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Bollette, mercato libero: rispunta il rinvio al 2022 per la fine della maggior tutela

Il rinvio della fine del mercato tutelato, espunto perché inammissibile dal pacchetto di emendamenti della manovra su cui il governo ha incassato la fiducia al Senato, rispunta nel decreto milleproroghe. La scadenza slitta al 1° gennaio 2022. Ecco quali sono gli strumenti a disposizione dei consumatori per affrontare la transizione senza traumi

di Celestina Dominelli

Bollette luce e gas, più pratiche e reclami ai call center

Il rinvio della fine del mercato tutelato, espunto perché inammissibile dal pacchetto di emendamenti della manovra su cui il governo ha incassato la fiducia al Senato, rispunta nel decreto milleproroghe. La scadenza slitta al 1° gennaio 2022. Ecco quali sono gli strumenti a disposizione dei consumatori per affrontare la transizione senza traumi


5' di lettura

La nuova scadenza è fissata per il 1° gennaio 2022 : per quella data scatterà infatti la fine dei servizi di tutela nel mercato dell’energia. La legge sulla concorrenza del 2017 aveva fissato la conclusione della tutela di prezzo al 1° luglio 2019 per i settori dell’energia elettrica (per i clienti domestici e le piccole imprese connesse a bassa tensione) e del gas naturale (per i clienti domestici). Il Milleproroghe 2018 ha però fatto slittare la rimozione dei regimi di tutela al 1° luglio 2020. La nuova scadenza al 1° gennaio 2022 era stata prima inserita tra gli emendamenti al disegno di legge di bilancio, da dove però è saltata perché giudicata inammissibile. E ora rispunta tra i rinvii inseriti in quello che dovrebbe diventare il nuovo Milleproroghe.

L’identikit della maggior tutela: prezzi e condizioni
Ma cos’è la maggior tutela e qual è la platea interessata? Si tratta dei servizi di fornitura dell’energia elettrica e del gas con condizioni contrattuali definite dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) per i clienti finali di piccole dimensioni (famiglie e piccole imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero. Sono servizi limitati alla somministrazione della materia prima a un prezzo che riflette le condizioni prevalenti nel mercato all’ingrosso e non prevedono, a differenza delle offerte commerciali presenti nel mercato libero, servizi aggiuntivi.

Quasi 18 milioni di clienti sotto tutela nell’elettrico
Secondo i numeri appena diffusi dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, il servizio di maggior tutela riguarda ancora in media, nel 2019, il 53,5% dei clienti domestici (circa 14,9 milioni di famiglie) e il 40,9% di quelli non domestici (circa 2,7 milioni di piccole imprese) nel settore elettrico, mentre nel gas sono 9,6 milioni i clienti finali che non hanno ancora optato per il mercato libero (47% dei domestici e 42% dei condomini uso domestico). E i passaggi da un mercato all’altro non sono molti: nel 2018, secondo l’Arera, solo il 14% per i clienti domestici nell’elettrico e il 20% per i non domestici, mentre nel gas i passaggi da una modalità di fornitura all’altra risultano pari al 9,9 per cento.

Nessuna interruzione della fornitura con la fine della tutela
Dal 1° gennaio 2018, come peraltro stabilito dalla legge sulla concorrenza, i clienti finali che ancora beneficiano delle tutele di prezzo ricevono un’informativa da parte del proprio venditore sulla liberalizzazione dei mercati, definita dall’Autorità a cadenza semestrale. Ad ogni modo, è bene ricordare che, dal momento in cui scatterà la fine della maggior tutela, sarà comunque garantita la fornitura ai clienti di piccola dimensione che ancora non avranno un contratto nel mercato libero in modo che non subiscano alcuna interruzione durante il periodo necessario a individuare una nuova offerta.

Il passaggio al nuovo venditore: come funziona il recesso
Questi clienti, dopo aver scelto tra le diverse proposte presenti sul mercato libero, quella più adatta alle loro esigenze, stipuleranno un nuovo contratto di fornitura in sostituzione di quello precedente. Sarà il nuovo venditore a inoltrare la richiesta di risoluzione del vecchio contratto (recesso) al fornitore precedente. Il recesso potrà essere essere esercitato in qualsiasi momento, non comporta oneri aggiuntivi né, vale la pena di ribadirlo, interruzione della fornitura in corso.

Gli strumenti a disposizione del consumatore
Il consumatore ha comunque una serie di frecce al proprio arco per scegliere l’offerta più adatta alle sue esigenze. La legge sulla concorrenza ha infatti previsto , nell’ambito della liberalizzazione, alcuni strumenti per accompagnare i clienti finali nel percorso di superamento delle tutele di prezzo: dal Portale Offerte , che consente di confrontare tutte le proposte di energia elettrica e gas in modo semplice e immediato, ai gruppi d’acquisto energia che sono rivolti a clienti finali domestici e a piccole imprese (e devono uniformarsi a precise linee guida fissate dall’Autorità).

La sponda delle offerte placet
Per chi avesse difficoltà a orientarsi nel mercato libero, che includono, va ricordato, sia offerte a prezzo fisso sia proposte che includono servizi aggiuntivi, a prezzo fisso e variabile, il Portale consente di consultare le cosiddette offerte placet (i contratti a prezzo libero a condizioni equiparate di tutela). Si tratta di offerte a prezzi determinati liberamente ma con condizioni contrattuali definite dall'Autorità. In pratica, nelle offerte placet le condizioni economiche sono stabilite dal venditore e rinnovate ogni 12 mesi; la struttura di prezzo è stabilita dall’Arera e inderogabile come le condizioni contrattuali (per esempio le garanzie o la rateizzazione). E, come la maggior tutela, non includono servizi aggiuntivi.

Cosa succede a chi non sceglie un fornitore del mercato libero
Ma che succede a chi non sceglie un fornitore del mercato libero entro il 1° gennaio 2022? Come detto, non ci saranno interruzioni della fornitura di elettricità o gas, ma sulla gestione di questa platea di consumatori (ancora tanti, come certificano i dati dell’Arera), circolano molte leggende metropolitane. È bene chiarire, però, che lo slittamento della scadenza per la rimozione delle tutele di prezzo dovrebbe appunto servire a garantire una transizione non traumatica verso il mercato libero a chi ancora non ha scelto. Non a caso, l’emendamento approvato stabilisce che il Mise, di concerto con l’Arera e previo parere delle commissioni parlamentari competenti, debba assicurare «un ingresso consapevole» dei consumatori nel mercato libero.

La giungla delle proposte: come orientarsi
Come si fa a scegliere l’offerta giusta? Il portale offerte dell’Arera consente di confrontare le proposte disponibili sul mercato. Certo, il numero è enorme (oltre 770 per i clienti domestici nell’elettrico, quasi 900 per il gas) e potrebbe generare confusione nel consumatore. Tuttavia, le opportunità di risparmio non mancano perché esistono anche offerte a prezzo variabile “a sconto” rispetto alla maggior tutela sia per le bollette della luce che per il gas così come possibili riduzioni della spesa per l’energia possono essere assicurate anche dalle offerte placet.

I vantaggi delle offerte sottoscrivibili on line
Ulteriori benefici, poi, possono essere garantiti dalla convenienza delle offerte sottoscrivibili on line rispetto a quelle fornite attraverso altri canali. La scelta del canale web consente infatti ai venditori di ridurre i costi di acquisizione del cliente in modo da formulare offerte più vantaggiose rispetto a quelle commercializzate attraverso strumenti diversi da Internet. Tuttavia, la quota dei consumatori che nel 2018 ha sottoscritto on line un nuovo contratto resta molto bassa: solo il 3,4% per il settore elettrico e il 2,6% per quello gas. Ad ogni modo, prima di scegliere, è bene valutare attentamente i propri consumi e la distribuzione degli stessi durante la giornata per potersi orientare su una proposta che risponda al meglio alle proprie esigenze.

Per approfondire:

Bollette, verso proroga in manovra della fine maggior tutela. Quasi 20 milioni di clienti nell’elettrico
Bollette luce e gas, serve uscita graduale per la fine della maggior tutela
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