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Bollette di luce e gas, dalle società modifiche unilaterali con aumenti fino al 300%. Ecco come tutelarsi

Dall’inizio dell’anno le compagnie energetiche comunicano ai clienti che cambieranno i contratti e alzeranno le tariffe. I consigli delle associazioni consumeristiche

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2' di lettura

Col gas e l’elettricità che schizzano alle stelle, le compagnie energetiche dall’inizio dell’anno stanno scrivendo ai loro clienti che cambieranno i contratti e alzeranno le tariffe. Possono farlo, la legge lo permette, anche se sul contratto c’era scritto “prezzo bloccato”. Quello che può fare l’utente è cercare un’offerta migliore da un altro operatore, sul mercato libero o su quello tutelato. E poi, sfruttare questa crisi per imparare a consumare di meno.

L’opzione del ritorno alle condizioni di tutela

«In questi giorni - spiega Consumerismo No Profit - cittadini e imprese di tutta Italia che rientrano nel mercato libero dell’energia stanno ricevendo comunicazioni di recesso o modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali sulle forniture di luce e gas inviate dai vari operatori». È tutto legale, le modifiche sono permesse dalla legge, anche per i contratti a tariffa fissa. Le variazioni ai contratti, aggiunge l’associazione, prevededono «un peggioramento delle condizioni economiche offerte ai consumatori». Un kilowattora, spiega Consumerismo, «viene offerto a 0,60 euro, quando in condizioni di normalità il prezzo medio era di circa 0,22 euro (quindi il 300% in più)».

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L’associazione consiglia quindi agli utenti «di tornare il prima possibile alle condizioni di tutela, sia per l’energia elettrica che per il gas. Questo perché, nonostante le tariffe siano ancora elevate, le condizioni sono regolate da Arera, e si evita il rischio di rinegoziazione anticipata delle condizioni economiche da parte degli operatori».

Scegliere la tariffa più conveniente

L’Unione nazionale consumatori condivide l’analisi ma è più sfumata sulle soluzioni. «Non c’è una ricetta unica - spiega Marco Vignola, responsabile Energia -. Prima di questi aumenti del gas e dell’elettricità, iniziati a metà del 2021, sul mercato libero la maggior parte dei contratti era a tariffa fissa, per bloccare prezzi che allora erano convenienti. Oggi invece chi fa un contratto a tariffa fissa, rischia di ritrovarsi fra un anno con bollette salate, anche i prezzi sono scesi. Infatti oggi la maggior parte dei contratti sul mercato libero è a tariffe indicizzate, che possono scendere dagli attuali livelli. Quelli sul mercato tutelato (che comunque finirà nel 2024) sono tutti indicizzati, ogni tre mesi».

Per Vignola «le società devono comunicare le variazioni almeno tre mesi prima. In questo tempo, l’utente può confrontare le offerte sul mercato libero e su quello tutelato, sul portale offerte di Arera. Lì può scegliere quella più conveniente. L’importante è non accettare mai quello che ti propongono al telefono. Sono le offerte che convengono a chi le propone, non al cliente».

L’Unione consumatori dà poi un altro consiglio: «Ai clienti diciamo “risparmiate” - conclude Vignola -. Sfruttate questa ondata di aumenti per avere una maggiore attenzione al consumo di gas e luce, e anche di acqua. Sul nostro sito Consumatori.it ci sono un sacco di consigli per risparmiare, per esempio abbassando il riscaldamento di 1 grado in inverno e usando meglio il condizionatore in estate».

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