energia

Bollette luce e gas: cosa c’è da sapere quando si cambia fornitore

di Celestina Dominelli


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(Flavia Scalambretti / AGF)

3' di lettura

Alzi la mano chi non ha avuto problemi nel cambiare fornitore per l’energia elettrica il gas. Spesso il nodo è rappresentato dai tempi per via dei quali l’Italia ha incassato anche una procedura d’infrazione da parte dell’Europa che ha bollato i passaggi eccessivamente dilatati nell’elettrico. La svolta è così arrivata nel 2016 con il trasferimento di tutte le operazioni sotto il Sistema Informativo Integrato, la banca dati delle anagrafiche e dei dati di consumo dei clienti energetici realizzata e gestita dall’Acquirente Unico, in modo da garantire tempi più veloci e maggiore semplicità per gestire il cambio del fornitore di energia. E, da novembre, anche il gas si è allineato al sistema già previsto nell’elettrico. Ma cosa succede quando si cambia venditore? Ecco tutte le tappe, dalla richiesta al passaggio a un diverso operatore.

La stipula del nuovo contratto
Immaginiamo di aver stipulato un nuovo contratto con l’operatore Alfa lasciando Beta. Nel contratto che firmiamo con Alfa è indicata la data di switching (cioè quando sarà effettivo il cambio di fornitore), che deve sempre coincidere con il primo giorno del mese. Vista la decorrenza della data, il nuovo fornitore si attiva per rispettarla in una sorta di percorso a ritroso. Nel nostro esempio, immaginiamo che sia il 1° dicembre.

La richiesta di switching all’Acquirente Unico
Cosa succede a questo punto? Entro e non oltre il giorno 10 del mese antecedente alla data di switching - nel nostro caso, dunque, il 10 novembre - il nuovo fornitore, il nostro Alfa, presenta al “maxi-cervellone” dell’Acquirente Unico la richiesta di switching che dovrà essere corredata da una serie di informazioni: dal Pod, il codice alfanumerico che identifica il punto di prelievo, vale a dire il punto fisico della rete da cui l’energia elettrica viene prelevata dalla rete stessa e immessa nella casa di un cliente (che trovate sulla bolletta) ai dati identificati del consumatore stesso, dalla data di switching a quelli della controparte commerciale.

Le verifiche del SII su punto di prelievo e nuovo fornitore
Una volta inoltrati, entro un giorno lavorativo dalla data di ricezione della richiesta di switching - per noi l’11 novembre, il SII fa delle verifiche sul punto di prelievo. Per esempio, verifica se è un punto attivo oppure se è stato distaccato perché il cliente è moroso. E ancora, svolge delle verifiche sul nuovo fornitore valutando, tra l’altro, se il cliente che si è rivolto a un diverso venditore non sia già servito dallo stesso. Entro il sestultimo giorno del mese antecedente l’attivazione contrattuale (25 novembre per il nostro caso), l’impresa di distribuzione mette a disposizione del nuovo fornitore e contestualmente al SII, i dati di consumo del cliente che effettua lo switching e quelli relativi ai dodici mesi precedenti la data di cambio del fornitore.

Tempi certi ora per il passaggio
Alla data dello switching, dunque, il SII effettua l’attivazione contrattuale e aggiorna la sua banca dati centralizzata inserendo l’informazione che al cliente che ha fatto richiesta di passaggio è ora associato il fornitore Alfa, cioè il fornitore nuovo entrante (Registro Centrale Unico) sulla base degli elementi informativi indicati nella richiesta di switching. La presenza del SII assicura quindi il rispetto dei tempi dettate dalle direttive europee, che sono di tre settimane mentre prima erano più lunghi. E garantisce altresì la correttezza dei flussi informativi coinvolti nel processo di switching. Benefici che dovrebbero interessare presto anche il gas.

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