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Boccia: «Favorire la transizione green senza tasse sulle imprese»

«Occorre coniugare il binomio della crescita e dell'interesse generale» ha sottolineato il presidente di Confindustria, parlando ad Assisi ai dibattiti del Cortile di Francesco

di Nicoletta Picchio


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2' di lettura

«Occorre costruire un percorso di transizione industriale in modo graduale. L' errore da evitare è creare shock traumatici per la sindrome di essere i primi della classe». Vincenzo Boccia torna sul tema della green economy, dopo l 'annuncio del governo di voler proporre alle imprese un patto verde per andare verso una transizione energetica. «In una logica sana le rivoluzioni industriali si realizzano con tanti piccoli passi, il che non vuol dire non cavalcarle, ma costruire percorsi graduali. Occorre coniugare il binomio della crescita e dell'interesse generale» ha sottolineato il presidente di Confindustria, parlando ad Assisi ai dibattiti del Cortile di Francesco, in un confronto dedicato proprio a clima e lavoro.

Ciò che va evitato, secondo Boccia, è «continuare a tassare le imprese per risolvere altri problemi. Bisognerebbe tutelare i fondamentali di impresa e non aggredire le aziende dal punto di vista fiscale per fare cassa nel paese. Abbiamo bisogno di più competitività per costruire lavoro» ha continuato Boccia, riferendosi anche alla tassa sul gasolio o sulle merendine che penalizzerebbero un settore come l'agroalimentare. Non senza ricordare che siamo primi in Europa nell'economia circolare.

Il lavoro, ha sottolineato il presidente di Confindustria , dovrebbe essere il fine del paese e del governo, e ciò mette in evidenza due questioni prioritarie: ridurre i divari e riattivare l'ascensore sociale. Bisogna realizzare politiche «orientate all'incremento dell'occupazione, fare più formazione, puntando ad una sostenibilità organica, in una logica di corresponsabilità». Un percorso comune e non conflitti, come ha realizzato Confindustria con il sindacato con il Patto della fabbrica dello scorso anno, ha ricordato Boccia, seduto accanto all'ex numero uno della Cgil, Susanna Camusso.

Bene le prima mosse del governo, ma no alla politica degli incentivi è la posizione dell'amministratore degnato di Enel, Francesco Starace: «I governi non devono fare proclami o mettere tasse, ma usare le risorse per la riconversione industriale o per gli ammortizzatori sociali». L' Enel, ha ricordato Starace, ha chiuso 23 centrali su 56 se ne chiuderanno altre: «Una sfida che si può vincere, in una logica che non sia di scontro ma di aiuto reciproco».

Assobibe: discriminatoria una tassa sulle bibite
Sul tema della possibile introduzione di una tassa sulle bibite interviene anche Assobibe, l’asociazione degli industriali delle bevande analcoliche: «È errato e privo di fondamento ogni riferimento alla dannosità di un bicchiere di aranciata, chinotto, spume, cole e acque toniche; prodotti del settore sicuri, confezionati nel rispetto delle normative vigenti. In Italia inoltre i consumi sono contenuti e non rappresentano una preoccupazione nel nostro Paese, stante un impatto nutrizionale irrisorio (1% delle calorie negli adulti, 0.6% nei bambini), come evidenzia il ministero della Salute. Il 99% delle calorie quotidiane non derivano dalle bibite gassate».

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