le condizioni per la crescita

Boccia: «L’Europa lanci un piano infrastrutture da mille miliardi»

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia da Matera ha parlato della necessità di «costruire una grande stagione europea, esserne protagonisti» e in vista della manovra «da parte italiana non dobbiamo chiedere deficit ordinario e aumentare il debito», e avere «una visione sul futuro, un progetto di medio-termine»


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3' di lettura

Serve una «operazione massiva infrastrutturale inter-europea da mille miliardi di euro da finanziare con eurobond». È l’appello-sfida lanciato all’Europa dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia da Matera.

Dobbiamo, ha sottolineato Boccia, «costruire una grande stagione europea, esserne protagonisti» e in vista della manovra «da parte italiana non dobbiamo chiedere deficit ordinario e aumentare il debito», e avere «una visione sul futuro, un progetto di medio-termine».

Boccia è intervenuto in chiusura del convegno su cultura, economia e impresa organizzato da Confindustria nel contesto di Matera 2019.

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Protagonisti di una stagione riformista
La preoccupazione per il quadro economico - ha sottolineato il presidente di Confindustria – «ci impone di reagire in chiave italiana ed in chiave europea: dobbiamo essere i protagonisti di una stagione riformista proponendo un progetto da mille miliardi di euro in opere infrastrutturali transeuropee, eventualmente finanziate con eurobond». Per quanto riguarda poi il contesto nazionale, Vincenzo Boccia ha avvertito che non si può «solo contare su una politica monetaria espansiva che fa la Bce, dobbiamo anche noi fare la nostra parte usando al meglio le risorse stanziate per aprire immediatamente i cantieri». E la velocità di reazione è un elemento chiave: «Si pone anche una questione temporale».

Ma non solo. Per Boccia al Paese serve anche «un grande piano di inclusione dei giovani, ed il taglio del cuneo fiscale. Tenendo presente che non abbiamo risorse elevate a causa del debito».

Così, «l'attivazione delle infrastrutture è la prima cosa che possiamo fare con risorse già stanziate e senza far ricorso al deficit». Ma l’Italia deve essere in grado di «darsi delle priorità, costruire un piano di medio termine in cui si può fare tutto, un passo dietro l’altro, consapevoli che davanti a noi abbiamo delle previsioni economiche che non sono le migliori ma sono le condizioni da cui dobbiamo partire».

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Il nodo risorse con cui fare i conti
In un quadro di risorse scarse, e con il nuovo Governo, il presidente di Confindustria ha poi affrontato altri due temi caldi: quota cento e reddito di cittadinanza. «Non siamo noi a dover determinare le priorità, ma è chiaro che c’è un nodo risorse con cui fare i conti». Boccia, però, sottolinea come oggi vada cambiato «il metodo di ragionamento: stabiliamo prima quali effetti sull’economia reale vogliamo realizzare, per esempio l’incremento dell’occupazione e l’inclusione dei giovani, e poi da questo definiamo dei provvedimenti che abbiano un impatto per questi obiettivi. Non facciamo il contrario». No, quindi, secondo il leader degli imprenditori, «a proposte per coprire ora una ora l’altra esigenza ma senza effetti rilevanti sull'economia reale. Bisogna ripartire da questo se vogliamo avere una visione Paese e ricominciare a governarlo, e uscire da quella dimensione continua di campagna elettorale, dal quello che abbiamo definito “presentismo e tatticismo”».

«La leadership collettiva prevalga sulle leadership individuali»
Il presidente degli industriali auspica «quella che potremmo definire una stagione della consapevolezza, di una leadership collettiva che prevalga sulle leadership individuali. La politica deve utilizzare l’economia per raggiungere i suoi obiettivi, occorre più politica non meno politica».

Facendo riferimento poi al tema dell’incontro di Matera, dedicato anche alla cultura, Vincenzo Boccia ha ricordato come questo termine voglia dire anche «gusto della sfida», «senso del limite e della responsabilità», guardando alle «fabbriche anche come luogo della cultura, del pensiero, del progetto». E con l’esperienza di successo di Matera 2019 Boccia sottolinea come la città sia oggi «un simbolo. Simbolo della reazione, del riscatto, di un destino non ineludibile».

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