gran bretagna

Boe: banche pronte a Brexit disordinata ma serve più capitale

di Nicol Degli Innocenti

default onloading pic
Mark Carney, governatore della Boe. (Reuters)


2' di lettura

La cautela prevale sull’ottimismo per la Banca d’Inghilterra, che promuove tutte le grandi banche britanniche ma sottolinea i possibili rischi futuri e avverte quindi che dovranno continuare ad aumentare i cuscinetti di capitale anti-shock. Annunciando l’esito positivo degli stress test annuali, la BoE ha dichiarato oggi che le banche britanniche non hanno nulla da temere da Brexit, anche se l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea fosse «caotica». Il mercato ha reagito positivamente alla notizia, con la Borsa di Londra in rialzo.
Nonostante l’indebolimento dell’economia britannica, il calo della sterlina e la revisione al ribasso delle stime di crescita, la stabilità finanziaria della Gran Bretagna sembra assicurata, secondo la Banca d’Inghilterra.

«Riteniamo che il sistema bancario possa continuare a sostenere l’economia reale, anche nel caso remoto di una Brexit caotica» ha dichiarato il governatore Mark Carney. Per la prima volta da quando la BoE ha introdotto gli stress test nel 2014, tutte le banche britanniche hanno passato l’esame e non hanno bisogno di raccogliere capitali aggiuntivi. Delle sette grandi banche, anche Barclays Capital e Royal Bank of Scotland, che erano a rischio a inizio anno, hanno migliorato la loro posizione nel corso del 2017 e quindi sono promosse. Hsbc, Lloyds, Santander, Standard Chartered e Nationwide sono passate a gonfie vele.
Lo scenario previsto per lo stress test è molto negativo: un calo del 33% dei prezzi delle case, un crollo del 25% della sterlina, un aumento dei tassi d’interesse dallo 0,5% attuale al 4% nel giro di due anni, e un tasso di disoccupazione più che raddoppiato dal 4,3% di oggi al 9,5 per cento.

Anche se questo scenario apocalittico si materializzasse, quindi, la BoE è convinta che le banche britanniche potrebbero continuare a svolgere il loro ruolo senza scosse. La cautela è d’obbligo, però, e la BoE quindi non cambia idea sull’aumento del cuscinetto di capitale di sicurezza obbigatorio per le banche, che salirà dallo 0,5% all'1% dal novembre 2018. L’aumento del cuscinetto costerà alle banche circa 6 miliardi di sterline di risorse proprie, senza bisogno di rivolgersi agli azionisti.
La Banca d’Inghilterra ha anche fatto sapere che nella prima metà dell’anno prossimo valuterà se un ulteriore rialzo del cuscinetto sia opportuno – in caso di un accumularsi di fattori negativi, come «una Brexit caotica e una grave recessione globale».

Il buono stato di salute delle banche britanniche non deve però far sottovalutare le sfide legate a Brexit, ha sottolineato Carney. È essenziale gestire bene la transizione per evitare scosse nel settore finanziario, tenendo conto soprattutto dei 26mila miliardi di sterline di contratti sui derivati e i 36 milioni di contratti assicurativi transfrontalieri. «Questo sistema è assolutamente cruciale per il finanziamento della Ue ed è nell’interesse di tutti, anche della Ue, di mantenere la stretta cooperazione che abbiamo adesso» ha detto il governatore.
«L’incertezza su Brexit continua e le previsioni di crescita per la Gran Bretagna sono state riviste al ribasso, ma almeno c’è la buona notizia che il sistema bancario è abbastanza forte da sopportare anche un grave deterioramento delle condizioni economiche - ha commentato oggi Michael Snapes, responsabile dei servizi finanziari di PricewaterhouseCoopers. – Sembra che le banche finalmente siano uscite dal tunnel post crisi finanziaria».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...