sviluppo dei prodotti avverrà seguendo un piano battezzato Neue Klasse e fondato su tre pilastri: nuova architettura informatica, nuovissime batterie ad alte prestazioni (ma non autoprodotte come farà Vw con le sue 6 gigafactory) e meno inquinanti, una maggiore sostenibilità nel corso del ciclo di vita delle vetture. «Il nostro intento è di assicurare che le macchine più verdi presenti sul mercato siano prodotte dalla BMW», ha commentato Zipse.

Come si diceva BMW prevede di vendere 2 milioni di veicoli interamente elettrici entro il 2025 per salire poi a 10 milioni entro il 2030. La vendita dei motori a combustione andrà sempre più riducendosi nell'arco del decennio arrivando a rappresentare circa la metà del totale delle vendite entro il 2030. Zipse ha spiegato che il motore a combustione non può essere liquidato troppo frettolosamente perché non tutte le regioni del mondo hanno le infrastrutture necessarie per passare all'elettrico in tempi rapidi.

In compagnia di Apple?

Nessun commento sulle possibili strategie di partnership in un mercato sempre più competitivo nel quale altri gruppi, ultimi Psa e Fca uniti in Stellantis e diventati quarto costruttore mondiale, cercano sinergie. «Bmw ha dimostrato un po’ di presunzione sul fronte dei veicoli elettrici e crediamo che più partnership siano probabili all'orizzonte. Con chi? Apple sembra l’opzione più indicata», ha commentato al Sole 24 Ore Dan Ives, managing director di Wedbush, che segue molto da vicino le vicende della transizione all’elettrico.

Non così l'analista di Bernstein Arndt Ellinghorst, secondo il quale BMW è entrata nel 2021 «molto sicura di sé. In termini di mobilità elettrica, la BMW sta facendo buoni progressi e si sta assumendo molti meno rischi rispetto a Volkswagen».

La risposta al 2020: payout ratio al 32,5%

Guardando al recente passato nel 2020 i numeri parlano di ricavi a 98,99 miliardi di euro, non molto sotto i 104,21 del 2019. Profitti prima delle tasse in calo più marcato del 26,6% a 5,2 miliardi contro i 7,1 di un anno prima. Il margine Ebit è sprofondato oltre il -10% nel secondo trimestre per risalire al 6,7% nel terzo e al 7,7% nel quarto trimestre. Dividendo 1,90 euro con un payout ratio del 32,5%. E, non meno importante, R&D ratio in lieve aumento nel 2020 al 6,3%.

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