ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’indagine

Bollette, prezzo bloccato o variabile? Nel mercato libero vince il primo

Quasi l’85% delle famiglie che ha lasciato la maggior tutela preferisce una tariffa fissa e, tra i servizi aggiuntivi, sceglie la garanzia di acquistare elettricità prodotta da fonti rinnovabili

di Celestina Dominelli

Bollette, nuovo tetto Isee per il «bonus sociale»

Quasi l’85% delle famiglie che ha lasciato la maggior tutela preferisce una tariffa fissa e, tra i servizi aggiuntivi, sceglie la garanzia di acquistare elettricità prodotta da fonti rinnovabili


2' di lettura

Le famiglie che hanno scelto di passare al mercato libero preferiscono il prezzo fisso o quello variabile nella bolletta elettrica? A giudicare dai dati (provvisori) della consueta indagine annuale sui settori regolati svolta dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) e contenuta nella Relazione annuale che sarà presentata il prossimo 17 settembre alla Camera dei deputati (in forma ristretta e con diretta streaming), l’84,7% ha optato per la tariffa bloccata (cioè con il prezzo che non cambia per almeno un anno dal momento della sottoscrizione) nel 2019, mentre solo il 15,3% (era il 14,1% nel 2018) ha scelto un contratto a prezzo variabile, ovvero con il prezzo che cambia con tempi e modalità stabilite dallo stesso.

Il paletto sul cambio del fornitore

Inoltre, rileva sempre l’Autorità presieduta da Stefano Besseghini, il 2,7% dei clienti ha firmato un contratto che prevede una clausola di durata minima contrattuale, nel senso che è previsto che il cliente non cambi fornitore per un minimo di tempo stabilito dal contratto stesso quale condizione per l’applicazione del prezzo stabilito. La percentuale, sottolinea l’indagine dell’Authority, è maggiore nel caso di contratti a prezzo variabile, dove la durata minima contrattuale si applica al 9% dei clienti, mentre è dell’1,6% nel caso di contratti a prezzo bloccato.

Loading...

Abbuoni e sconti per conquistare nuove fette di clienti

Nel mercato libero, poi, circa il 37% dei clienti domestici ha sottoscritto un contratto che prevede un abbuono o uno sconto di uno o più periodi gratuiti o di una somma fissa di denaro o in volume, che può essere una tantum o permanente, eventualmente condizionato al verificarsi di una determinata circostanza (per esempio, uno sconto per contratti sottoscritti da amici del cliente, uno sconto per la domiciliazione bancaria della bolletta, etc). In particolare, risulta che, in media, lo sconto è applicato al 30% dei clienti che hanno scelto un contratto a prezzo fisso e al 78% dei clienti che hanno optato per quello variabile. La quota di contratti acquistati che prevedono un abbuono o uno sconto ha, però, subito una significativa riduzione rispetto al 2018, quando era del 42%.

La scelta dei servizi aggiuntivi

L’indagine dell’Arera valuta anche che tipo di servizi aggiuntivi sono stati scelti dai clienti del mercato libero. La fotografia 2019 mostra che, tra le famiglie che hanno preferito un contratto a prezzo fisso, a prevalere è la garanzia di acquistare elettricità prodotta da fonti rinnovabili (il 44% dei clienti), nonché la partecipazione, attraverso il contratto di energia elettrica, a un programma punti, che può essere tanto dell’operatore di vendita quanto di altri soggetti (per esempio, punti spendibili in una catena di supermercati): il 38,2% dei clienti ha scelto un contratto che offre tale servizio aggiuntivo, mentre il 12,4% ha preferito un contratto senza questo ulteriore tassello.

Chi opta per il prezzo variabile è meno attratto dai servizi aggiuntivi

Venendo, infine, ai clienti che hanno sottoscritto un contratto a prezzo variabile, più della metà invece ne ha scelto uno senza servizi aggiuntivi. Anche su questo fronte, però, si registra un significativo interesse per la garanzia di acquistare elettricità prodotta da fonti verdi (il 28% dei casi). La seconda preferenza, invece, va alla possibilità di ottenere, insieme all’elettricità, servizi energetici accessori (10,5%). I programmi di raccolta punti e l’ottenimento di omaggi/gadget raccolgono una quota abbastanza modesta di preferenze, rispettivamente pari al 3,4% e all’1,3 per cento.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti