il caso TARANTO

Boccia: Ilva strategica ma no alla nazionalizzazione

Il presidente di Confindustria da Bergamo: l’Italia non può farne a meno. Trovare equilibrio tra esuberi congiunturali ed esigenze di un investitore internazionale. No alla nazionalizzazione, apprezziamo le parole di Gualtieri

di Luca Orlando


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(ANSA)

3' di lettura

Strategica per il Paese. Possibile occasione per lo sviluppo del Mezzogiorno. Da tutelare però senza guardare all’ipotesi di una nazionalizzazione.

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ribadisce la necessità di trovare una soluzione per tutelare la produzione di Ilva, cercando di mediare tra esigenze diverse.

«Bisogna trovare una soluzione - spiega Boccia - che sia un equilibrio tra gli esuberi e quella che è una impresa che ha un investitore internazionale che viene nel Paese, che va fidelizzato e aiutato per fare dell'Ilva la più grande acciaieria sostenibile in termini economici e ambientali del mondo».

Come farlo? Boccia spiega che su questo tema «le parole del ministro Gualtieri dell'altro giorno (il ministro dell'Economia si è detto contrario all'ipotesi nazionalizzazione) sono molto significative e noi le condividiamo»,.

In relazione agli esuberi, Boccia ha precisato che sono «legati a questioni congiunturali, che significa usare tutti gli strumenti di ammortizzatori sociali. Infatti - aggiunge - noi non abbiamo parlato di esuberi tout court»

L'Ilva - spiega - «potrebbe tra l'altro essere una grande occasione per riparlare di sviluppo del Paese e del Mezzogiorno».

In generale «non si può fare a meno dell'Ilva, perché è una parte fondamentale della siderurgia italiana, serve molta parte dell'industria italiana. E se vogliamo mantenere una posizione di rilievo
della questione industriale europea, essendo noi tra l'altro la
seconda manifattura d'Europa, (l'Ilva) è un elemento imprescindibile».

«Questo però - conclude Boccia - non significa che dobbiamo usare l'Ilva in chiave di nazionalizzazione e le parole di Gualtieri dell'altro giorno
(che si è detto contrario, ndr), sono molto significative e noi
le condividiamo».

«Lo Stato deve fare lo Stato e l’impresa deve fare l’impresa - ricorda - e crediamo che si debba evitare la nazionalizzazione. Auspichiamo si arrivi ad una soluzione e speriamo che questa sia una lezione, per imparare a non sottovalutare gli effetti sull’economia reale».

Questo - aggiunge Boccia - è un caso in cui in nome della questione ambientale si vara un provvedimento che non risolve quella questione e rende insostenibile la questione economica e quella sociale. «La sostenibilità - aggiunge - va considerata in queste tre dimensioni».

Nella valutazione delle misure in cantiere per la manovra economica Boccia apprezza il blocco dell’aumento Iva, così come la conferma di Industria 4.0.

«Ma siamo molto critici - aggiunge - su plastic tax, che non incide sui comportamenti ma sulla produzione, così come sulla sugar tax e sulla tassazione sulle auto aziendali».

Provvedimenti che possono impattare in chiave negativa sulla competitività delle imprese. «E se così è - aggiunge, ricordando la recente apertura al dialogo del ministro dell’Economia Gualtieri - occorre ripensarle, con realismo e buonsenso».

Sulle misure allo studio per la nuova manovra di bilancio Boccia chiarisce: «Noi siamo critici sui provvedimenti e non sui governi, non siamo un partito dell'opposizione. Auspichiamo che da queste criticità che stiamo segnalando si possa costruire un percorso virtuoso nell'interesse del Paese. Noi siamo stati critici su plastic tax, sugar tax e questione auto aziendali ed sull'eccesso di confische nella lotta all'evasione, premesso che l'evasione è concorrenza sleale e va combattuta».

«Apprezziamo - aggiunge - le ultime dichiarazioni dei ministri competenti, legate all'apertura di un tavolo sulla questione plastica e sull'energia».

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