INNOVAZIONE

Boccia: al Paese serve stabilità, no a campagne elettorali ogni sei mesi

di Luca Orlando


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(Ansa)

3' di lettura

La stabilità è un valore, avere una campagna elettorale ogni sei mesi non aiuta, al di là della legge elettorale scelta il tema vero è: che cosa si vuole fare, qual è l’idea di politica economica.

Vincenzo Boccia è a Cernobbio, un luogo diventato simbolico, con il manufacturing summit 2017 ospitato a Villa Erba a rappresentare l’evento di “lancio” di un programma più vasto, che porterà proprio qui in Lombardia la sede permanente del World Manufacturing Forum, finora gestito come evento itinerante.

Il luogo ideale, per il presidente di Confindustria, per ribadire la centralità della questione industriale, da non derubricare come argomento di interesse dei soli imprenditori, bensì tema cruciale per l’intera società. «È la crescita nelle fabbriche - spiega Boccia - la precondizione per combattere disuguaglianza e povertà ed è per questo che la questione industriale va posta al centro del dibattito». «Non ignorare il debito - agiiunge - stare attenti sul deficit ma puntare sulla crescita: e' un percorso che si puo' fare con un piano di medio termine, per questo occorre stabilita' e governabilita' nel Paese perche' ogni sei mesi una campagna elettorale non ci aiuta a risolvere le questioni strutturali che hanno bisogno di piani a medio termine».

L’idea di creare qui in Lombardia una sorta di Davos della manifattura non è affatto peregrina, considerando non solo la forza della regione in termini relativi in Italia, ma anche il suo ruolo in chiave europea, rappresentando una delle aree più industrializzate dell’intera Unione, uno dei quattro “motori” in grado di realizzare le performance più brillanti dal punto di vista industriale.

All’evento di “kick-off” a Cernobbio partecipano centinaia di amministratori delagati, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni italiane e non, con la presenza in particolare di alcuni dei protagonisti della rivoluzione 4.0, tema a cui è dedicata la giornata.

«Significa industria ad alto valore aggiunto - prosegue Boccia - elevata produttività ed efficienza, per l’Italia una grande opportunità, una sfida in cui siamo però ancora agli inizi». Che il paese sta riuscendo a cogliere anche grazie al piano di incentivazione messo in campo dal Governo, «un progetto valido perché seleziona strumenti trasversali su cui incidere e non singoli fattori», con effetti concreti anche in termini di crescita.

Il paese per Boccia ha preso la direzione giusta e anche per questo occorre evitare il bail in della banche venete, fatto che creerebbe ansia nei risparmiatori e negli investitori. «Dobbiamo recuperare fiducia - chiarisce - quindi evitare operazioni che determinano ansietà nei risparmiatori e negli investitori perché questo contrae la capacità di investimento e di consumo che invece dobbiamo
stimolare a tutto campo».

Ripresa dell’export e degli investimenti privati, progresso quest’ultimo non ancora visibile nei numeri Istat ma ben presente nella crescita a doppia cifra degli ordini dell’area vasta di Federmacchine nel primo trimestre, sono per Boccia la testimonianza concreta di un’industria che ha saputo reagire, e che offre il proprio contributo al miglioramento delle performance complessive del Paese, rendendo per questa via più agevole anche la trattativa con Bruxelles avviata dal ministro Padoan.

Gli stessi fornitori di tecnologia vedono in effetti nel Paese un nuovo fermento, con performance difficilmente riscontrabili in passato. «Per noi - spiega il ceo globale della digital factory di Siemens Jan Mrosik - l’Italia negli sviluppi 4.0 è il quarto maggior mercato mondiale, proprio negli ultimi mesi stiamo vedendo una crescita interessante».

A partire dal 2018 il summit sarà ospitato in via permanente in Italia, un risultato ottenuto grazie alle sinergie attivate tra Confindustria Lombardia, Politecnico di Milano e Regione, i tre organizzatori dell’iniziativa.

«Che non sarà solo un evento - ricorda Marco Taisch del Politecnico di Milano - ma un’agenda e un metodo di lavoro da consegnare ai policymaker, in modo da indirizzare le loro scelte». «Ed è quello di cui abbiamo bisogno - spiega Jurgen Tiedje, della direzione Ricerca nella commissione europea -, un modo per selezionare i temi prioritari ed aiutare la Commissione nello sviluppa della manifattura». «Che resta cruciale - aggiunge il presidente di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla - perché generatrice di “buona” economia e fonte di equilibrio sociale ed inclusione, attraverso la crescita professionale delle persone coinvolte. Ed ecco perché Industria 4.0 per l’Italia va vissuta come una grande opportunità, non una minaccia».

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