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Bmw viaggia sulle ali dei prezzi. Consegne in calo ma profitti su del 42%

Nel terzo trimestre la casa di Monaco di Baviera ha battuto le stime degli analisti nonostante l’impatto della crisi dei semiconduttori. Confermato margine Ebit 2021 dal 9,5% al ​​​​10,5%

di Alberto Annicchiarico

(Reuters)

2' di lettura

Più investimenti in Europa nel settore dei semiconduttori, che affligge l’industria e ne abbatte vendite e ricavi, ma anche timori moderati che il nuovo shortage, quello del magnesio, possa influire sulle performance dei produttori. Piuttosto, la Ue decida su emissioni e stop a motori termici sulla base dello sviluppo della rete di ricarica per le auto elettriche, oggi largamente insufficiente. Parola di Oliver Zipse, ceo di Bmw, che ha commentato il momento critico dell’Automotive a margine della comunicazione sui conti trimestrali. Conti incredibili, perché le vendite calano come per tutti - proprio per la crisi dei microchip dovuta all’eccesso di domanda di nuove auto, molte alla spina, in cui l’elettronica la fa da padrone - ma i profitti lievitano grazie ai prezzi. Una politica di cui beneficiano soprattutto i marchi premium, e Bmw, come Daimler, sono di diritto fra questi.

E così la casa di Monaco di Baviera che produce anche Mini e Rolls-Royce ha potuto battere le previsioni degli analisti con un aumento del 42,4% su base annua dell’utile netto del terzo trimestre a 2,58 miliardi di euro. Il car maker tedesco, che all’inizio di quest’anno aveva dichiarato di prevedere fino a 90.000 auto in meno nel 2021, proprio per la crisi dei microchip che secondo un recente report di Boston Consulting Group taglierà la produzione globale di 10-12 milioni di unità, ha visto le consegne diminuire, nel terzo trimestre, del 12,2% (Vw -26%, Stellantis -27%, Renault -22%, Daimler -25% e +18% per l’utile operativo), ma ha comunque aumentato i ricavi del 4,5%. Il margine di profitto operativo è stato del 7,8%, contro il 4,9 di Volkswagen. Nei primi nove mesi Bmw ha registrato un utile netto di 10,2 miliardi, +370% rispetto ai 2,2 miliardi di un anno prima.

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I veicoli elettrici hanno visto una spinta significativa, con vendite nei nove mesi quasi raddoppiate (+98,9%) rispetto al 2020, a poco meno di 231.575 automobili (Tesla, leader del settore, viaggia sulle 600.000 unità, ben oltre le 499.000 di tutto lo scorso anno). Le elettriche pure hanno fatto anche meglio: +121,4% a 59.688. «Un migliore mix di prodotti e una buona politica dei prezzi sul nuovo insieme a una tendenza stabile dei listini per i veicoli usati hanno rafforzato la performance finanziaria», ha affermato la società.

In Germania la produzione è stata del 35% inferiore ai livelli del 2019 nei tre mesi fino a settembre, secondo i dati dell'associazione dell'industria automobilistica, la Vda. Tuttavia, Bmw mantiene la sua previsione del margine Ebit per l'intero anno tra il 9,5% e il ​​​​10,5% per la divisione automobilistica, obiettivo raggiungibile sfruttando la marginalità nascosta negli optional e agendo sul costo del lavoro. Anche i buoni rapporti con i fornitori, ha aggiunto Zipse, hanno evitato conseguenze peggiori dovute ai rincari delle materie prime. «Siamo sulla buona strada per rispettare le nostre previsioni sull'intero anno», ha dichiarato il cfo Nicolas Peter, che ha anche sottolineato la forte domanda per i modelli iX e I4 (prezzi a partire rispettivamente da 84mila e 60mila euro). Anche se, ma questa non è una notizia, «il problema dei semiconduttori persisterà ben oltre il 2021».

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