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Boeing, scoperta altra tecnologia difettosa nel 737 Max

di Marco Valsania


Incidente aereo in Etiopia, caratteristiche del Boeing 737 Max 8

2' di lettura

NEW YORK - Boeing non ha affatto risolto i problemi con il 737 Max. Anzi, il colosso aerospaziale e le autorità federali americane hanno rivelato d’aver scoperto un nuovo, grave problema con le tecnologie a bordo del velivolo. Ufficialmente non hanno reso noto di che cosa si tratti, ma fonti vicine al caso hanno affermato che nella bufera sono un microprocessore e il suo software. Come il fallace sistema di stabilizzazione già nel mirino, possono essere coinvolti in letali cadute in picchiata dell’aereo rendendo impossibile ai piloti riprenderne in tempo il controllo.

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La tecnologia in questione è separata dal sistema di stabilizzazione - l'Mcas - messo sotto accusa per il suo cattivo funzionamento e che avrebbe giocato un ruolo cruciale in due disastri aerei a distanza di pochi mesi, in Indonesia e Etiopia, costati la vita a quasi 350 persone. Quelle due tragedie hanno portato al blocco a terra dei velivoli e alle inchieste ancora aperte. Il microprocessore finito oggi sotto esame è tuttavia collegato allo Mcas: serve ai piloti nell’ambito di procedure di emergenza volte a sopperire a eventuali errori del meccanismo automatico di stabilizzazione.

La scoperta del nuovo difetto potrebbe costare cara a Boeing. Provocherà nuovi ritardi nei piani per un ritorno in servizio dell’ultima versione del 737, della quale Boeing aveva già costruito o consegnato circa 500 esemplari. L'ipotesi originale era che adeguate modifiche potessero essere finalizzate e approvate dalle autorità americane entro fine mese; ora potrebbero invece essere necessarie almeno altre settimane per venire a capo del nuovo intoppo.

VIDEO: Incidente aereo in Etiopia, caratteristiche del Boeing 737 Max 8

La sfida potrebbe rivelarsi anche ben più difficile. Non è chiaro, da quanto emerso, se infatti sarà sufficiente una modifica nel software, oppure se diventerà indispensabile una sostituzione dell’intero microprocessore, operazione assai più costosa e lunga. Rimpiazzare il chip o altre componenti elettroniche, secondo gli esperti di aviazione, potrebbe richiedere numerosi mesi. Boeing sarebbe al momento convinta d’essere in grado di intervenire con successo con una correzione del software.

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Comunque sia, l’azienda ha fatto sapere che non potrà sottoporre il 737 Max a nuovi test per una autorizzazione a riprendere i voli «finchè non avrà soddisfatto tutti i requisiti». La Federal Aviation Administration ha da parte sua indicato di non avere una scadenza per approvare il ritorno in servizio del velivolo, affermando di avere trovato un «potenziale rischio che Boeing deve risolvere». Almeno tre grandi compagnie aeree statunitensi, al cospetto dei continui ostacoli, hanno ormai programmato di fare a meno del 737 Max sulle loro rotte fino a settembre: United, American e Southwest.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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