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Boeing è in panne: il caso 737 Max pesa sull’economia Usa

Ci sono voluti 159 giorni per Boeing, quasi sei mesi dal primo disastro aereo in Indonesia del 737 Max 8, prima di ammettere il 5 aprile 2019 che il software della nuova generazione dei suoi aerei di maggior successo aveva un problema. Il problema nel frattempo è diventato uno tsunami

di Riccardo Barlaam


Boeing ha sviluppato nuovo software per 737

4' di lettura

Un gigante in ginocchio. Ci sono voluti 159 giorni per Boeing, quasi sei mesi dal primo disastro aereo in Indonesia del 737 Max 8, prima di ammettere il 5 aprile 2019 che il software della nuova generazione dei suoi aerei di maggior successo aveva un problema. Il problema nel frattempo è diventato uno tsunami. Una crisi senza precedenti per il colosso aerospaziale americano che oltre alle perdite economiche ha prodotto danni incalcolabili in termini di immagine. Così come sono incalcolabili i danni che lo stop al volo dei nuovi jet ha causato all’intero settore dell’aviazione civile e all’industria aerea: compagnie costrette a rivedere i loro piani di espansione, fornitori di Boeing in difficoltà.

Il presidente e ceo di Boeing Dennis Muilenburg resta saldamente al suo posto, nonostante le critiche arrivate da più parti per la scarsa trasparenza e la poca tempestività su come è stata gestita finora la vicenda. Il 737 Max è la quarta versione dell’aereo a medio raggio più venduto di sempre. Il motore è stato completamente rivisto per rendere l’aereo più efficiente in termini di consumi, ed è stato spostato in avanti modificando il centro di gravità dell’aereo. Boeing ha aggiunto un nuovo sistema di controllo del volo per aiutare i piloti in fase di decollo e atterraggio denominato Maneuvering Characteristics Augmentation System (Mcas). Un sistema progettato per rendere la guida dell’aereo più simile possibile a quella dei vecchi modelli, senza la necessità di una lunga formazione.

Nel marzo 2017 il velivolo ottiene l’autorizzazione al volo della Federal Aviation Administration. Entra in servizio due mesi più tardi. Il 29 ottobre del 2018, poco più di un anno dopo, avviene il primo incidente. Il 737 Max 8 del volo 610 Lion Air dodici minuti dopo il decollo si inabissa nel mar di Giava, al largo dell’Indonesia: 189 morti. Un report degli investigatori e uno interno di Boeing scopre che il software di assistenza al volo Mcas, per il malfunzionamento di un sensore, in rare ma pericolose situazioni esclude i controlli manuali dei piloti, spingendo la punta dell’aeroplano verso il basso. A marzo, in circostanze simili un altro 737 Max 8, il volo 302 Ethiopian Airlines si schianta durante il decollo ad Addis Abeba, uccidendo 157 persone.

Dopo il secondo incidente le autorità di controllo dei voli in tutto il mondo decidono di lasciare a terra i 737 Max. La saga dei 737 Max si fa sentire anche sull’economia americana. Boeing è il principale esportatore manifatturiero degli Stati Uniti ed è uno dei maggiori datori di lavoro del paese. Lo stop ai 737 ha causato un calo degli ordini dei beni durevoli e delle esportazioni Usa: nei primi cinque mesi del 2019 gli ordini per aerei civili e componenti sono diminuiti del 39,4%. Mentre le esportazioni di aerei americani sono scese del 12% nello stesso periodo, pari a un valore di circa 2,8 miliardi.

Nei tre mesi successivi al secondo incidente Boeing ha perso oltre 38 miliardi di dollari in Borsa, pari al 16%. Nell’ultima trimestrale registra i peggiori conti della sua storia: 3,38 miliardi di perdite in tre mesi, con 15,7 miliardi di ricavi (-35%). Da quattro mesi Boeing non riceve ordini per il Max. E tra gennaio e luglio l’azienda ha consegnato 258 aerei, -38% rispetto al 2018. La rivale Airbus ne ha consegnati 389 in sei mesi. Nella seconda parte dell’anno è attesa una perdita ancora maggiore. Non basta a compensare il rosso il record di ricavi che arriva dalle commesse di Boeing legate a spazio e sicurezza (+156%), spinto dalle spese per la difesa, ai massimi storici.

LA CRISI DI BOEING

LA CRISI DI BOEING

Boeing ha accantonato 5,6 miliardi per compensare i familiari delle vittime. Ma il conto rischia di aumentare considerando che sono stati avviati 46 procedimenti giudiziari per il primo incidente in Indonesia. Ci sono altri fronti legali aperti. Il Dipartimento di Giustizia Usa ha avviato un’inchiesta sulla produzione del 787 Dreamliner nel nuovo stabilimento in South Carolina. La Sec, l’autorità di Borsa americana, sta investigando sulle modalità e la tempistica con cui Boeing ha comunicato i problemi dei 737 Max ai suoi investitori. Il Dipartimento ai Trasporti e il Congresso hanno avviato due diverse inchieste sulle procedure seguite per ottenere le certificazioni. Il colosso Usa va incontro anche a una class action intentata dall’associazione dei piloti.

Lo stop ai 737 Max inoltre avrà un impatto sull’intero comparto. Le compagnie che hanno i 737 Max nelle loro flotte continuano a cancellare centinaia di voli ogni giorno. Ryanair ha rivisto al ribasso i piani di crescita perché prevede di ricevere meno della metà dei 58 jet Max ordinati per l’estate 2020, con una riduzione di passeggeri stimata di 5 milioni nell’anno. American Airlines in questa stagione estiva ha cancellato almeno 115 voli al giorno. C’è chi ha stracciato contratti già firmati, nonostante le penali, come Flyadeal, linea aerea saudita che è stata la prima a revocare gli ordini per comprare 50 nuovi 737 Max. Virgin Australia invece ha spostato di due anni le richieste di consegna per i suoi primi 737 Max.

I subfornitori di Boeing sono 13mila. Molti hanno subito l’impatto della crisi dei 737 Max. Come Cfm International, la joint venture tra General Electric e la francese Safran che produce i nuovi motori dei 737 Max. Cfm ha tagliato l’output del 5% e ha previsto perdite per 1,4 miliardi se i 737 Max resteranno a terra tutto l’anno. Il ceo Muilenburg il 7 agosto alla Jefferies Global Industrials Conference, a New York, ha detto che la società a settembre presenterà le modifiche al software dei 737 Max e spera di ottenere le autorizzazioni il mese successivo. Molti analisti sostengono tuttavia che il 737 non riprenderà a volare prima del 2020.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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