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Bollette, il governo valuta il taglio dell’Iva solo per il gas

Energia. Decreto al Cdm di oggi, ma resta l'ipotesi di un rinvio a martedì: intervento da 3-3,5 miliardi, di cui 2,5 miliardi di riduzione una tantum degli oneri di sistema. L'aliquota potrà scendere al 5-10%.

di Celestina Dominelli e Carmine Fotina

Rincaro della bolletta, transizione energetica e mercato regolato

2' di lettura

Governo al lavoro fino alla tarda serata di ieri sulle misure per contenere i rincari delle bollette dell’energia. Misure attese al consiglio dei ministri di oggi salvo cambiamenti dell’ultima ora, perché il provvedimento potrebbe fino alla fine slittare a martedì prossimo. Se non ci saranno correzioni in corsa, l’esecutivo darebbe il via libera già oggi a un pacchetto da 3-3,5 miliardi, in cui la fetta principale sarà rappresentata dal taglio una tantum degli oneri di sistema per famiglie e microimprese che rientrano nel mercato tutelato da circa 2,5 miliardi concentrati, in particolare, sulla riduzione della componente Asos che sostiene lo sviluppo delle rinnovabili.

Accanto a questa voce, si lavora anche ad altri due interventi: il taglio dell’Iva temporaneo per le tariffe del gas per circa 500 milioni e l’estensione, anche questa a tempo, per il bonus sociale (lo sconto in bolletta per le famiglie in difficoltà) per un taglio complessivo di circa 400 milioni, equamente divisi tra luce e gas.

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L’entità del taglio dell’Iva per il gas al 5-10% in relazione alle fasce (attualmente si paga un’aliquota del 10% o del 22% a seconda del consumo annuale di gas), è stato oggetto di un confronto tra i tecnici del Mef e del Mite fino a tardi e la decisione se inserirlo in questo pacchetto di misure o posticiparlo sarà presa solo oggi. Ad ogni modo, la scelta di applicare la riduzione solo al gas è legata alla maggiore incidenza delle imposte su questo versante rispetto all’elettricità: il 35,6% di tutta la bolletta considerando anche accise e addizionali regionali.

Quanto all’intervento sul bonus, ci si starebbe concentrando sull’ampliamento dell’assegno più che su un’estensione della platea dall’attuazione molto più farraginosa. In sostanza, si punterebbe a dare uno sconto più consistente nella bolletta a chi già percepisce il bonus per il disagio fisico (al momento 41mila famiglie) e ai titolari di reddito di cittadinanza. Anche in questo caso, la misura sarebbe temporanea, ma le discussioni sul possibile perimetro di questo allargamento ieri erano ancora aperte senza contare che il bonus sociale è finanziato proprio con gli oneri di sistema.

Fin qui i contorni del decreto predisposto dall’esecutivo, ma anche Bruxelles si prepara a intervenire come ha spiegato ieri la commissaria Ue per l’energia, Kadri Simson : le misure contro l’aumento dei prezzi dell’energia «saranno in conformità con le attuali normative». L’Europa, insomma, darà indicazioni in «una scatola degli attrezzi» che «sarà pubblicata nelle prossime settimane».

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