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Bollette, maggior tutela o mercato libero? Ecco prezzi, numeri e cambi fornitore

Davanti alla commissione Attività produttive della Camera, il presidente dell’Authority Stefano Besseghini ha fornito un quadro aggiornato del mercato: ancora 12,9 milioni di famiglie sotto tutela, venditori troppo concentrati e passaggi di fornitore più spinti tra i clienti non domestici

di Celestina Dominelli

Bollette elettriche: cosa cambia dal 1° luglio per voltura e cambio fornitore

3' di lettura

Più convenienti le tariffe del mercato libero o quelle della maggior tutela per le bollette delle famiglie italiane? Secondo l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), emerge, come in passato, «una minore convenienza» del primo rispetto alla seconda. È quanto ha affermato il presidente dell’Authority, Stefano Besseghini, nel corso di una recente audizione davanti alla Commissione Attività produttive della Camera. «I costi di approvvigionamento (inclusivi del costo dell’energia, dispacciamento e costi di commercializzazione) - ha spiegato Besseghini- mostrano, nel 2020, un differenziale tra mercato libero e mercato tutelato di circa 4 centesimi di euro per kilowattora». Lo stesso presidente ha però aggiunto che «si tratta di valori medi», all’interno dei quali «nell’ambito del mercato libero, sono presenti comunque offerte più convenienti rispetto a quelle del mercato tutelato.

Il Portale offerte e la piattaforma con i dati di consumo

Spetta, dunque, al cliente finale valutare le diverse proposte e in questo senso è possibile consultare il Portale Offerte che permette di confrontare e valutare in modo semplice e gratuito l’effettiva convenienza delle offerte presenti sul mercato libero in relazione alle proprie esigenze, mentre il Portale Consumi, accessibile con il sistema pubblico d’identità digitale (Spid) consente ai consumatori di consultare i dati relativi alle forniture di energia elettrica e di gas naturale di cui sono titolari, compresi i propri dati di consumo storicie le principali informazioni tecniche e contrattuali.

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Quasi 13 milioni di famiglie servite dalla maggior tutela

Tornando ai numeri, Besseghini ha chiarito che, nonostante nel mese di dicembre il 56% dei clienti abbia scelto il mercato libero, il servizio di tutela risulta ancora la modalità di approvvigionamento per ancora circa 12,9 milioni di clienti. «Sebbene non vada sottovalutato il dato del costante incremento della quota dei clienti domestici che optano per il mercato libero - ha aggiunto il numero uno dell’Arera - questi elementi dimostrano una dinamica di passaggio di tale segmento di clientela verso il libero mercato non ancora soddisfacente». Diversa la dinamica dei clienti non domestici: secondo i dati dell’Arera, nel mercato libero sono serviti il 68% degli utenti, fermo restando che circa 2,19 milioni di clienti sono ancora sotto il servizio di maggior tutela.

I tassi di cambio del fornitore

Quanto alla predisposizione al cambio, la fotografia illustrata dall’Authority mostra che i tassi di passaggio tra fornitori nel 2020 da parte dei clienti domestici risultano in aumento rispetto a quelli registrati nel 2019 (15,1% nel 2020 contro il 14,4% dell’anno prima). L’attitudine al cambio è decisamente più elevata per i clienti di altri usi alimentati a bassa tensione relativamente ai quali si registra, nel 2020, una leggera diminuzione rispetto a quanto registrato nel 2019 (20,2% nel 2020 e 22,7% l’anno precedente). Coerentemente, il numero assoluto di cambi di fornitore nel 2020 è aumentato rispetto al 2019, con riferimento ai clienti domestici, ed è leggermente diminuito per quelli non domestici.

La concentrazione sul fronte dei venditori

L’Arera ha fornito anche un quadro aggiornato sul fronte dei venditori di energia elettrica: per il 2019 emerge, infatti, come nonostante la presenza di un numero molto cospicuo di operatori, l’82,5%, del settore domestico sia ancora rifornito da cinque operatori, di cui uno serve il 67% dell’energia consumata, mentre il secondo serve il 6,4%. Ed ecco i nomi degli operatori, come rilevato già dalla Relazione annuale: Enel (67% dell’energia consumata rispetto al 70% del 2018), seguito da Eni (6,4%), e dai gruppi Acea, Hera, A2A (ciascuna con quote intorno al 3%). Quanto ai clienti non domestici, la quota dei primi cinque operatori è pari invece al 53,7% del totale: Enel (37,3% rispetto al 39,3% dell’anno precedente), seguita dai gruppi Hera (5,2%), A2A (4,2%), Edison e E.On (entrambi al 3,2%).

L’operatività geografica dei fornitori

Rispetto all’operatività geografica dei venditori, emerge come, con riferimento ai clienti domestici, circa il 13% dei venditori serva clienti in tutta Italia, mentre gli altri svolgono la propria attività fornendo clienti solo in alcune regioni o solo in una regione (questi ultimi sono poco meno del 25% del totale). La quota dei venditori che opera in tutta Italia si riduce a circa il 10% per i clienti non domestici connessi in bassa tensione, con circa il 26% di venditori attivi in questo ambito in una sola regione.

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