Studenti e ricercatori

Bocconi Meets, l’orientamento non si ferma

di Redazione Scuola

2' di lettura

I prossimi quattro eventi di Bocconi Meets (Bruxelles 30 marzo, Ginevra 31 marzo, Zurigo 1 aprile, Vienna 2 aprile), l'iniziativa organizzata dal servizio Head, Guidance & Recruitment dell'università Bocconi con il contributo della Bocconi Alumni Community per presentare l'intera offerta formativa agli studenti delle superiori, a quelli del triennio universitario e alle loro famiglie, causa Covid19 si svolgeranno infatti a distanza, ciascuno collegato dalla propria abitazione.

«Bocconi Meets è un format di grande successo che portiamo in tutti i luoghi importanti del mondo - dice Stefano Caselli, prorettore agli affari internazionali dell'università - soprattutto là dove le comunità dei nostri alumni sono numerose e radicate».

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Gli iscritti agli eventi in presenza di Bocconi Meets sono di solito diverse centinaia, ma anche il nuovo format ha fatto registrare un grande successo. L'obiettivo è comunque quello di rendere l'idea di un vero e proprio tour, virtuale anziché reale come avviene solitamente, con la presenza anche degli alumni che nelle sedi degli incontri vivono e lavorano.

«Quando l'emergenza ha reso impossibile effettuare il tour in modo tradizionale - continua Casell - abbiamo subito pensato a un'ipotesi alternativa perché non volevamo dare l'impressione di voler tagliare i ponti. In questi eventi infatti non c'è solo l'obiettivo di far conoscere l'offerta formativa dell'Università, ma anche di trasmettere il senso di comunità del mondo Bocconi».

A questo fine durante gli incontri di Bocconi Meets si rivela fondamentale la presenza degli Alumni, che non mancherà nemmeno in questa occasione. “«ono un funzionario presso la Commissione Europea dove mi occupo in particolare di difesa commerciale - spiega Alessandro Mattucci, laureato Clefin nel 2004 e presente all'evento di Bruxelles del 30 marzo - E posso certamente affermare che l'impulso alla mia carriera è arrivato proprio durante un evento di orientamento in Bocconi quando ho ascoltato l'intervento di due funzionari dell'Ue. La Bocconi è stata uno sherpa prezioso - continua Mattucci - la sua vocazione per le lingue straniere, la dimensione internazionale, la reputazione della sua faculty. E soprattutto l'energia dell'ambiente studentesco. Senza tutto questo non ce l'avrei fatta, ed è quello che voglio trasmettere in questo incontro».

«Oltre a un'offerta di corsi ampia e di altissima qualità e alla sua forte reputazione e rete internazionale, della Bocconi ho apprezzato molto il mix di esperienze di studio e di vita italiana pur rimanendo connessa a tutto il mondo», spiega Estella Langheim, laureata Cleam e poi al MSc in International management. Oggi Engagement manager presso McKinsey and Co a Zurigo, Estella sarà uno dei testimonial al Bocconi Meets. «Inoltre la laurea Bocconi ha sempre aperto le porte professionali sia in Italia, in Svizzera e in altri paesi. Questo grazie al suo brand forte, ma anche alla sua rete di alumni molto attiva».

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