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«Bollette, cantieri e scuola subito risposte ai territori»

Le richieste delle imprese di Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria:
«Il caro energia incombe, il governo si insedi il prima possibile per completare i progetti in sospeso»

Caro bollette. Anche le imprese del Centro stanno soffrendo i prezzi dell'energia

2' di lettura

Portare a compimento le infrastrutture che i territori aspettano da anni, se non decenni, siano queste il Passante di Bologna, la nuova pista dell’aeroporto di Firenze, l’uscita dal Porto di Ancona verso la Statale Adriatica o ancora l’alta capacità per passeggeri e merci lungo la Roma-Pescara. Portare a compimento tutti i progetti finanziati con il Pnrr. Investire nella formazione. Riprendere il filo della riforma costituzionale per dare a Roma i poteri che hanno le altre grandi capitali europee e accompagnare la candidatura di Roma all’Expo 2030. E, ovviamente, agire il prima possibile per porre fine al caro energia (con misure che garantiscano prezzi calmierati) che rischia di spazzare via interi poli produttivi sul territorio. Al nuovo governo che uscirà dopo le elezioni di domenica scorsa le imprese di Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo e Molise chiedono di accelerare i tempi, di insediarsi il prima possibile per risolvere i nodi lasciati in sospeso con la fine anticipata del governo Draghi.

«Più che di modelli questo Paese ha bisogno di un cambio culturale. Ci piacerebbe riuscire a lavorare con il prossimo Governo per rimettere l’impresa al centro della crescita e dello sviluppo delle comunità e delle persone», spiega Annalisa Sassi, presidente di Confindustria Emilia-Romagna.

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«Se non risolviamo il problema dell’impennata delle bollette – sottolinea il presidente degli industriali toscani, Maurizio Bigazzi – le aziende moriranno. Serve un intervento strutturale. Per il resto noi siamo disponibili a sostenere la ricerca sulle energie rinnovabili, ma occorre semplificare la burocrazia e superare i “no”. Noi diciamo sì ai rigassificatori e ai termovalorizzatori – afferma Bigazzi – siamo favorevoli a condizione che si prevedano vantaggi per i cittadini».

«Non possiamo permetterci tempi morti, a causa del caro energia», mette in luce Angelo Camilli, presidente di Unindustria. «Il senso di responsabilità – aggiunge – richiede che il nuovo governo si insedi in tempi rapidi. Per il nostro territorio – sottolinea – è fondamentale riprendere la riforma di Roma capitale». Poi c’è la candidatura di Roma per l’Expo 2030: «L’Expo di Roma non è un fatto locale, ma un evento che avrà ricadute positive per tutto il Paese. Per questo contiamo che il nuovo governo prosegua nel supportare la candidatura di Roma», dice.

«Altro tema caldo – osserva Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche - è quello della formazione: occorre investire in quella formazione professionale valorizzando il coinvolgimento delle imprese nelle attività dei nostri Its e delle Università e dall’altro sulla formazione manageriale, al fine di alzare il livello di eccellenza del capitale umano».

Il presidente di Confindustria Abruzzo, Marco Fracassi, manda un messaggio dentro e fuori i confini regionali: Per gestire le risorse in arrivo sul territorio «serve una visione comune tra Regione e governo, anzi sarebbe meglio coinvolgere tutte le regioni meridionali».

«Bisogna avere ben chiaro – afferma il presidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli - che chi cesserà l’attività a causa del caro energia non riaprirà più, andando a impoverire il tessuto industriale della regione, con ripercussioni sull’occupazione e con costi sociali altissimi».

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