PRESSIONI DEI MILITARI

Bolivia: Morales si dimette, vuoto di potere al vertice

Dubbi sulla successione: hanno abbandonato l’incarico anche il vicepresidente e il presidente del Senato. Timori di un colpo di Stato

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Dubbi sulla successione: hanno abbandonato l’incarico anche il vicepresidente e il presidente del Senato. Timori di un colpo di Stato


2' di lettura

Evo Morales ha rassegnato le dimissioni. Spinto dalle Forze armate e da settimane di proteste, il presidente della Bolivia ha lasciato l’incarico dopo 14 anni, lasciando però un vuoto di potere al vertice del Paese. Hanno infatti rassegnato le dimissioni anche il vicepresidente Alvaro Garcia Linera e la presidente del Senato, Adriana Salvatierra, che avrebbero dovuto assumere le sue funzioni, mentre il presidente della Camera, Victor Borsa, aveva già abbandonato la carica nei giorni scorsi.

Irruzione nell’abitazione del presidente
Non è chiaro dove Morales sia ora. «Informo il mondo e il popolo della Bolivia - ha raccontato in un twit - che un funzionario di polizia mi ha annunciato di aver ordini di eseguire un ordine illegittimo di arresto nei miei confronti; in aggiunta, gruppi di violenti hanno fatto irruzione a casa mia», a Cochabamba. Il capo della polizia ha smentito l’esistenza di un mandato di arresto per il presidente. Il Messico ha intanto annunciato nella notte che 20 politici , tra ministri e parlamentari, hanno chiesto - e presumibilmente ottenuto - asilo all’ambasciata. Il Paese sarebbe disposto a ospitare lo stesso Morales

Timori di un colpo di Stato
È una situazione che alimenta i timori di un colpo di Stato militare: le dimissioni sono giunte dopo le pressioni del capo delle forze armate, il generale Williams Kaliman. Non sembra però che al momento i militari stiano effettivamente tentando di assumere il potere. Non è chiaro, però, chi possa assumere le funzioni di capo dello Stato fino al momento delle prossime elezioni. Anche la responsabile del Tribunale elettorale Supremo, Maria Eugenia Choque, aveva rassegnato le dimissioni - e poi arrestata - per i sospetti di frodi elettorali in occasione del voto del 20 ottobre.

Scontri tra sostenitori e oppositori
La decisione di Morales è stata salutata dalla folla, anche se non sono mancate tensioni nella notte: Morales è stato il primo capo dello Stato di origine indigena ed è ancora molto popolare tra gli elettori per aver garantito al Paese, per qualche tempo, stabilità e progresso economico. Le elezioni del 20 ottobre, vinte ufficialmente da Morales con il 47,08% dei conti contro il 36,51% dell’avversario Carlos Mesa, sono state però contestate anche a livello internazionale. L’Organizzazione degli Stati Americani ha presentato all’Onu una richiesta, approvata, di un riesame dei risultati.

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