convegno Anitec-Assinform

Boccia: «Digitale driver di sviluppo del Paese». Il mercato vale 72 miliardi

«Un Paese che non ha materie prime e fonti energetiche deve tornare ai fondamentali, focalizzarsi sul lavoro, che è un fattore di coesione», ha detto il presidente della Confindustria, sottolineando che «dobbiamo darci grandi obiettivi nella creazione di posti di lavoro», anche puntando sul digitale e «intervenendo sui fattori, cosa da cui è nata Industria 4.0

Il digitale come driver di sviluppo

«Un Paese che non ha materie prime e fonti energetiche deve tornare ai fondamentali, focalizzarsi sul lavoro, che è un fattore di coesione», ha detto il presidente della Confindustria, sottolineando che «dobbiamo darci grandi obiettivi nella creazione di posti di lavoro», anche puntando sul digitale e «intervenendo sui fattori, cosa da cui è nata Industria 4.0


3' di lettura

«La questione digitale è un driver di sviluppo trasversale del Paese e coniuga manifattura, prodotti e servizi». Lo ha detto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, durante il convegno “Digitale per Crescere” presso la sede milanese del Sole 24 Ore e organizzato da Anitec-Assinform, associazione italiana per l'information and communication technology (Ict), aderente a Confindustria.

Mercato proiettato verso i 76 miliardi
A sostegno delle parole di Boccia ci sono i numeri. Secondo quanto emerge dal rapporto Anitec-Assinform 2019, presentato durante il convegno, il mercato digitale in Italia valeva 70,474 miliardi di euro nel 2018 (+2,5%) e dovrebbe crescere ulteriormente a 72,22 miliardi quest'anno (+2,5%), a 74,254 miliardi nel 2020 (+2,8%) e a 76,535 miliardi nel 2021 (+3,1%).

L'economia digitale «è il change maker di questo momento storico, da settore di nicchia è diventato cruciale per il Paese. Sull'innovazione nascono le nuove imprese ed è sull'innovazione digitale che si crea occupazione netta». Lo ha detto Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, associazione italiana per l'information and communication technology (Ict), aderente a Confindustria, durante il convegno “Digitale per Crescere”, in corso alla sede del Sole 24 Ore a Milano.

Boccia: servono grandi obiettivi sul lavoro
Per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, «un Paese che non ha materie prime e fonti energetiche deve tornare ai fondamentali, focalizzarsi sul lavoro, che è un fattore di coesione», ha detto Boccia, sottolineando che «dobbiamo darci grandi obiettivi nella creazione di posti di lavoro», anche puntando sul digitale e «intervenendo sui fattori, cosa da cui è nata Industria 4.0».

Secondo Boccia, «puntare sull'industria ad alto valore aggiunto è uno dei fini. Per questo apprezziamo il rinnovo di Industria 4.0». Uno dei problemi è «riattivare l'ascensore sociale puntando sui giovani, anche attraverso la formazione, e ridurre i divari», ha detto Boccia, rilevando che in Italia c'è «un'insufficienza di talenti, perché dagli Its italiani escono 10mila studenti contro gli 800mila della Germania e questo gap può dare non pochi problemi». La tecnologia «va usata per fare sistema e creare un tessuto sociale imponente».

Digitalizzazione dei servizi
Il Governo si sta «concentrando sul fatto che bisogna digitalizzare i servizi della pubblica amministrazione, renderla più innovativa creando una politica di innovazione del Paese» e per questo servono investimenti. Lo ha detto Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, in un'intervista video trasmessa durante il convegno.

«Bisogna rendere i servizi più in linea con modalità di utilizzo del cittadino, quindi focalizzando sul mobile. Bisogna fare in modo che il Paese usi di più il digitale», ha detto Pisano, spiegando che «il public procurement è importante. Pmi e startup devono partecipare alla domanda di digitale della Pa».

Inoltre, è necessario fare in modo che nascano «più startup nel Paese, cosa che per varie motivazioni non si riesce a fare, e dare a queste imprese più possibilità di dimostrare il proprio valore, anche assicurando fondi per l'innovazione».

Più spesa in Ict, più cresce il Pil
Per il digitale e la trasformazione tecnologica del Paese «servono politiche che vadano avanti, nella direzione giusta. Quando cresce la spesa in Ict, il Pil cresce, quindi se vogliamo riprendere a crescere come economia, dobbiamo riprendere a crescere in Ict. Questo non è scontato, perché senza politiche giuste non andiamo nella direzione giusta e con la velocità giusta». Lo ha detto Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale, durante il convegno “Digitale per Crescere”.

«Per trasformare il Paese, bisogna mantenere continuità delle politiche, quando arriva un nuovo Governo non deve smontare tutto quello che ha fatto il Governo precedente.

Quelle per il digitale sono scelte strategiche», ha detto Avenia, sottolineando che «si vedono segnali incoraggianti sul nostro settore. Parliamo del futuro del settore e del Paese».

Come Italia, ha detto Avenia, «dobbiamo presentarci in Europa con una proposta chiara e concreta, portando avanti le nostre istanze e chiedere che siano varate le politiche giuste», per esempio sulla creazione di un cloud europeo. Un altro tema è quello dell'allocazione e utilizzo dei fondi europei per la digitalizzazione: «Come Confindustria Digitale ci stiamo impegnando in questo senso», ha detto Avenia.

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