Indagine eni-ipsos

Bollette opache, troppi buchi neri per i consumatori

di Celestina Dominelli


Bollette, dall’Emilia alla Sardegna ecco chi paga il conto più salato

2' di lettura

Una bolletta poco chiara e trasparente è una criticità ancora irrisolta del passato, mentre il proliferare di tanti piccoli operatori appare la nuova emergenza da gestire. Tanto più che l’annunciata fine del mercato tutelato per luce e gas - che dovrebbe scattare dal primo luglio 2020 - non è stato ben gestito e i continui rinvii hanno determinato una situazione di incertezza con il risultato di non favorire né i consumatori né le aziende. Sono queste alcune delle tendenze fotografate dalla ricerca “Consumatori, associazioni e aziende: l’evoluzione dello scenario italiano” commissionata dall’Eni all’Ipsos e presentata oggi presso il quartier generale romano del gruppo guidato da Claudio Descalzi.

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I limiti del passaggio al mercato libero
L’indagine, illustrata dal numero uno dell’istituto, Nando Pagnoncelli, e realizzata tramite 130 interviste qualitative e quantitative ai responsabili delle associazioni dei consumatori a livello nazionale e regionale, mette in luce la maggiore consapevolezza dei consumatori italiani rispetto ai propri diritti, ma passa in rassegna anche le problematiche che tuttora affliggono il mercato dell’energia, a cominciare dalla fine della maggior tutela, considerata dai rappresentanti delle associazioni nazionali come un’opportunità, mentre quelli regionali la ritengono un evento negativo. Tutti, invece, concordi nel dire che il passaggio al mercato libero presenta parecchie lacune.

Clienti poco informati sulla fine della maggior tutela
L’elenco delle cause è lungo. Si parte, come detto, dai rinvii che hanno alimentato incertezza sia presso i clienti finali che negli operatori. E, anche se la stessa data del luglio 2020 appare ad alcuni incerta, nel frattempo, osserva l’indagine di Ipsos, è già in atto nel mercato un’accesa competizione tra tutti i player «che esaspera i consumatori con il ricorso da parte di alcune aziende anche a condotte discutibili o al limite del lecito». Non solo. Lo studio pone l’accento anche sul fatto che un gran numero di clienti risulta ancora nel regime tutelato e che le modalità previste alla scadenza «rischiano di risultare un po’ forzate e brutali». Senza contare che i clienti sono a oggi poco informati e non adeguatamente preparati al passaggio.

Bollette complesse e poco trasparenti
L’altro nodo è costituito poi dalle bollette considerate ancora poco trasparenti e chiare oltre che di difficile lettura per l’eccessivo dettaglio delle voci. Per non dire della difficoltà associata, tra l’altro, alla gestione dei conguagli o alla comprensione degli importi da pagare che spesso sono basati su consumi ipotetici o stimati. Per i responsabili nazionali delle associazioni, poi, malgrado la bolletta 2.0 il cittadino continua a non avere ben chiara la ripartizione dei costi e come sono stati determinati. E paga, riconoscono gli intervistati, anche gli effetti di una politica commerciale aggressiva fatta da soggetti che, essendo pagati in base ai contratti che acquisiscono, sono pronti a mettere in campo diverse strategie pur di portare a casa un contratto.

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