INDUSTRIA

Boccia: «Imprese inclusive per giovani e immigrati»

di Vera Viola

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Un piano per per favorire l’occupazione dei giovani e per l’inclusione dei migranti nelle fabbriche: proposta innovativa quella avanzata, a sorpresa, dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ieri ha partecipato, a Salerno, alla presentazione del «Pon Legalità» 2014-2020. Il Programma Operativo nazionale, illustrato alla presenza tra gli altri del ministro dell’Interno Marco Minniti, del capo della Polizia il prefetto Franco Gabrielli, è destinato alle Regioni meno sviluppate di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con una dote complessiva di 377 milioni di euro. È finanziato per il 75% dai fondi strutturali europei e per il 25% dal governo: nella nuova edizione supera il concetto di sicurezza per proporsi un obiettivo più ampio di rispetto della legalità.

«Una precondizione per la crescita e per lo sviluppo - ha ricordato il presidente degli industriali nel corso della tavola rotonda nel Teatro Verdi - la legalità va garantita per consentire investimenti. Al Sud, in particolare, tenendo conto delle diversità e complessità dei singoli territori». Per Boccia «il Pon Legalità fa un salto culturale nel prospettare soluzioni non convenzionali su alcuni temi, tra cui quello dell’accoglienza ai migranti». Il tema è dei più caldi e nell’incontro di Salerno è tra i più citati, specie dopo le nuove linee indicate nei giorni scorsi dal ministro Minniti, che punta a creare Centri di accoglienza per gli immigrati da reimpatriare. Si discute di accoglienza e solidarietà, ma anche di rispetto della legalità e severe condanne per chi non rispetta le regole.

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Nel segno della solidarietà va la proposta di Confindustria. «Se le imprese si sentono parte di una grande comunità – dice Boccia – possono promuovere una stagione di inclusione dei giovani nel mondo del lavoro. E non solo, possono consentire l’ingresso dei migranti nelle fabbriche, rispettando le regole del gioco, con tetti e limiti ben definiti, in una logica di tirocinio e formazione». Una proposta, da definire nel dettaglio, e da sottoporre al Governo, che potrebbe diventare modello da esportare in Europa.

Di legalità si occupa anche il nuovo Codice degli Appalti. «Rispetto alla legalità – ha aggiunto Vincenzo Boccia – il nuovo Codice va nella giusta direzione perchè, più cresce l’attenzione alla trasparenza e più allarghiamo la partecipazione alle gare, più riduciamo i fenomeni corruttivi. La nostra critica verte sul fatto che c’è una fase di transizione tra il nuovo Codice e quelli precedenti che ha rallentato alcuni cantieri del Paese. Il fattore tempo è uno dei grandi fattori di competitivita».

Il Pon si articola in quattro “Assi”. Il primo, con 91 milioni, punta a rafforzare l’azione della pubblica amministrazione di contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata. Il secondo, con 98 milioni, prevede interventi per la sicurezza delle aree strategiche per lo sviluppo economico. Il quarto impiega 56 milioni per favorire l’inclusione sociale attraverso il recupero dei beni confiscati. Il quarto Asse con 70 milioni vuole migliorare competenze e formazione, promuovere il lavoro e la nascita di start up, ancora una volta, per contrastare corruzione e criminalità.

Il Pon, in sintesi, pone amministrazioni centrali e regionali, enti locali e anche le Camere di commercio in un rapporto di forte collaborazione e corresponsabilità. «Bisogna avere una moderna idea di sicurezza – ha detto il ministro Minniti a Salerno, dove erano presenti anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – contro il terrorismo, a esempio, serve intelligence, servono tecnologie, ma serve sopratutto il controllo del territorio. Come dimostra la recente cattura del terrorista che aveva seminato morte nel mercatino natalizio di Berlino». Quindi, serve, per il governo, «la collaborazione dei Prefetti, dei Questori, e «dei sindaci». Il ministro infine ha annunciato il “pugno duro” verso tutti i profughi e migranti che non rispetteranno la legge. Quanto, poi, alla lotta contro le mafie, Minniti ha detto: « la vinceremo in modo definitivo quando accanto a forze dell’ordine e magistratura ci saranno sempre di più pezzi dell’opinione pubblica».

Di rapporto da riannodare tra istituzioni e cittadini ha parlato anche il capo della Polizia Gabrielli: «Credo che la pubblica amministrazione debba recuperare credibilità tra la propria gente. La credibilità si recupera soprattutto attraverso la trasparenza». Infine, Rudolf Niessler, direttore della dg “Crescita inteligente er sostenibile e attuazione dei programmi” della Commissione Ue ha precisato: «Il problema delle emigrazioni è un èroblema europeo. L’Italia potrà ricevere 1,6 miliardi come fondi aggiuntivi.

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