L’IMPATTO FINANZIARIO

Boeing crolla in Borsa dopo il disastro aereo in Etiopia

di Marco Valsania

Disastro aereo in Etiopia: 157 morti, 8 sono italiani


3' di lettura

NEW YORK - Colpo duro, durissimo in Borsa oggi per Boeing. Il colosso aerospaziale americano, protagonista della sfida a due con l'europea Airbus per il dominio del mercato globale dei velivoli passeggeri, ha visto il titolo scivolare bruscamente a Wall Street dopo la tragedia del volo etiope diretto a Nairobi che utilizzava il suo nuovo e popolare 737-Max 8, improvvisamente al centro di polemiche sulla sua sicurezza.

La flessione nelle azioni, fin dalle prime battute di contrattazione, è stata tra il 10% e l'8% per un titolo che dal 2016 era triplicato in valore a 422 dollari. Una perdita adesso sufficiente a costare da sola all'intero indice Dow Jones circa 200 punti, dopo aver contribuito invece il 30% ai suoi rialzi degli ultimi anni. Il Dow contiene il calo a circa 100 punti in apertura grazie alla tenuta di altri comparti quanti il tech. Nel pre-mercato, in un segno delle scosse imminenti, il titolo Boeing era già stato in ribasso del 9 per cento.

Anche gli analisti non hanno perdonato, mentre sono scattate molteplici inchieste di autorita' nazionali e internazionali sulle cause del dramma che ha provocato la morte di tutti i 157 passeggeri a bordo. «Anticipiamo una intensificata volatilita' nelle azioni Boeing», ha indicato l'analista di Morgan Stanley Rajeev Lalwani. «È presto per trarre conclusioni, ma possono esserci preoccupazioni per problemi al riguardo della sicurezza, della produzione, del blocco a terra e dei costi, anche se nel lungo periodo dovrebbero essere gestibili». L'analista si riferisce in questo caso alle risorse di Boeing per far fronte a eventuali modifiche e spese impreviste.

Almeno tre paesi, tra i grandi clienti del nuovo velivolo, hanno immediatamente lasciato a terra per pracauzione il modello, una decisione considerata straordinaria nelle pratiche dell'aviazione civile che di solito per agire aspettano le prime indicazioni dalle indagini ufficiali. Ha preso la leadership la Cina, che attraverso 13 compagnie aeree utilizza gia' ben 96 737-MAX e dove Boeing ha da poco aperto in loco uno stabilimento per le rifiniture degli aerei al fine di sfruttare al meglio la forte domanda. Poi l'Indonesia e la stessa Etiopia. Altre compagnie mondiali, dalla Norvegia al Medio Oriente e all'Asia, per ora ancora li tengono in servizio ma hanno indicato che monitorano con attenzione la situazione.

In tutto Boeing ha consegnato ormai 378 velivoli del nuovo modello da quando e' entrato in servizio nel 2017 e ha gia' ordini per altri 5.526, che ne fanno un vero best-seller. A scuotere i nervi di investitori, come anche di piloti, passeggeri e autorita', e' il fatto pero' che si tratta ormai del secondo gravissimo incidente con al centro un 737-MAX nel giro di pochi mesi: il primo era avvenuto in Asia, con un aereo della indonesiana Lion Air lo scorso ottobre che aveva visto la morte di 189 passeggeri. E' estremamente raro che lo stesso tipo di velivolo sia protagonista di tragedie nel giro di poco tempo e la compagnia aerea etiope Ethyopian Air e' oltretutto considerata molto sicura. La dinamica dei due disasti appare inoltre simile, aggravando l'allarme: al decollo da Addis Abeba verso Nairobi in Kenya, il velivolo, come già avvenuto in Indonesia, ha avuto una serie di brusche oscillazioni di quota durate alcuni minuti prima di precipitare. In gioco potrebbero esserci, temono le autorità cinesi, letture errate o inattendibili da parte di sensori contenuti nel velivolo e necessari ai piloti per il corretto angolo di volo. Gia' dopo il disastro di Lion Air, la Boeing e le autorita' statunitensi della FAA avevano preannunciato che avrebbero installato modiche in particolare nel software di un sistema automatico di controllo del volo che era sospettato di aver svolto un ruolo nell'incidente. La modifica, promessa inizialmente entro gennaio, deve però ancora avvenire, arenatasi tra divergenze di opinione tra gli stessi tecnici e anche le autorità.

Il 737 MAX, che può trasportare circa 200 passeggeri, è disegnato soprattutto per rotte di breve e media distanza, diventando cosi' la nuova stella della famiglia dei 737 che oggi vantano oltre diecimila esemplari nei cieli del mondo. La rivale Airbus lo contrasta con la famiglia degli A320, di cui sono in servizio globalmente circa 8.000 esemplari oggi aggiornati con motori più efficienti. Lo scontro tra i due giganti e' ormai incentrato sul segmento dei velivoli di minori dimensioni e piu' agili nei consumi anche sulle tratte più lunghe, dopo che Airbus ha abbandonato la produzione del suo grande A380. Il 737-MAX 8 era stato disegnato per aver sia motori migliori che software più sofisticati.

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