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Bollette, il libero mercato ormai è più vantaggioso della maggior tutela

Per chi passa ora ai contratti a 12 mesi a prezzo fisso risparmi di oltre 100 euro

di Laura Serafini

Rincaro della bolletta, transizione energetica e mercato regolato

3' di lettura

I rincari delle bollette elettriche che il governo sta cercando di sterilizzare attingendo alla finanza pubblica riguardano gli adeguamenti trimestrali disposti dall'Arera (Autorità per l'energia) per gli utenti che si avvalgono delle maggior tutela. Peccato che quella categoria pensata per garantire prezzi sotto controllo rispetto a quelli di mercato oggi non tuteli più nessuno. Anzi, i circa 13 milioni di clienti italiani – famiglie e microimprese – che ancora pagano la bolletta elettrica sulla base di quella tariffa sono quelli che saranno tartassati di più dagli aumenti di questi mesi. Peccato che nessuno glielo dice.

A confronto 200 offerte

A mettere nero su bianco l’effetto della “tutela” che dovrebbe garantire l’Arera ci ha pensato Sos Tariffe.it, che in un'interessante analisi del suo Osservatorio ha messo a confronto le 200 offerte tariffarie presenti sul mercato libero, in relazione a diversi profili di consumo - single oppure coppia o famiglia - e ha riscontrato che aderire alle offerte di mercato è sempre più conveniente.

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Il 40% delle offerte per una famiglia a prezzo fisso e il 28% di quelle a prezzo variabile garantiscono un risparmio rispetto alla maggior tutela, con punte fino a 125 euro l’anno se cambia il contratto, passando dalla tutela al mercato libero, adesso. Per chi invece aveva scelto un contratto di mercato a prezzo bloccato, che in genere ha durata di 12 o 24 mesi, il risparmio arriva fino a 435 euro annui.

Nel caso di offerte Placet, a prezzo bloccato e rinnovate ogni 12 mesi sulla base di condizioni stabili da Arera, i risparmi sono inferiori e oscillano tra il 6 e il 24 per cento. È lo stesso osservatorio a giungere alle stesse conclusioni che molti operatori del settore sostengono ormai da tempo: restare nella maggior tutela non ha senso. Tanto che questa categoria è destinata ad essere abolita dal primo gennaio 2023: a quel punto o si passa al mercato libero oppure si viene assegnati con una sorta di asta a un altro operatore con un regime di prezzo esposto oggi come le tariffe della maggior tutela a una forte volatilità. E anche per Sos Tariffe lo strumento migliore oggi per difendersi dai rincari sono i contratti a prezzo bloccato.

Più conveniente il mercato libero

Tanto per dare l’idea del paradosso al quale siamo arrivati con la sterilizzazione degli aumenti per il timore del rialzo degli adeguamenti trimestrali basta qualche numero: se oggi si convincessero tutti gli utenti della maggior tutela a passare al mercato libero essi beneficerebbero di risparmi immediati per circa 1,3 miliardi (13 milioni per 100 euro di risparmio medio). Questo mentre il governo vuole spendere 3 miliardi per calmierare gli incrementi generati da quello stesso regime tariffario.

La causa delle differenze

Gli adeguamenti trimestrali vengono calcolati dall'Arera sulla base delle previsioni degli aumenti dei prezzi per i tre mesi successivi: a questi si aggiungono le variazioni avute nei tre mesi precedenti con le correzioni tra prezzi stimati e quelli effettivi. Nei fatti l'utente si prende tutti i rischi della volatilità senza alcuna tutela.

Nel caso del mercato libero i prezzi, soprattutto quelli bloccati, vengono stabiliti con un certo anticipo rispetto a quando vengono applicati perché l’operatore che fornisce l’offerta si copre dalle oscillazioni dilungo periodo comprando l’intero quantitativo di energia che vuole fornire o attraverso i contratti derivati. Nel caso, poi, che un cliente avesse concluso un contratto a prezzo bloccato per 12 mesi e poi i prezzi scendessero avrebbe la possibilità di recedere dal contratto con un preavviso (circa 30 giorni) e poi stipularne un altro a condizioni diverse.

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