ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI due crash aerei

Boeing rifiutò le modifiche al 737Max dopo il primo incidente

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Boeing 737 fuori pista, atterra nel fiume

2' di lettura

NEW YORK - Boeing dopo il primo incidente aereo in Indonesia del 737 Max non accettò di modificare il sistema elettronico di assistenza al decollo. Nel corso di un “burrascoso incontro” dei dirigenti della società americana con i sindacati dei piloti avvenuto subito dopo l'incidente della Lion Air dell'ottobre 2018, costato la vita a 189 persone, i piloti chiesero con forza ai vertici della Boeing di procedere a delle serie modifiche riguardanti il sistema elettronico di assistenza al decollo del Boeing 737 Max. I manager della compagnia aerea fecero resistenza, sostenendo che l'aereo era sicuro. Lo riporta il New York Times, raccontando come uno dei vicepresidenti della società si limitò a dire che si stavano valutando solo eventuali imperfezioni o difetti relativi al design, ma si rifiutò di sostenere la necessità di un “approccio più aggressivo”.

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Nel marzo scorso il secondo incidente, quello dell'Ethiopian Airlines, costato la vita a 157 persone, riportò alla luce il problema con lo stop successivo arrivato dai regolatori dell'aviazione civile di tutto il mondo al volo dei 737Max.

La Federal aviation administration, l'ente americano che sovrintende all'aviazione civile, fu l'ultimo a decidere il blocco dei voli. Il presidente Donald Trump ha nominato Stephen Dickson, 61 anni, come nuovo capo dell'agenzia, un pilota che ha 27 anni di carriera alle spalle con cinque diverse compagnie aeree e una grande esperienza nella formazione al volo dei piloti, nel tentativo di ristabilire dei rapporti di maggiore indipendenza rispetto all'industria dell'aviazione.

Oggi Dickson comparirà davanti alla Commissione al commercio del Senato per iniziare il suo processo di conferma. Il nuovo responsabile della Faa è chiamato a guidare l'agenzia in un momento delicato. Dopo i due incidenti aerei del 737Max costati la vita a 346 persone, l'agenzia è stata criticata da più parti per la certificazione rilasciata ai nuovi aerei a medio raggio Boeing che sarebbe stata ottenuta senza ispezionare fino in fondo i velivoli ma fidandosi delle indicazioni del costruttore. L'Faa inoltre permise al 737Max di continuare a volare dopo il primo incidente mortale, nonostante le altre denunce arrivate dai piloti di casi di malfunzionamento del software di controllo di volo durante il decollo, finiti fortunatamente senza conseguenze, avvenuti in almeno cinque occasioni subito dopo il primo crash.

Se Dikcson verrà confermato dal Senato sarà chiamato alla sfida di migliorare l'immagine del regolatore americano anche con i regolatori degli altri paesi, che dovranno accettare nei prossimi mesi il giudizio del Faa che ha l'ultima parola negli Stati Uniti sulla sicurezza dei 737Max alla luce delle modifiche introdotte da Boeing nel software sotto accusa.

L'Faa guida il procedimento penale contro Boeing che è accusata di aver in un primo tempo disatteso le indicazioni arrivate dai sindacati dei piloti e dall'agenzia stessa sul malfunzionamento del software di controllo al volo dei Max. Due Commissioni del Congresso e del Dipartimento dei trasporti stanno portando avanti altre due inchieste sulle presunte relazioni troppo strette tra Boeing e la Faa.

Dickson sostituirà Daniel Elwell alla guida della Faa, nominato amministratore dell'agenzia federale da gennaio 2018.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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