ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDOPO GLI INCIDENTI

Boeing affonda nella crisi dei 737 Max: titolo in calo del 7% in due giorni

Azioni in calo dopo le rivelazioni del capo collaudatore che conosceva i problemi del sistema di controllo due anni prima degli incidenti aerei. Diversi deputati ed esponenti della società civile chiedono la sostituzione dei vertici della società

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Boeing avvisa compagnie per problema sulle ali dei 737

4' di lettura

NEW YORK - Il messaggio su WhatsApp è del novembre 2016. Due anni prima dell’incidente aereo del Boeing 737 Max in Indonesia, e molti mesi prima della certificazione al volo rilasciata dalla Federal Aviation Administration.

«Sistema fuori controllo»
Il capo collaudatore di Boeing, Mark A. Forkner scrive al collega tecnico pilota Patrik Gustavsson che il sistema antistallo MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System) - lo stesso legato ai due disastri aerei in Indonesia e in Etiopia nei quali hanno perso la vita 346 persone - in una sessione di simulazione di volo «funzionava fuori controllo». In un altro punto scrive: «Ho praticamente mentito ai regolatori (inconsapevolmente)».

Problemi noti ai collaudatori
Nella conversazione digitale rivelata dalla Commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture della Camera che indaga sulle certificazioni del 737 Max, il capo dei tecnici Boeing lamenta al suo collega di essere «così dannatamente occupato e sotto pressione» per i test sulla sicurezza.

I messaggi mostrano che i collaudatori di Boeing avevano identificato i problemi di sicurezza del 737 Max già nel 2016, anche se i dirigenti della Boeing hanno pubblicamente sostenuto dopo gli incidenti aerei del 29 ottobre 2018 in Indonesia e del 10 marzo 2019 in Etiopia che la società aveva seguito tutte le procedure interne e di certificazione della Faa che hanno prodotto aeroplani sicuri per decenni.

Un report del National Transport Safety Board reso noto in settembre ha rivelato che nei sei minuti precedenti lo schianto aereo in Indonesia il sistema MCAS ha spinto in basso “più di 20 volte” il naso del 737 Max prima di immergersi nel Mar di Java.

Nessuno ha pagato in Boeing
Finora nessun dirigente o dipendente di Boeing è stato licenziato o rimosso dal suo incarico per il ruolo avuto nella crisi dei 737 Max. Forkner lo scorso anno ha cambiato lavoro e ora è in forza alla Southwest Airlines. Gustavsson è stato promosso a capo pilota tecnico della Boeing nel 2018. Le rivelazioni dei due collaudatori hanno creato uno squarcio nella cultura aziendale che ha caratterizzato gli ultimi anni di gestione del colosso americano dell’aerospazio, con nuovi appelli da parte di diversi parlamentari ed esponenti della società civile per la sostituzione del management e del board, proprio nel momento in cui Boeing è impegnata a ricostruire la fiducia e a tentare di far ripartire la flotta dei suoi 737 Max da otto mesi a terra. «Comprendiamo interamente le attenzioni che questa materia sta ricevendo e ci impegniamo a lavorare con le autorità investigative e il Congresso degli Stati Uniti mentre continuano le loro indagini», ha dichiarato Boeing. Il paladino dei consumatori americani Ralph Nader chiede la rimozione del ceo Dennis Muilenburg e dell’intero consiglio di amministrazione di Boeing per la cattiva gestione della crisi legata ai due disastri aerei e i continui ritardi nel processo per riportare in volo i 737 Max.

Azioni precipitano a Wall Street
Le azioni Boeing venerdì a Wall Street, subito dopo la diffusione dei messaggi tra i due collaudatori, hanno perso il 5% e ieri hanno continuato a precipitare perdendo un altro 3,8%, ai livelli più bassi da sei mesi, 88 punti più in basso rispetto al Dow Jones Industrial Average. Diversi analisti di Wall Street hanno declassato Boeing, preoccupati per le conseguenze della crisi che ha impedito al gruppo di Seattle di consegnare i suoi aerei più venduti che rappresentano circa il 40% dei suoi profitti. L’ultima Ubs che ieri ha declassato il titolo da “neutral” a “buy”. Il calo in Borsa si è allargato anche ai fornitori di Boeing, come General Electric (-1,9%) o Spirit Aerosystems (-4,8%), e alle compagnie aree che hanno nelle loro flotte i 737 Max, come SouthWest Airlines o che lamentano milioni di perdite di fatturato per lo stop forzato degli aerei.

Il ceo commissariato
L’11 ottobre Boeing ha nominato nuovo presidente non esecutivo David Calhoun, che già sedeva nel board of directors. Il presidente e ceo Muilenburg è stato “commissariato” di fatto dal board con la nomina di un nuovo presidente. «È solo il primo crack», ha detto Nader che nell’incidente aereo in Etiopia ha perso il nipote: «Non vogliono ammettere che si sono comportati davvero molto male, mettendo a repentaglio la sicurezza dei passeggeri delle compagnie aeree».

I conti del terzo trimestre
Mercoledì 23 ottobre Boeing presenta i conti trimestrali. Nel secondo trimestre la società aerospaziale aveva riportato 3,7 miliardi di perdite per la crisi dei 737 Max. Nel terzo trimestre secondo diversi analisti potrebbe ritornare a vedere gli utili, ma questo non significa affatto che la crisi è superata. Al contrario, se non si riuscirà a far approvare dai regolatori i nuovi sistemi di volo del 737 Max a breve – e la data continua a slittare di mese in mese – secondo lo stesso ceo Muilenberg, Boeing sarà costretta ad arrestare del tutto la produzione dei 737 Max con danni che rischiano di allargarsi inevitabilmente sui bilanci del gruppo americano.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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