ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe nuove mosse di governo e Ue

Bollette: dal price cap alle rate, tutte le ipotesi contro il caro di luce e gas

Dopo i provvedimenti varati nei mesi scorsi, tra Roma e Bruxelles si continua a ragionare di nuove soluzioni per alleggerire l’impatto del caro energia. Cingolani: «Misura per gas a prezzo controllato ad aziende»

di Celestina Dominelli

Arriva il piano del governo sul gas

4' di lettura

L’obiettivo, tra il Governo e l’Europa, è lo stesso: alleggerire l’impatto delle bollette garantendo una boccata d’ossigeno alle famiglie e alle imprese strozzate dai prezzi dell’elettricità e del gas. La cui impennata, iniziata molto prima della guerra, è stata però amplificata dal prolungarsi del conflitto tra Russia e Ucraina e dalla strategia a singhiozzo sul gas messa in campo da Vladimir Putin attraverso il colosso statale russo dell’oil&gas, Gazprom. Ma quali sono le soluzioni allo studio, tra Roma e Bruxelles, per calmierare gli effetti del caro energia?

La doppia partita sull’energia

I due piani, italiano ed europeo, sono ovviamente incrociati perché, come noto, il premier Mario Draghi è convinto che l’unica soluzione in grado di abbassare la curva del prezzo del gas sia l’individuazione di un tetto europeo (il cosiddetto price capc, un’asticella che identifica il livello massimo sul prezzo), non limitato al solo metano assicurato da Mosca. Ma su questo tassello, nonostante gli ultimi passi avanti registrati, venerdì scorso, al tavolo del Consiglio straordinario dei ministri Ue dell’Energia, dove per l’Italia era presente il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, manca ancora una quadratura del cerchio.

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Le misure allo studio: l’ipotesi dell’ampliamento del bonus

In attesa di una svolta a livello europeo, il governo italiano sta comunque lavorando su un nuovo decreto aiuti per ridurre l’impatto dei costi dell’energia che restano assai elevati e i cui contenuti si andrebbero ad aggiungere alle misure già varate dall’esecutivo nei mesi scorsi. Il focus del nuovo provvedimento dovrebbe essere rappresentato dalle imprese, ma allo studio ci sarebbero anche ulteriori risposte per ridurre l’impatto delle prossime fatture sulle famiglie. Una di queste è il possibile innalzamento del tetto Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente, la lente che misura la condizione economica di ciascuno) per l’accesso al bonus sociale, lo sconto previsto in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico e fisico. Attualmente, come stabilito dal decreto Ucraina, l’asticella è fissata a 12mila euro per tutto il 2022. L’ipotesi su cui si starebbe ragionando è quella di portare quel livello a 15mila euro ampliando la platea dei destinatari del beneficio.

Il possibile ritorno dei pagamenti a rate per le fatture

Accanto a questo, si starebbe valutando anche la possibilità di una riedizione del meccanismo di rateizzazione delle bollette. Già previsto nei mesi scorsi dal governo con dei piani di pagamento in 10 mesi e la facoltà per i clienti domestici in difficoltà con i pagamenti di rateizzare l’esborso per le bollette fino al 30 giugno, lo strumento potrebbe essere ora replicato ed esteso anche alle microimprese, ma non è ancora chiaro per quanto tempo (si parla di 4-7 mesi).

Al vaglio la proroga dei crediti d’imposta per le imprese

Fin qui le possibili misure a favore delle famiglie. Ma il governo conta anche di fornire un sostegno concreto alle imprese, per le quali potrebbe quindi arrivare una proroga dei crediti d’imposta già garantiti fino al terzo trimestre per energivori e gasivori, nonché per le aziende dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW (e con un incremento del costo relativo al KWh fra il 1° trimestre 2019 e il 1° trimestre 2022 superiore al 30%) e per le non gasivore purché, anche in questo caso, abbiano subito un aumento del costo del gas superiore al 30% rispetto allo stesso periodo di confronto considerato per le altre aziende. Cingolani ha inoltre annunciato che il Governo sta lavorando a un provvedimento per dare una certa quantità di gas a prezzo controllato alle aziende che stanno soffrendo.

L’allungamento della cig scontata

Alle imprese potrebbe poi arrivare un ulteriore assist se finirà il braccio di ferro all’interno dell’esecutivo sulla possibile replica della cig scontata. Tra le misure allo studio del governo anche una nuova dose dell’ammortizzatore per i settori più colpiti dal caro energia e scarsità di materie prime. La cig scontata, senza cioè pagare le addizionali, era stata già prevista dal decreto Energia di marzo, ed è andata ai cinque settori più in difficoltà (siderurgia, legno, ceramica, automotive, agroindustria). Questo ammortizzare è scaduto lo scorso 31 maggio. I contorni dell’intervento non sono ancora stati messi a punto. Il punto di caduta finale dipenderà dalle risorse a disposizione, ma una prima stima, parla di 3-400 milioni.

Le linee d’intervento al tavolo di Bruxelles

Il governo si muove dunque su un nuovo decreto anti rincari. Con un occhio, come detto, al match europeo. Dove, venerdì scorso, la riunione straordinaria dei ministri Ue dell’energia ha definito alcune linee d’intervento per un pacchetto di nuove misure contro il caro energia: coordinamento per una riduzione intelligente dei consumi elettrici, supporto alla liquidità del settore, tetto ai ricavi dei produttori di infra-marginali (vale a dire degli operatori che producono energia elettrica usando fonti più economiche del gas, dalle rinnovabili al carbone) e contributo di solidarietà da parte delle imprese energetiche che operano nelle fonti fossili. Su questi punti la Commissione europea dovrà formulare delle proposte legislative che andranno al vaglio, martedì prossimo, della riunione settimanale dei commissari, alla vigilia della sessione plenaria del Parlamento europeo in agenda per il giorno dopo, mercoledì prossimo, durante la quale la presidente Ursula Von der Leyen pronuncerà il suo discorso sullo stato dell’Unione.

La strada in salita per un tetto europeo al prezzo del gas

Più complicato, invece, il percorso per un tetto europeo al prezzo del gas. Anche se venerdì scorso, come ha sottolineato il ministro Cingolani al termine della riunione straordinaria con i suoi colleghi europei si siano registrati degli importanti passi avanti. Con diversi Stati che si sarebbero avvicinati alla proposta italiana di un price cap allargato che valga cioè non solo per il gas russo ma per tutto il metano che viaggia attraverso i gasdotti. Su questo tassello, dunque, la strada è in salita. Il Consiglio nel documento conclusivo ha incaricato la Commissione di muoversi anche su questo fronte ma le resistenze, sempre forti, di alcuni Paesi (dall’Ungheria alla Repubblica Ceca), per non dire della freddezza dell’Olanda e della difficoltà della Germania ad appoggiare totalmente la soluzione prospettata dal governo Draghi, potrebbero portare a un nulla di fatto nei prossimi giorni. Rimandando la palla di un’eventuale decisione in tal senso nel campo del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo che si riunirà a Praga il 6-7 ottobre.

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