INTERVENTO A RADIO 24

Boccia: servono sia Mes sia Eurobond

Il presidente di Confindustria: «Le risorse possono sembrare tante ma possono essere poche, questo dipende dal quanto dura la fase del virus»

Coronavirus e sostegno Ue, i quattro strumenti in campo

Il presidente di Confindustria: «Le risorse possono sembrare tante ma possono essere poche, questo dipende dal quanto dura la fase del virus»


2' di lettura

«La consapevolezza in chiave europea, comincia a dare un primato alla politica europea. Qui serve sia il Mes senza condizioni che gli eurobond perché abbiamo 3 fasi: garantire la liquidità alle imprese, cominciare a pensare a come riaprire compatibilmente con le indicazioni scientifiche, e compensare con una forte operazione di investimenti pubblici europei». Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a 24Mattino su Radio 24. «Che la politica europea cominci a prendere consapevolezza è importante - ha aggiunto -. Le risorse possono sembrare tante ma possono essere poche, questo dipende dal quanto dura la fase del virus».

Voto 7 ad accordo Eurogruppo
All’accordo dell’Eurogruppo, ha continuato il presidente di Confindustria, «darei un 7, intanto comincia a esserci una consapevolezza in chiave europea, occorre avere chiaro di combattere due guerre: una al virus e l’altra evitare che la recessione che subiremo non diventi addirittura depressione».

«Eurobond strumento comune ma ognuno paga suo debito»
Boccia ha ricordato che «tutti gli Stati purtroppo ne usciranno con un incremento del debito purtroppo oggettivo dato dalle cause dell’emergenza e non da un’allegra spesa dei singoli di Stato. L’eurobond - ha aggiunto - non dovrebbe essere un elemento di condivisione, ma con dei collaterali di garanzia legati alle infrastrutture che realizzeranno i singoli paesi. Andrebbe pagato su un periodo di lunghissimo termine, ognuno si paga la sua parte di debito ma usando uno strumento comune».

Coronavirus, Boccia: «per riaprire ascoltiamo scienziati»
Sui tempi della Fase 2 dell’emergenza coronavirus «non dobbiamo commettere errori». Bisogna «insieme ai sindacati e alle forze politiche, al governo e alla comunità scientifica, lavorare sin da ora per immaginare, sognare e costruire le precondizioni e gli strumenti per entrare nelle fasi due e tre». È quanto ha affermato Boccia in un’intervista a Il Mattino. Servono misure «per tutta l’economia - ha aggiunto -. Fase uno: sopravvivenza del sistema economico attraverso l’immediata liquidità di breve, che si sta facendo, ed eventualmente implementarla». Fase due: «graduali riaperture con tutte le garanzie per affrontare e vincere la guerra contro i contagi e la recessione non diventi depressione. Fase tre: compensare con massivi investimenti pubblici la graduale ripresa della domanda privata». Occorre «seguire le indicazioni della comunità scientifica» distinguendo «le misure di contenimento per tutti dalle intensità che dovrebbero variare a seguito delle oggettive indicazioni della stessa comunità scientifica».

Per approfondire:
Eurogruppo, trovato l'accordo economico: piano di aiuti Ue da 1.000 miliardi
Il testo del decreto liquidità

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti