ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA PAVIA

Boccia: da incertezza politica deriva incertezza economica

di Luca Orlando

(Ansa)

3' di lettura

«La vocazione di Confindustria e' stata sempre maggioritaria, che era ed e' la precondizione per noi per governabilita' e stabilita. C'e' un po' di confusione e noi non entriamo nel merito della legge elettorale, ci sembra che gia' il confronto tra i partiti sia alto e quindi per questo ci teniamo per adesso fuori: forse pero' riprendere alcuni aspetti del referendum costituzionale e di alcune modifiche che aiutino a governare il Paese sarebbe di aiuto. Se non riusciamo ad avere una maggioranza che governa il Paese e' evidente che l'incertezza politica dopo la campagna elettorale puo' determinare delle incertezza economiche. Speriamo di no, ovviamente dipende dalle maggioranze che ne deriveranno».

Il leader di Confindustria Vincenzo Boccia guarda con attenzione ai prossimi passaggi politici e istituzionali, in un momento delicato in cui accanto al dibattito sulla legge elettorale si affianca il varo della Legge di Bilancio, su cui tuttavia le aspettative sono «limitate», per la presenza di risorse «non rilevanti», mentre la norma anti-scorrerie prevista nell'ambito del provvedimento è definito come un intervento «nella giusta direzione, con l’auspicio di un’azione da svolgere però «chiave europea».

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Più importante, al di là dell’azione di breve termine, sarà però capire quale sarà la direzione futura del Paese.

«Sul fronte crescita - spiega - sappiamo che la prima parte del 2018 fino a marzo-aprile sara' positiva: dobbiamo poi vedere se la politica economica del Paese sara' coerente nei mesi a venire e questo dipende dal Governo che verrà».

Boccia è a Pavia, nell’impianto di Fedegari, 62 milioni di ricavi e 500 addetti, campione globale dei macchinari per l’industria farmaceutica scelto dalla locale Confindustria come sede dell’assemblea annuale.

Spazi per ospitare la platea, quelli all’interno della fabbrica, disponibili solo in via temporanea, dovendo accogliere tra pochi giorni i nuovi macchinari hi-tech acquistati, investendo nei beni di Industria 4.0 come tante altre aziende dell’area. Una su quattro, evidenzia la ricerca dell’Università di Pavia, è già impegnata attivamente, investendo in media 580mila euro, una su dieci sta assumendo nuove competenze 4.0

Industria aperta è il tema scelto dal presidente Nicola de Cardenas per l’assemblea annuale, in cui si propone ai cittadini un nuovo patto per rilanciare il territorio, un accordo che metta al centro la manifattura, «patto che ci consenta di essere vincenti nella quarta rivoluzione industriale».

Se i dati recenti del territorio, dalla produzione all’export, indicano una ripresa in atto, de Cardenas chiede al Governo di non interrompere la strada delle riforme, mentre alle imprese si propone un percorso di continuo aggiornamento tecnologico, indispensabile per affrontare la concorrenza globale.

Infrastrutture fatiscenti, come ad esempio i principali ponti dell’area e peso della burocrazia sono i principali ostacoli allo sviluppo locale e de Cardenas rivolge l’ennnesimo appello alle istituzioni, Governo e Regione, per affrontare e risolvere rapidamente i nodi.

Esistono però anche elementi concreti che qui in zona invitano all’ottimismo, come dimostra la vicenda Marvell, multinazionale hi-tech che ha deciso di chiudere la sede locale lasciando a casa quasi 80 addetti, in prevalenza ingegneri. Che in pochi mesi, grazie all’arrivo di tre multinazionali da Corea del Sud, Stati Uniti e Olanda, hanno trovato un nuovo posto di lavoro. Nuovi insediamenti che in due anni puntano a raddoppiare l’organico. «Aziende che hanno creduto in questo territorio - commenta de Cardenas - che ha reagito con un positivo gioco di squadra: intanto, Pavia batte delocalizzazione 3-0».

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