Le misure del governo

Bollette, piani a rate e taglio degli oneri per alleggerire i rialzi

In manovra l’intervento contro il caro energia per famiglie e microimprese

di Celestina Dominelli

(ANSA)

4' di lettura

Che la situazione sia «urgente» dopo i nuovi aumenti dei prezzi dell’energia, con quotazioni ormai alle stelle per gas ed elettricità, lo ha certificato anche il premier Mario Draghi. Il quale, mercoledì scorso, in occasione della conferenza di fine anno, ha sottolineato l’esigenza di «una risposta tempestiva» e ha garantito che ci saranno «ulteriori sostegni per famiglie e imprese», se sarà necessario, «oltre quello che è stato deciso». Perché il governo ha già messo in campo un pacchetto di misure per fronteggiare i rincari in arrivo nel primo trimestre del 2022.

Ma con quali effetti su famiglie e imprese? I conti definitivi li farà l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) quando, a giorni, con tutta probabilità il 30 dicembre, comunicherà il nuovo aggiornamento trimestrale tracciando il quadro dei rincari e, soprattutto, degli effetti dell’intervento tampone predisposto dal governo che replica, sotto diversi aspetti, lo schema di quelli già varati a luglio e a settembre scorso.

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Le risorse e gli interventi

La barriera difensiva contro il caro energia è stata messa a punto dal governo attraverso la manovra e prevede, da un lato, 3,8 miliardi di euro di risorse per calmierare le bollette di luce e gas, e, dall’altro, la possibilità di piani di rateizzazione per le famiglie più in difficoltà con il pagamento delle utenze di luce e gas.

Nel dettaglio, l’esecutivo ha innanzitutto messo in pista 1,8 miliardi, che saranno trasferiti entro il prossimo 28 febbraio, alla Cassa per i servizi energetici e ambientali, e che di fatto consentiranno di azzerare gli oneri di sistema nelle bollette dell’elettricità applicati alle famiglie e alle microimprese (con potenza disponibile fino a 16,5 kilowatt), come già avvenuto nell’ultimo trimestre di quest’anno, e di confermare la riduzione, già prevista a partire dallo scorso 1° luglio, della componente degli oneri a sostegno dell’incentivazione delle fonti rinnovabili (la cosiddetta componente Asos). L’obiettivo è quello di alleggerire così il conto pagato da 29 milioni di famiglie e circa 6 milioni di microimprese come attività commerciali, artigianali e professionali.

Quanto alle tariffe gas, con la misura tampone voluta dal governo si arriva praticamente ad annullare, come già previsto nell’ultima fattura dell’anno, l’impatto degli oneri di sistema per tutte le utenze, domestiche e non (circa 22 milioni), che hanno però una minore incidenza sul costo complessivo pagato dai clienti finali rispetto a quanto avviene per l’elettricità. Al sostanziale taglio degli oneri, si aggiunge poi anche la riduzione dell’Iva al 5% sia per le somministrazioni di gas per usi civili che per quelli industriali (rispettivamente al 10% e al 22%).

Con ulteriori benefici soprattutto per le famiglie dal momento che la maggioranza delle imprese può detrarre l’Iva sugli acquisti: non a caso, la perdita di gettito stimata per tutti gli usi civili (che includono, però, non solo quelli associati ai consumi delle famiglie) è pari a 574,7 milioni, mentre per quelli industriali si stima un minore incasso per lo Stato di 33,7 milioni.

Bonus sociali rafforzati

Com’era già accaduto anche a settembre, il governo ha poi deciso di reiterare anche il potenziamento del bonus sociale, lo sconto in bolletta previsto per le famiglie con disagio economico e fisico, in modo da azzerare l’effetto dei rincari. In campo ci sono 912 milioni di euro e sarà l’Authority presieduta da Stefano Besseghini a dover fissare l’entità della compensazione che, analogamente a quanto accaduto per l’ultimo trimestre dell’anno, si andrà ad aggiungere all’assegno già percepito dai titolari del beneficio. Che, come noto, sono rappresentati dai nuclei con un Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 8.265 euro o a 20mila euro annui per le famiglie numerose (con almeno 4 figli a carico), dai percettori di reddito o pensione di cittadinanza e dagli utilizzatori di apparecchiature elettromedicali salvavita. In questo caso, la misura riguarderà più di 3 milioni di famiglie che potranno utilizzare il bonus elettrico e più di 2 milioni per quello gas, la cui erogazione avviene automaticamente.

La rateizzazione

In aggiunta alle risorse distribuite su diversi binari, il governo ha deciso anche di prevedere la possibilità di pagamenti a rate delle bollette per le famiglie più in difficoltà. In sostanza, i venditori di energia saranno tenuti a offrire ai clienti finali dei piani di rateizzazione per non più di 10 mesi e senza interessi. Sarà l’Arera, anche in questo caso, a fissare le regole applicative, ma è bene chiarire da subito che la rateizzazione non scatterà in modo automatico.

Il meccanismo sarà molto simile a quello disposto dalla stessa Authority durante la pandemia per i clienti morosi. In pratica, se una famiglia risulterà inadempiente con il pagamento di una bolletta tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2022, il venditore, nella prima comunicazione del sollecito, dovrà offrire anche l’alternativa della rateizzazione.

Fin qui, l’assist lanciato alle famiglie. Per i venditori interessati da questo tipo di operazione, è stato invece previsto un meccanismo di anticipo, con un miliardo di euro a disposizione, che scatterà nel caso in cui l’importo delle fatture oggetto di rateizzazione superi il 3% dell’importo delle bollette emesse nei confronti della totalità dei clienti che hanno diritto a questa possibilità.

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