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«Bollette insostenibili»: chiude storica catena di hotel in Salento con 275 dipendenti

I dipendenti sono circa 275. «Ci auguriamo che un ritorno alla normalità possa far ricreare le condizioni per una riapertura»

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2' di lettura

Caroli Hotels, una catena di cinque alberghi operanti dal 1966 a Gallipoli e Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce, si ferma per i costi «spropositati ed insostenibili». A pesare è l’impennata dei costi energetici. Una comunicazione ufficiale è stata trasmessa alla Prefettura di Lecce dal direttore generale Attilio Caputo con cui si comunica, con decorrenza immediata, l’interruzione dei servizi alberghieri e di ristorazione ai nuovi clienti.

«Gli spropositati ed insostenibili costi, che hanno eroso totalmente i margini di profitto, rendono impossibile - viene riportato nella comunicazione - garantire il prosieguo dell’attività pur ricorrendo alle opportunità offerte dal sistema creditizio ed all’implementazione di impianti fotovoltaici, la cui installazione non è stata ancora autorizzata». I dipendenti sono circa 275. «Ci auguriamo che un ritorno alla normalità possa far ricreare le condizioni per una riapertura», è l’auspicio espresso dal direttore generale di Caroli Hotels.

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Giancarlo De Venuto, presidente della sezione di Lecce di AssoHotel, condivide le preoccupazioni. «Invoco - dice - politiche incisive non metodi palliativi per evitare che altre imprese alberghiere gettino la spugna. Bisogna reagire immediatamente, calmierare i prezzi in maniera sensibile, per evitare il rischio di avere i turisti ma non avere le imprese dove accoglierli».

Emergenza Pmi, 36% alzerà prezzi, 26% chiuderà prima

In generale le Pmi italiane sono messe alle strette dal caro energia: il 36% prevede di essere costretta ad aumentare i prezzi finali dei propri prodotti e servizi per riuscire a sostenere la stangata in arrivo, mentre il 26% pensa di limitare gli orari di lavoro e di apertura, ad esempio anticipando la chiusura per consumare meno energia.

È quanto emerge da un sondaggio condotto da SWG per Confesercenti su un campione di imprese dell’artigianato, del turismo e del commercio con 50 dipendenti o meno. Il 6% pensa addirittura ad una sospensione dell’attività nel periodo di bassa stagione, mentre il 18% dichiara di stare valutando una riduzione del numero dei dipendenti.

Il 13% si rivolgerà al credito, approfittando dei finanziamenti garantiti introdotti dal Dl Aiuti Ter per pagare “a rate” gli importi richiesti. Infine c’è un 12% che progetta di cambiare gli attuali macchinari ed elettrodomestici con altri a maggiore efficienza energetica.


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