america latina

Bolivia: 7 morti da inizio crisi. La senatrice Añez si proclama presidente

L’ex capo dello Stato Morales, dall’esilio in Messico, accusa: «È un golpe appoggiato dalle forze armate. L’allerta del Dipartimento di Stato Usa: non viaggiare nel Paese. Sette i morti dall’inizio della crisi, il 20 ottobre


Bolivia, senatrice Anez si autoproclama presidente ad interim

2' di lettura

La Bolivia precipita nel caos dopo la fuga dell’ormai ex presidente Evo Morales. Nella capitale La Paz sono esplosi scontri nella nottata di martedì in seguito all’assunzione dei poteri presidenziali da parte della senatrice dell’opposizione Jeanine Añez del partito Unidad democratica (Ud), che era finora seconda vicepresidente del Senato. La senatrice è stata nominata presidente ad interim della Bolivia dai parlamentari della sua formazione politica e di alcuni altri gruppi. La procura generale della Bolivia ha fatto sapere che sette persone sono morte nel Paese durante le
proteste scoppiate dopo le elezioni del 20 ottobre.

Nomina senza quorum accuse di golpe

La nomina, che ha scatenato le proteste e rischia di far precipitare il Paese dal vuoto di potere nella guerra civile, è avvenuta nonostante le sedute di Camera e Senato non avessero raggiunto il quorum per l’assenza dei parlamentari del governativo Movimento al socialismo (Mas) che controllava i due terzi delle due Camere.

Il presidente dimissionario della Bolivia, Evo Morales, ha definito la nomina di Añez «una autoproclamazione» che costituisce «il golpe più subdolo e nefasto della storia». Dall’esilio in Messico, Morales ha rilevato che si tratta di «una senatrice di destra golpista» che «si autoproclama presidente del Senato e presidente ad interim della Repubblica senza quorum legislativo, circondata da un gruppo di complici e protetta da Forze armate e polizia che reprimono il popolo».

Il capo dello Stato dimissionario ha poi sottolineato che «questa autoproclamazione infrange gli articoli 161,169 e 410 della Costituzione che determinano l’approvazione o il rigetto della rinuncia presidenziale, la successione costituzionale sulle presidenze di Senato e Camera dei Deputati, e la supremazia della Costituzione politica dello Stato».

Gli Usa: allerta massima, niente viaggi
Intanto il Dipartimento di Stato americano ha alzato l’allerta per i viaggi in Bolivia a “livello 4”, ovvero non viaggiare, e ha ordinato alle famiglie dei dipendenti governativi statunitensi di lasciare il Paese sudamericano in seguito alle tensioni. Più in generale, sconsigliando agli americani di viaggiare nel Paese, il Dipartimento di Stato ha consigliato a coloro che si trovano al momento in Bolivia di lasciare il Paese.

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