Trimestrali

Boeing, il 737 Max causa le prime perdite in vent’anni

I costi della crisi salgono a quasi 19 miliardi. Oltre al blocco del velivolo sotto accusa sul bilancio pesano oneri per programmi militari e spaziali

di Marco Valsania


Boeing in crisi per 737 Max ma l'ad lascia con 62 milioni

3' di lettura

New York - La grave crisi del 737 Max spedisce a terra i conti di Boeing. Il gruppo aerospaziale americano ha riportato la prima perdita annuale in oltre vent'anni - pari a 636 milioni di dollari. E ha annunciato ulteriori tagli alla sua produzione di velivoli al di là del Max ormai sospeso: la debolezza della domanda colpirà il 787 Dreamliner.

Oneri sono scattati anche in programmi per la Difesa, per ritardi in un aereo-cisterna, e per progetti spaziali. Nel 2018 i profitti di Boeing erano stati di 10,5 miliardi.

Raddoppiati i costi della crisi
Boeing ha alzato i costi stimati della crisi del 737 Max a quasi 19 miliardi di dollari. Una cifra raddoppiata rispetto a precedenti ipotesi e pari a un quinto del fatturato annuali del gruppo pre-crisi. Solo le spese collegate a fermare e in futuro riprendere la produzione in fabbrica sono oggi calcolati in 4 miliardi. I rimborsi a clienti danneggiati e compagnie aeree raggiungeremmo gli 8,3 miliardi rispetto alle precedenti stime di 5,6. E l’effetto della paralisi farà lievitare i costi di una futura produzione del velivolo in questione a 6,3 miliardi da 3,6 miliardi.

Boeing è reduce dall’aver ottenuto prestiti per 12 miliardi di dollari da una cordata di grandi banche per affrontare la sfida della crisi, considerata la peggiore in 103 anni di storia aziendale.

Fatturato in flessione del 37%
Il bilancio, del quarto trimestre 2019 e annuale, ha messo in luce tutti i problemi sul tavolo del nuovo chief executive David Calhoun, entrato in carica il 13 gennaio. Solo negli ultimi tre mesi Boeing ha perso 2,33 dollari per azione, rispetto a 1,3 dollari di utili attesi, e sofferto una flessione del fatturato del 37% a 17,9 miliardi. Gli oneri legati al 737 Max sono stati pari a 2,6 miliardi. I margini operativi sono caduti del 38 per cento. Eil gruppo ha bruciato 2,2 miliardi di dollari di liquidità. «Sappiamo di aver molto lavoro da fare», ha ammesso Calhoun in un comunicato. «La sicurezza sarà al centro di ogni decisione e azione che prenderemo per il futuro», ha aggiunto.

I costi della debacle del 737 Max, l’aereo best-seller del gruppo, sono stati finora in continua ascesa. L’aereo è stato bloccato dalle autorità lo scorso marzo dopo che due disastri, costati la vita a 346 persone in Indonesia e Africa , hanno portato alla luce difetti nei software e poi problemi di controlli e sicurezza.

Lo shock reputazionale difficile da superare
L’autorizzazione a un ritorno in servizio del velivolo ha continuato da allora a slittare e di recente l’azienda ha annunciato che non arriverà prima di metà anno. Nel frattempo la produzione del Max, incentrata in un grande impianto manifatturiero nello stato di Washington, è stata del tutto sospesa. Il blocco del velivolo ha scosso anche una vasta catena di fornitori americana e internazionale.

Tuttora i sondaggi stessi dell’azienda mostrano lo shock reputazionale sofferto e che potrebbe rivelarsi arduo da recuperare: il 40% di abituali passeggeri di compagnie aeree non sarebbe disposto a volare su un Max.

Le sfide aperte per Boeing non sono limitate al Max. Il 787 Dreamliner vedrà la sua produzione ridotta a 12 al mese da 14 entro fine anno, e nel 2021 ulteriormente tagliata a 10, a causa di una riduzione degli ordini dalla Cina.

Ulteriori oneri per 410 miliardi l’azienda li ha inoltre contabilizzati nell'ultimo trimestre per il fallito lancio di una navetta spaziale prodotta per la Nasa. Difficoltà ha infine conosciuto per un nuovo tanker, un aereo costerna militare, che ha superato i budget previsti.

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