opposizioni in piazza

Bolivia, Morales: «Tentativo di golpe, è stato di emergenza»

Il presidente denuncia gli appoggi internazionali alla destra e incita alla mobilitazione pacifica. Opposizioni in piazza per chiedere il riconoscimento della vittoria di Mesa


Presidenziali in Bolivia, scontri tra polizia e manifestanti

2' di lettura

Il presidente della Bolivia Evo Morales ha denunciato un tentativo di colpo di stato nelle proteste realizzate nel Paese per presunti brogli nelle elezioni presidenziali che si sono tenute domenica e ha dichiarato lo stato di emergenza di fronte all’ondata di violenze nel Paese. Lo riporta l’agenzia di stampa filo governativa Abi. «Denunciamo di fronte al popolo boliviano e al mondo che è in corso un colpo di stato, la destra con l’appoggio internazionale ha preparato un golpe. Voglio innanzitutto dire al popolo boliviano che siamo in stato di emergenza», ha dichiarato Morales in conferenza stampa, invitando i movimenti sociali a una «mobilitazione pacifica e costituzionale per difendere la democrazia».

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«Pazienza e umiltà »
Morales ha affermato che gestirà le violenze registrate in questi giorni con pazienza e umiltà per evitare scontri. «Non siamo entrati nello scontro e non vi entreremo mai», ha detto. Il presidente spiegato che «il colpo di stato» che si sta svolgendo in Bolivia è iniziato con le violenze che hanno cercato di fermare il conteggio dei voti, non fornendo le necessarie garanzie all’organo elettorale per concludere tale processo e nel tentativo di far vincere un presidente illegittimo. Morales ha confermato che il Mas attenderà con rispetto e pazienza i risultati finali ufficiali sulle elezioni generali di domenica scorsa e ha chiesto alle organizzazioni internazionali di schierarsi in difesa della democrazia.

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Le mosse del Comitato
Il «Comité Pro Santa Cruz» intanto ha intimato al Tribunale supremo elettorale (Tse) di pubblicare entro le 12 ora locale di mercoledì 23 ottobre il risultato completo delle presidenziali, con lo svolgimento di un ballottaggio, come prospettato da un rapporto dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa). In caso contrario, secondo il comitato, si procederà a riconoscere come presidente «quello per cui i boliviani hanno votato», ossia Carlos Mesa. Dando conto delle numerose manifestazioni promosse martedì dall’opposizione, formata dai comitati civici e dalla Conade, il quotidiano La Razon riferisce dichiarazioni del presidente del «Comité Pro Santa Cruz», Luis Fernando Camacho, secondo cui se il presidente uscente Morales si insedierà al potere nuovamente il 22 gennaio 2020, «organizzeremo un “cabildo” (assemblea popolare, ndr) per disconoscere Morales e riconoscere il presidente (Mesa con il suo vice Gustavo Pedraza, ndr) per cui i boliviani hanno votato».

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