ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùmusica

Bob Dylan vende i diritti sul catalogo alla Universal per 300 milioni di dollari

Il folksinger premio Nobel lascia Sony Atv e si accorda con la società di publishing della galassia Vivendi. Che prepara la quotazione entro il 2022

di Francesco Prisco

Bob Dylan a Stoccolma, finalmente ritirera' Nobel

3' di lettura

Come faceva quella canzone? «Oh, baby, oh ee, oh, baby, oh ee, è un colpo da un milione di dollari». La scrisse un tizio che, qualche anno più tardi, avrebbe vinto il premio Nobel per la letteratura. E che adesso si vende i diritti sull’intero suo catalogo musicale alla publishing company della prima major discografica al mondo, per una cifra che si aggira sui 300 milioni di dollari. Altro che Million dolla bash. Certi colpi riescono solo a Bob Dylan: «Sua Bobbità» ha appena sottoscritto un accordo con Universal Music Group per i diritti delle oltre 600 canzoni che coprono i quasi 60 anni della sua carriera.

Un’operazione da 300 milioni

Lo ha reso noto la stessa Universal Music Group, gigante della discografia mondiale controllato da Vivendi, media company di Vincent Bolloré, e partecipato dai cinesi della piattaforma di streaming Tencent. Si tratta della più grande acquisizione di diritto d’autore per un singolo artista della storia. Malgrado i dettagli economici della partita non siano stati resi noti, si stima che l’operazione sul catalogo di Dylan, 80 anni a maggio, valga oltre 300 milioni di dollari. «Non è un segreto - ha detto Lucian Grainge, il numero uno di Umg - che l’arte di scrivere canzoni sia la chiave essenziale per tutta la grande musica così come non è un segreto che Bob sia uno dei più grandi professionisti di quest’arte».

Loading...

Il divorzio da Sony Atv

Da quanto si apprende, i diritti in questione - tali da coprire un arco di tempo che va da Song to Woody, tra le primissime composizioni del Menestrello di Duluth, fino all’ultimo capolavoro Rough and Rowdy Ways - erano precedentemente detenuti direttamente dall’artista e amministrati da Sony Atv, società di publishing di Sony Music cui Dylan era storicamente legato attraverso il contratto con la controllata Columbia Records. «Rappresentare l’opera di uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi è un privilegio e una responsabilità», ha detto Jody Gerson, ceo di Umpg. «Il nostro team globale è onorato di essere il partner editoriale di Bob Dylan. Non vediamo l’ora di lavorare con Bob e il team per garantire che la sua abilità artistica continui a raggiungere e ispirare generazioni di fan, artisti di registrazione e cantautori in tutto il mondo».

Quasi 6mila cover per 600 canzoni

Le fa eco Lucian Grainge, ceo di Umg: «Come persona che ha iniziato la propria carriera nell’eitoria musicale, è con enorme orgoglio che oggi do il benvenuto a Bob Dylan nella famiglia Umg. Brillanti e commoventi, ispiratrici e belle, perspicaci e provocatorie, le sue canzoni sono senza tempo, sia che siano state scritte più di mezzo secolo fa o ieri. Non è esagerato dire che il suo vasto corpus di opere ha catturato l’amore e l’ammirazione di miliardi di persone in tutto il mondo. Non ho alcun dubbio che tra decenni, anche secoli, le parole e la musica di Bob Dylan continueranno a essere cantate e suonate ovunque». Un’importanza storica, quella del corpus dylaniano, che trova un corrispettivo economico altrettanto importante, se consideriamo che le sue canzoni sono state interpretate da qualcosa come 6mila artisti in giro per il mondo. In più epoche: da All along the Watchtower che mise d’accordo Jimi Hendrix e gli U2 a Kockin’ on Heaven’s door che ha unito idealmente Eric Clapton e Guns n’ Roses.

L’obiettivo della quotazione di Universal Music Group

Un’operazione faraonica che ci dà due indicazioni. In primo luogo abbiamo la conferma di quanto il diritto d’autore sia diventato centrale nell’epoca della «musica liquida». E ancora di più con la crisi del coronavirus che ha letteralmente azzerato il giro d’affari dei concerti che era diventato il segmento trainante del music business. In secondo luogo, Universal Music Group «si fa bella» in vista dell’obiettivo quotazione in Borsa che, nonostante il coronavirus, dovrebbe essere centrato da qui ai prossimi due anni. Le parole sono importanti, i soldi ancora di più, insomma. Ma poi, in fondo, cosa sono questi benedetti soldi? Un uomo si può dire di successo quando si alza la mattina, va a letto la sera e nel mezzo fa quello che vuole. Chi lo dice? Un certo Bob Dylan.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti