Salvataggi

Bobst pronta al piano per Cerutti

L’idea del gruppo elvetico prevede il rilancio del brand anche nei mercati asiatici

di Filomena Greco - TORINO

Una macchina per l’industria grafica (GettyImages)

2' di lettura

Le prossime tappe saranno l’assegnazione definitiva della Cerutti alla svizzera Bobst da parte del tribunale e il varo del piano sociale per gli oltre 200 addetti della storica realtà industriale di Casale Monferrato passata attraverso una lunga crisi, una procedura fallimentare e un’asta con successivo rilancio. A metà luglio Bobst Italia si è aggiudicata la seconda asta per l’acquisizione dei beni del fallimento di Officine Meccaniche Giovanni Cerutti e di Cerutti Packaging Equipment per 7 milioni di euro, rilanciando rispetto all’offerta presentata dalla cordata Rinascita Seconda, sostenuta anche da Invitalia, che di fatto aveva riaperto i giochi dopo la prima asta.

Il piano industriale a cui Bobst – tra i principali fornitori al mondo di macchinari e servizi destinati al trattamento dei substrati, alla stampa e alla trasformazione per le industrie produttrici di etichette, imballaggi, scatole e cartone ondulato – sta lavorando punta a «consolidare ulteriormente la posizione di leadership tecnologica e di mercato», recuperando le competenze e gli asset industriali di Cerutti e garantendo assistenza agli oltre mille clienti nel mondo. L’idea industriale che ha guidato l’azienda svizzera nell’acquisizione della Cerutti è quella di rilanciare il marchio italiano in alcuni settori, «con modelli pensati specificamente per rispondere alle esigenze di alcuni mercati, come ad esempio quelli asiatici, area in cui la ex Cerutti era uscita cedendo i propri brevetti ad alcuni concorrenti cinesi e indiani».

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Nel piano presentato alla curatela fallimentare Bobst, che ha una sede a San Giorgio Monferrato, la ex Rotomec, a pochi chilometri da Casale Monferrato, si impegna ad assumere 30 dipendenti. Il progetto inoltre prevede la possibilità di stipulare contratti d’appalto con la futura cooperativa di ex-lavoratori. «In futuro verrà data priorità agli ex-dipendenti, compatibilmente con le competenze richieste, quando avremo necessità di ulteriore personale» scrive l’azienda nero su bianco.

A Casale intanto i lavoratori restano in presidio in vista dell’incontro del 23 agosto tra sindacati, curatela e azienda. «Serve un accordo sia per il piano sociale, che garantisca aiuti a tutti gli ex addetti, sia per ottenere gli ammortizzatori sociali nel prossimi mesi, a cominciare dalle 13 settimane di Cig Covid. In questo momento i lavoratori sono senza alcuna copertura dal 2 luglio scorso» spiega Maurizio Cantello della Fiom di Alessandria.

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