BANCHE

Bnp Paribas giù in Borsa dopo conti e piano

di Giuliana Licini

default onloading pic
Jean Laurent Bonnafé, ad di Bnp Paribas


3' di lettura

Bnp Paribas in calo, dopo l'annuncio dei risultati del 2016 e delle linee guida del piano al 2020. Il titolo del gruppo bancario franceseha chiuso in calo del 4,8% a quota 57,2 euro, dopo essere scivolato nella mattinata fino a 56,99 euro. I risultati annuali della banca francese che controlla Bnl sono in linea con le attese, ma «il quarto trimestre è inferiore al pronostico e le prospettive per la banca al dettaglio nel 2017 sono ritenute un po' deboli dal mercato», spiega Daniel Larroutourou, di Diamant Bleu Gestion, rilevando che Bnp Paribas fa le spese di «un contesto globale piuttosto negativo per il settore bancario dopo i progressi di novembre e dicembre» e del fatto che a fronte delle numerose incertezze politiche «gli investitori stanno rivedendo al ribasso le prospettive» del comparto.

A Parigi sono in effetti in calo anche le altre due big francesi, il Credit Agricole (-1,5%) e Societé Generale (-2%). Bnp Paribas, che in Italia controlla Bnl, ha chiuso il 2016 con un utile netto di 7,7 miliardi di euro, in progresso del 15% e punta a conseguire una crescita media dell'utile netto superiore al 6,5% annuo fino al 2020, un Cet1 del 12%7 nel 2020 e una redditività dei mezzi propri (Roe) del 10% alla stessa data. Il piano prevede anche una crescita media annua dei ricavi superiore al 2,5%, un pay-out del 50% e 3 miliardi di investimenti, soprattutto nel digitale, con l'obiettivo di arrivare a risparmi ricorrenti per 2,7 miliardi di euro a partire dal 2020.

Loading...

Tornando ai conti 2016, il margine di intermediazione ammonta a 43,4 miliardi, con un incremento dell'1,1%, «nonostante - spiega la banca - un contesto di mercato poco dinamico e il persistere di tassi bassi». La crescita dei ricavi è stata favorita dai servizi finanziari specializzati (+1,2% a 15,5 mld) che comprendono l'International Retail Banking, l'Assicurazione, la Personal Finance e il Wealth and Asset Management. L'utile ante imposte di International Financial Services è in crescita del 4% a 4,9 miliardi. Sui mercati domestici, invece, i ricavi sono in calo dello 0,5% a 15,7 miliardi e la divisione registra un aumento dell'1,4% dell'utile ante imposte a 3,4 miliardi. Nel quarto trimestre, i ricavi del Domestic Markets, pari a 3,9 miliardi, sono in calo dell'1% e l'utile ante imposte diminuisce del 7,8%, attestandosi a 622 milioni. I costi operativi del gruppo, pari a 29,4 miliardi nel 2016 crescono dello 0,4%.

Il risultato lordo di gestione del gruppo aumenta del 2,6% a 14 miliardi. Il costo del rischio scende del 14, grazie in particolare al buon controllo nell'origination e al continuo miglioramento registrato in Italia, attestandosi a 3,3 miliardi (3,8 mld nel 2015), ossia 46 punti base rispetto agli impieghi a clientela. Il Roe del gruppo è al 9,3%. A fine 2016, il Cet1 Basilea 3 “fully loaded” era all'11,5%, con un incremento di 60 punti base rispetto all'anno prima. Nel quarto trimestre 2016, il gruppo ha realizzato un margine di intermediazione pari a 10,6 miliardi (+2%) e l'utile netto si è attestato a 1,4 miliardi, con una crescita di 2,2 volte rispetto ai 665 milioni di euro nel quarto trimestre 2015, che tuttavia è risultata inferiore alle previsioni del mercato. Il cda proporrà all'assemblea degli azionisti un dividendo di 2,7 euro per azione, pari ad un tasso di distribuzione del 45%.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti