aeronautica

Boeing: torneremo a produrre il 737 Max. Ma non decollerà fino a metà 2020

Il titolo brucia fino a dieci miliardi di market cap; attesa per nuovi dettagli nella trimestrale il 29 gennaio

di Marco Valsania


Nuova bufera su Boeing, '737 Max progettato da clown'

3' di lettura

Si allungano - e di tanto - i tempi della crisi per Boeing, che perde bruscamente quota a Wall Street. Il colosso aerospaziale americano ha annunciato che le autorità di regolamentazione non autorizzeranno una ripresa dei voli del suo nuovo 737 Max prima di giugno o luglio, ben oltre la data finora ipotizzata di febbraio o marzo. La saga del gruppo, insomma, è tutt'altro che vicina a una soluzione. L’azienda ha però comunicato il 22 gennaio che riprenderà la produzione del velivolo «in pochi mesi», anche se aspetta un’indicazione finale delle autorità.

Lo shock, sebbene continui rinvii fossero sembrati sempre più probabili, ha avuto ripercussioni in Borsa. Le azioni Boeing, che nell'ultimo anno hanno ormai perso oltre un quarto del loro valore, hanno ceduto oltre il 5% prima ancora di una sospensione in vista del comunicato ufficiale. Il quale ha poi puntualmente indicato come un nuovo decollo del velivolo è atteso adesso - forse - per la «metà del 2020». E che ulteriori informazioni sul continuo dramma verranno offerte dalla società in concomitanza con l'ultimo bilancio trimestrale, il 29 gennaio.

Crollo del titolo a Wall Street
Il calo del titolo, che in chiusura di seduta del 21 gennaio si è assestato al 3,3%, ha visto nel momento peggiore andare in fumo dieci miliardi di valore di mercato. Le azioni, in un clima di nervosismo, sono scese fino a 305,75 dollari, ai minimi dal dicembre 2018. Boeing, nel suo comunicato, ha in seguito precisato che «un ritorno in piena sicurezza in servizio del Max è la priorità numero uno e siamo fiduciosi che avverrà».

La notizia del nuovo ritardo ha avuto ripercussioni anche per la compagine aeree americane, che hanno parte della loro flotta congelata del blocco del 737 Max. Southwest nel corso della seduta ha perso il 2,6%, American Airlines il 4% (nonostante profitti trimestrali saliti del 40%) e United il 5 per cento. L'impatto si è fatto sentire sugli stessi grandi indici di Wall Street, con il Dow Jones che ha perso circa mezzo punto percentuale.

La strategia di Boeing
Boeing, la cui importanza per l’economia e il mercato azionario è amplificata da una vasta catena di fornitori americana e globale, sta cercando di rafforzare la propria posizione finanziaria davanti alla escalation della crisi e dei suoi costi, che a loro volta dovrebbero essere aggiornati in occasione del bilancio. Alcuni analisti hanno previsto che il conto finale possa superare i 20 miliardi. In riposta, il gruppo ha in corso negoziati con una cordata di grandi banche per prestiti da dieci miliardi di dollari e forse maggiori. E ha considerato nuove emissioni obbligazionarie.

L’azienda ha di recente fermato del tutto la produzione del nuovo 737 Max, bloccato dallo scorso marzo a causa delle inchieste aperte su due disastri aerei costati la vita a 346 persone e attribuiti al cattivo funzionamento di software di bordo. Boeing è da allora nella bufera e le indagini hanno portato alla scoperta di inadeguati controlli e misure di sicurezza e di componenti difettose. Per cambiare rotta e riformare la sua cultura interna, Boeing ha nominato un nuovo amministratore delegato, David Calhoun, che si è insediato il 13 gennaio.

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