IL CONVEGNO SU INNOVAZIONE E PMI

Boccia: fondo di garanzia è un aiuto alle imprese, preoccupati per nuove regole Bce su Npl

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia

6' di lettura

«Industria 4.0 significa fare prodotti in chiave “sartoriale” o semi sartoriale secondo una cultura industriale. L’Italia e le nostre imprese lo fanno, con quest’ottica, per il mondo». Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, nel suo discorso al convegno “Sul filo dell’innovazione. Visioni e soluzioni per le Pmi che sfidano il futuro”, che si è svolto in mattinata a Portonovo di Ancona.

Tornare ai fondamentali dell’economia
In generale, ha spiegato Boccia, l’economia italiana è in una fase positiva, si deve uscire dall’ansia e forti dei dati economici non solo ce la si può fare, ma con la crescita può anche arrivare la riduzione del debito. Il presidente di Confindustria ha invitato a tornare ai fondamentali dell’economia: la questione industriale, ma anche turismo, cultura, servizi, costruzioni.

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La stretta della Bce sugli npl
Ci sono però dei rischi. «Siamo preoccupati per i nuovi regolatori della Bce - ha confidato il numero uno dell’associazione datoriale - . Non c’entra il Governo italiano, ma su questo occorre fare un’operazione comune, insieme al Governo stesso e alle altre Confindustrie, perché c’è un tentativo di rendere ancora più limitative le regole della Bce per gli accantonamenti da parte delle banche: questo significherebbe ridurre il flusso di credito alle imprese europee e italiane». Questa scelta, ha aggiunto, «in questa fase non ha alcun senso, perché sarebbe antitetica alla politica monetaria della Bce e anche al tentativo di tanti Governi, compreso il nostro, di fare politiche espansive, seppure con risorse non elevate. Questa è una grande questione».

Boccia: normalizzare i rapporti tra banche e imprese
Per quanto riguarda l’accesso al credito da parte delle aziende, Boccia ha sottolineato: «Abbiamo bisogno di banche che facciano sempre più impresa bancaria e che siano vicine all’economia reale». «Abbiamo avuto dei momenti traumatici per alcuni istituti, che sono stati governati positivamente, come sistema Paese, perché non abbiamo avuto effetto panico, com’è accaduto negli Stati Uniti negli anni passati», ha ricordato. «Adesso bisogna recuperare questa fase e ritornare ad una normalizzazione di rapporti impresa-banca».

Sul fondo garanzia: «Invenzione che aiuta imprese»
Boccia ha commentato anche i finanziamenti per il fondo di garanzia delle Pmi previsti dal decreto fiscale che ieri è stato approvato dal consiglio dei ministri: «È un fatto positivo che aiuta quelle imprese che hanno un po’ di difficoltà ad avere credito. È evidente che è la crescita che determina credito ma avere flusso di credito sull’economia reale è una precondizione determinante per la crescita del paese».

«Possiamo farcela,con crescita riduzione debito»
Quanto allo stato di salute dell’economia italiana, il presidente di Confindustria ha spiegato che «siamo in una fase positiva del Paese, dobbiamo uscire da una dimensione di ansietà. I dati economici ci danno ragione I dati Istat di qualche giorno fa dimostrano che quando si investe sulla crescita, si riduce anche il debito».

«Finalmente i dati sull’economia italiana dimostrano che siamo tornati su un sentiero di crescita, a supporto del nostro sforzo di consolidamento dei conti pubblici - ha aggiunto Stefano Scalera, consigliere per il ministro per gli Investimenti Esteri Mef - La capacità di innovare e di innovarsi delle imprese, al centro della presidenza Baban, è uno degli elementi chiave di questa ripartenza, da anni sostenuta dal Governo attraverso il programma Finanza per la Crescita, per rendere le nostre imprese sempre più competitive e protagoniste nei mercati internazionali.»

Boccia: «Industria e turismo circolo virtuoso per la crescita»
Come occorre procedere? «Nelle Marche - ha ricordato il presidente di Confindustria - bisogna fare esattamente quello che stiamo facendo nel Paese, occorre continuare sulla strada del circolo virtuoso dell'economia». Per il presidente degli industriali bisogna «ritornare ai fondamentali dell'economia del Paese, cioè alla grande questione industriale, intendendo non solo la manifattura ma anche l’industria del turismo, della cultura, dei servizi, delle costruzioni». «I dati dell’economia reale - ha osservato - dimostrano che se incidiamo sulla competitività delle imprese si attivano investimenti, più export, più attrazione di turisti e quindi più occupazione e più domanda del Paese. Le due cose si possono are, e si possono fare insieme».

Baban: traghettare le pmi verso modelli produttivi digitali
Occorre traghettare le piccole e medie imprese verso modelli produttivi digitali, ha aggiunto il presidente della Piccola Industria Confindustria Alberto Baban nel suo intervento di questa mattina al convegno. L’incontro mette in primo piano il dibattito sulla quarta rivoluzione industriale e il piano governativo Industria 4.0. «Negli ultimi mesi – ha ricordato Baban – abbiamo lavorato moltissimo affinché le nostre pmi si rendessero conto dell’importanza della trasformazione digitale. Come sistema Paese - ha ricordato il presidente della Piccola Industria Confindustria - ci siamo mossi molto in ritardo e ora che il meccanismo è partito siamo già entrati in una nuova fase di accelerazione. La rivoluzione 4.0 offre alle nostre pmi una grande opportunità perché il mercato che vuole prodotto italiano è sempre più ampio e l'accesso a questo mercato è agevolato dalla tecnologia. Non possiamo perdere più altro tempo e non ci sono più alibi - ha concluso Baban -. Dobbiamo traghettare le piccole e medie imprese italiane verso modelli produttivi che incorporino il digitale».

Digitale, Catania: confermare carattere strutturale degli incentivi
Secondo il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania «l’obiettivo che dobbiamo porci per i prossimi 18/24 mesi è quello di un progetto 4.0 per ogni impresa italiana. E possiamo farcela. Per questo - ha spiegato Catania nel suo intervento - è fondamentale confermare il carattere strutturale degli incentivi, allargare la platea dei beneficiari a tutti i software e servizi di integrazione It, così come aiutare il sistema formativo a produrre le figure professionali che fanno funzionare Industria 4.0». Dei progetti innovativi che sono stati portati avanti sul territorio ha parlato Diego Mingarelli, presidente Piccola Industria Marche: «Ad Ancona - ha ricordato - è nato anche il MarketPlaceDay, un vero e proprio digital innovation day, un grande hub di relazioni che ha messo insieme tutte le anime dell'open innovation. Dalle Marche è partito il PGE, Programma Gestione Emergenze, che ha avuto il merito di sostenere le popolazioni colpite dal sisma e che ha portato alla sottoscrizione di un Accordo nazionale con la Protezione civile per la prevenzione e la messa in sicurezza delle imprese.»

Il dialogo tra banche e aziende
«La pluriennale collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria – ha sottolineato Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo - ha consentito di dar vita ad un innovativo modello di rating che, insieme alla consueta valutazione economica finanziaria, dà valore anche ai fattori qualitativi intangibili dell'impresa e delle specificità delle realtà settoriali in cui opera, elementi che in precedenza non erano valorizzati».

Sviluppo del digitale legato a Industria 4.0
A Portonovo è intervenuto anche Stefano Firpo, Direttore Generale Politica Industriale, Competitività e Pmi del Mise, che ha spiegato come Industria 4.0 sia il primo piano di politica industriale elaborato dal Governo dopo molto tempo. «Le pmi italiane - ha messo in evidenza Firpo - presentano ancora un forte ritardo strutturale nell'utilizzo del 4.0 e delle tecnologie in generale. Tuttavia - ha aggiunto Firpo - la quarta rivoluzione industriale permette di recuperare questo gap favorendo gli investimenti, in particolare quelli in ricerca, sviluppo, innovazione e competenze. Il Piano Industria 4.0 - attraverso strumenti come il super e l'iperammortamento, il Patent Box, il credito d'imposta sulle spese in R&S e le politiche a favore delle start up e delle pmi innovative - punta a rafforzare il profilo competitivo del Paese. La prossima sfida è accompagnare l'investimento in capitale strumentale con quello in capitale umano. Il governo - ha concluso Forpo - è impegnato a dare continuità a questa strategia affinché le nuove tecnologie possano trovare applicazione e diffusione nella più ampia platea d’imprese».

Mattiello: visione del 4.0 che integri big data a cloud
Secondo Alberto Mattiello, Head of Future Thinking Project di J. Walter Thomson, serve una visione del 4.0 che integri big data e cloud e renda il software protagonista all'interno di una produzione sempre più tecnologicamente integrata. Mattiello è anche uno degli autori, insieme a Baban e ad Armando Cirrincione, docente di Marketing strategy all'Università Bocconi, del volume “Mind the change” edito sempre da Guerini NEXT, e destinato a imprenditori, top manager e decision maker per sensibilizzare le imprese sui grandi cambiamenti in atto e aiutarle ad anticiparli.

Visconti (Liuc): serve organizzazione moderna dell’impresa
C’è poi un aspetto gestionale da valutare. Il Rettore dell’Università LIUC, Federico Visconti, ha spiegato come l’Industria 4.0 renda obbligatoria un’organizzazione moderna dell’impresa, basata su nuove competenze e meccanismi. In questo percorso, ha aggiunto, l’università e la scuola hanno una grande responsabilità: garantire ai giovani percorsi e modelli formativi che esaltino la dimensione educativa ed esperenziale. Agli imprenditori, invece spetta invece essere ambiziosi, visionari e collaborativi. Tutte caratteristiche che fanno parte del loro dna.

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