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Bollette, verso proroga in manovra della fine maggior tutela. Quasi 20 milioni di clienti nell’elettrico

Il governo valuta due ipotesi sulla fine del mercato di maggior tutela nell’elettricità e nel gas attualmente prevista per il 1° luglio 2020: allo studio un allungamento a dicembre 2020 o il rinvio di un anno

di Celestina Dominelli e Carmine Fotina


Bollette, tutto quello che c’è da sapere per difendersi dalle trappole

3' di lettura

Sono due le vie allo studio del governo per prorogare il termine del 1 luglio 2020, data che al momento, dopo vari rinvii precedenti, segna la fine del mercato tutelato per energia elettrica e gas. All’ipotesi del decreto d'urgenza, il classico “milleproroghe” che può differire varie scadenze, si affianca quella dell'emendamento al disegno di legge di bilancio all'esame del Parlamento. La scelta di allungare la scadenza arriva a pochi giorni dal richiamo del presidente dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), Stefano Besseghini che, in audizione, nei giorni scorsi aveva sollevato perplessità sulla scadenza di luglio. «L’orizzonte temporale attualmente previsto dalla legge Concorrenza per la rimozione delle tutele di prezzo risulta critico».

I tempi del rinvio
La proroga, come detto in audizione alla Camera dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, potrebbe essere breve. Posticipo fino a fine 2020 dunque, ma resta ancora in piedi anche l’opzione di un rinvio di un anno. Le interlocuzioni anche informali con l’Authority di settore saranno importanti per le decisioni finali, compreso il probabile scaglionamento con un percorso a tappe che preveda scadenze intermedie differenziando tipologie di utenze (dando più tempo a famiglie e microimprese rispetto alle imprese più strutturate) o tipologia di servizio (gas ed energia elettrica).

Il nodo dell’albo venditori
C’è un grande buco nero in tutto il programma di liberalizzazione che era stato originariamente previsto dalla legge sulla concorrenza entrata in vigore ormai oltre due anni fa. Manca ancora il decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico che deve definire i criteri, le modalità e i requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità per l’iscrizione all’Elenco dei venditori di energia elettrica. L’inserimento nell'elenco costituirà condizione necessaria per lo svolgimento dell'attività di vendita ai clienti, ma si tratta ancora di un provvedimento fantasma.

Ci sono già bozze ma serve la volontà politica di procedere su questa strada, semplificando un caos oggi rappresentato da poco meno di 400 venditori. E servirà comunque il parere del Consiglio di Stato.

Gli orientamenti dell’Arera sul servizio di salvaguardia
L’allungamento della scadenza dovrebbe consentire di predisporre gli strumenti necessari per gestire senza scossoni la fine della maggior tutela, a cominciare dal servizio di salvaguardia per i piccoli clienti dell’elettricità, anch’esso già previsto dalla legge sulla concorrenza e sul quale l’Authority ha avviato una consultazione pubblica (chiusa lo scorso 5 novembre) per delineare i primi orientamenti di un percorso di riforma. Si tratta dello strumento messo in campo per assicurare la continuità della fornitura sia ai clienti sprovvisti di contratto nel mercato libero per motivi anche indipendenti dalla loro volontà sia a coloro che, alla scadenza, erano serviti in maggior tutela.

Nel documento, che sarà rimodulato sulla base delle osservazioni pervenute prima di avviare a stretto giro una seconda consultazione, l’Arera suggerisce due binari per gestire al meglio la transizione: gradualità nell’implementazione e necessità di monitoraggio in modo da favorire un passaggio senza traumi dal regime di tutela di prezzo a quello di ultima istanza con condizioni economiche che non spiazzino le offerte del mercato libero.

Quasi 20 milioni di clienti nel mercato tutelato dell’elettricità
Si tratta di uno snodo cruciale per il mercato dell’energia anche perché, stando ai numeri contenuti nella Memoria firmata dalla stessa Arera sul recente aggiornamento dei prezzi dell’elettricità e del gas (nella quale sono sintetizzate anche le iniziative a favore dei consumatori rispetto al regime di salvaguardia), i consumatori italiani (famiglie e imprese) mostrano più di qualche resistenza a passare alle offerte del mercato libero. Come spiega l’Autorità, infatti, nel 2018, il 56% dei clienti domestici nel settore elettrico (circa 16,5 milioni di famiglie) è ancora sotto il servizio di maggior tutela, mentre per i non domestici (le imprese) l’asticella è ferma al 43% (3 milioni di aziende). Con una scarsa propensione a cambiare fornitore tra le famiglie (il 14%) a fronte di una maggiore dinamicità delle imprese (circa il 20%).

Quanto al gas, il servizio di tutela è ancora la modalità prevalente per i clienti finali che ne hanno diritto (vale a dire famiglie e condomini uso domestico): nel 2018, il 50% dei clienti domestici e il 43% dei condomini uso domestico, per un totale di 10,2 milioni. Con un tasso di passaggio da una modalità di fornitura all’altra del 9,9 per cento.

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