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Bolletta luce e gas: il bonus sociale cresce con la manovra. Ecco come e per chi cambieranno gli assegni

L’Arera sta studiando un tagliando per l’agevolazione che è stata nuovamente potenziata e ampliata con il via libera al Ddl bilancio

di Celestina Dominelli

Bollette, in manovra un nuovo rafforzamento del bonus. Ecco cosa cambia e come si ottiene il beneficio

4' di lettura

Per il bonus sociale, lo sconto in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio fisico e economico, arrivano due novità a valle della manovra approvata dal governo Meloni. La prima è l’estensione a 15mila euro, per il 2023, della soglia del parametro Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) che consente l’accesso all’agevolazione per i clienti di energia elettrica e gas in condizioni di difficoltà. La seconda è la proroga, anche per il primo trimestre del prossimo anno, del rafforzamento del beneficio come accaduto anche nei trimestri precedenti.

I diversi interventi sul bonus sociale

Nei mesi scorsi, come noto, il bonus sociale è stato oggetto di diversi interventi che hanno sia potenziato gli assegni integrativi da affiancare agli importi ordinari e sia ampliato la platea dei beneficiari in virtù dell’innalzamento dell’asticella Isee. Questo ha fatto sì che il bonus stesso abbia cambiato le sue caratteristiche originarie - era nato come uno sconto finalizzato a ridurre del 30% circa la spesa per i consumi di luce e del 15% quella per il fabbisogno gas dei nuclei in difficoltà - per diventare uno strumento molto più alto rispetto al bonus base, previsto prima della crisi dei prezzi, e con un target molto più ampio che in passato.

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Come funziona attualmente l’agevolazione

Da qui la necessità di un tagliando su cui è al lavoro l’Arera, l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente che ha appena lanciato una consultazione - che si concluderà il prossimo 14 dicembre - con l’obiettivo di affinare lo strumento che, come detto, la manovra ha ulteriormente rafforzato. Vediamo però, per cominciare, come ha funzionato finora il rafforzamento del bonus disposto con i diversi decreti governativi. Al momento, man mano che sono arrivate le risorse, l’Arera ha fissato l’importo delle compensazioni integrative per il bonus sociale, differenziando gli importi per il bonus elettrico in base ai componenti del nucleo familiare Isee indicati nella Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), mentre per il gas, come noto, l’ammontare dipende dal numero di componenti del nucleo familiare Isee, dalla categoria d’uso associata alla fornitura agevolata (solo uso acqua calda sanitaria e/o cottura cibi, solo uso riscaldamento, entrambi i tipi di utilizzo) e dalla zona climatica in cui è localizzata la fornitura. In sostanza, più sale la temperatura con la zona climatica, maggiore è l’assegno che si riceve.

Il primo fronte: la mensilizzazione del bonus gas

Ora l’Arera apre la consultazione per modificare lo strumento in occasione del prossimo aggiornamento trimestrale. Per ora lo strumento non cambia, ma in prospettiva potrebbe quindi modificare le proprie caratteristiche. In quale direzione? Sono tre i versanti su cui l’Autorità sta lavorando. Il primo è la mensilizzazione del bonus gas che segue il cambio del metodo di calcolo del prezzo di riferimento del gas per le famiglie ancora in tutela e che ora viene aggiornato non più trimestralmente ma mensilmente. In sostanza l’Arera intende mantenere, a partire dal 1° trimestre del 2023, la determinazione dei bonus sociali in occasione dell’inizio del trimestre almeno fino a quando le decisioni di governo e Parlamento avranno questo orizzonte.

L’aggiornamento degli importi su base mensile

L’Autorità, però, intende anche prevedere la possibilità di aggiornare gli ammontari dei bonus gas all’interno del trimestre, con orizzonte mensile, nel caso in cui le previsioni utilizzate all’inizio del trimestre si rivelassero molto diverse dal prezzo registrato nel corso di ciascun mese del trimestre e/o dalle previsioni aggiornate per i mesi restanti del trimestre. Nel caso di scostamenti significativi, l’orientamento è quello di compensare gli importi nei limiti delle risorse disponibili attraverso l’aggiornamento dei bonus successivi.

Il secondo fronte: la modifica dei profili di consumo

Il secondo versante riguarda l’aggiornamento dei profili di consumo alla base dell’erogazione del bonus dal momento che, osserva l’Arera, i consumi medi di energia elettrica e gas per usi domestici si sono ridotti anche grazie alle politiche di efficienza energetica. L’orientamento dell’Autorità è dunque quello di ridurre i consumi sottostanti ai profili comprese tra -4% e -12% in funzione del numero di componenti del nucleo familiare, mentre per il bonus gas lasciando inalterato il consumo di 250 standard metri cubi annui già utilizzato per il profilo uso cottura e acqua calda (Acs) per famiglie con più di 4 componenti una maggiorazione tra 50 e 100 smc/anno (invece dell’attuale maggiorazione di 250 smc/anno aggiuntivi). Per l’uso riscaldamento, invece, la maggiorazione potrebbe essere compresa tra +5% e +15% rispetto ai dati medi di zona climatica. L’Arera ipotizza poi, tra l’altro, anche una semplificazione delle zone climatiche mediante l’accorpamento delle aree D, E e F.

Il terzo fronte: la revisione del bonus base

Il terzo intervento allo studio riguarda il ribasamento del bonus base che, di norma, viene aggiornato in occasione dell’aggiornamento trimestrale per il primo trimestre dell’anno,ma nel 2022, per via dei diversi interventi messi in campo dal governo, non è stato rimodulato. L’Arera punta quindi ad aggiornare il bonus base anche in corso d’anno qualora non siano rinnovate le disposizioni di legge per il rafforzamento dell’agevolazione. L’aggiornamento sarà effettuato riferendosi alla spesa del cliente domestico tipo media dell’intero ultimo anno disponibile al momento della revisione. E, per il bonus base gas, l’Autorità è orientata a immaginare una forma di ripartizione nel corso dell’anno che tenga conto della stagionalità dei consumi domestici (per i profili con uso di riscaldamento).

L’erogazione su due/tre fasce allo studio dell’Arera

L’Arera si sofferma infine anche su un’ipotesi di revisione minima nel caso in cui il Ddl di bilancio venga approvato nello stesso testo in corso di presentazione alle Camere. In questo caso, l’Autorità dovrà valutare tra due ipotesi. La prima prevede l’erogazione del bonus su tre fasce di Isee: fatto 100 il livello del bonus per i clienti con Isee fino al nuovo livello derivante dall’imminente aggiornamento della soglia 8.265 euro (che sarà effettuato prima del 31 dicembre), si potrà considerare un livello di bonus pari a 70-80 per i clienti con Isee compreso tra la “prima soglia” e i 12mila euro, ridotto a 50-60 per i clienti con Isee compreso tra 12mila e 15mila euro. Nella seconda ipotesi, potrebbe essere adottata una modulazione pari a circa 60-70 per i clienti tra la “prima soglia” e i 15mila euro.

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