«logica punitiva non da grande Paese»

Boccia: sarebbe stato meglio detassare il lavoro dei giovani

di Nicola Barone


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2' di lettura

«Si confonde il precariato con altre forme, questa logica negativa non aiuta. Se tra un anno ci saranno meno posti di lavoro, questa politica dovrà fare i conti con questo». Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, parlando a Fiuggi alla convention L'Italia e l'Europa che vogliamo. A giudizio del numero uno degli industriali «forse sarebbe stato meglio detassare il lavoro per i giovani con un grande piano di inclusione dei giovani nella società italiana, nell'amministrazione pubblica e privata». Anche sull'idea di far chiudere gli esercizi commerciali la domenica Boccia dice la sua, con nettezza. «Non facciamo prima a detassare il lavoro domenicale per i piccoli esercenti, così aprono tutti e quando uno arriva nelle nostre città è una festa?».

«Il decreto lavoro non avrà effetti positivi»
«Non avrà alcun effetto positivo sull'economia reale, è un provvedimento a costo zero, aumenta il costo del lavoro sui contratti a tempo determinato. Si è costruito un provvedimento ad alto impatto mediatico ma a zero effetto sull'economia reale, nella migliore delle ipotesi». Di questo si dice convinto Boccia rispondendo a una domanda, sempre nel corso dell’evento organizzato dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, circa le conseguenze del decreto lavoro. «Avevamo chiesto di eliminare le causali scendendo da 36 a 24 mesi , si è deciso di portarle a dodici mesi in una logica senso creando solo conflitto gratuito».

«Una logica punitiva non è da grande Paese»
«Se parli ti fanno la legge per far uscire le aziende pubbliche da Confindustria, se un giornale critica ti fanno la legge contro i giornali, se qualche tv critica ti fanno una legge per il tetto della pubblicità. Siamo nella logica punitiva che non appartiene all'idea di un grande Paese democratico in cui il confronto deve essere un valore». È esplicito il giudizio del presidente di Confindustria sul momento in corso. «Non immagino un Paese senza, giornali, senza tv e senza opposizione. E se questa è la disintermediazione per fare tutto ciò che vuoi senza un'opposizione non è il Paese ideale almeno per molti noi».

«L’Europa non sia alibi per questione nazionale»
Infine per Boccia «la questione europea non può essere l'alibi per non affrontare la questione nazionale che significa debito, deficit e crescita. In politica occorre responsabilità e buonsenso». Dunque «quando senti uno che dice a me non frega dello spread perché tanto il popolo è con me sei all'antitesi delle spiegazioni economiche per obiettivi politici».

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