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Bollette a rate per aziende solo a certe condizioni: ecco quali

La versione definitiva del decreto Aiuti Quater inviata al Quirinale mette nero su bianco la proroga al 31 dicembre 2023 delle garanzie Sace per il rincaro dell’energia e gli effetti della guerra in Ucraina

di Laura Serafini

Meloni: "Rateizzazioni bollette per imprese concesse tramite garanzia statale"

3' di lettura

La versione definitiva del decreto Aiuti Quater inviata al Quirinale mette nero su bianco la proroga al 31 dicembre 2023 delle garanzie Sace per il rincaro dell’energia e gli effetti della guerra in Ucraina, nell’impianto approvato nel maggio scorso. Quindi potranno proseguire i prestiti di durata sei anni, con garanzia tra il 70 e il 90% a seconda del fatturato (più alti sono i ricavi, più bassa è la garanzia), a condizione che il finanziamento richiesto non superi o il 15% del fatturato o il 50% dei costi per l’energia dei 12 mesi precedenti.

La proroga è contenuta nell’articolo del decreto che in verità è dedicato alla rateizzazione delle bollette per un periodo tra 12 e 36 mesi con fideiussione assicurativa controgarantita dalla Sace fino al 90 per cento. Rispetto alla versione del decreto circolata prima del Consiglio dei ministri della scorsa settimana, oltre alla proroga per tutte le garanzie ci sono alcune novità.

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Le novità dell’ultima versione del decreto Aiuti Quater

Esce dal testo del decreto legge l’indicazione delle modalità della riscossione coatta del credito qualora vi siano oltre due rate non pagate, riscossione che si aggiunge alla decadenza dal beneficio della rateizzazione. È probabile, però, che le specifiche sulle modalità di riscossione siano rinviate al decreto ministeriale che, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dl, deve essere emanato per stabilire le modalità con le quali le imprese possono chiedere accesso alle rateizzazioni. Nella prima versione del Dl, il ministero competente individuato era il Mise. In quella definitiva i ministeri diventano due: ministero per le Imprese e Made in Italy e ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Entro un mese dalla ricezione dell’istanza, il fornitore di energia, a fronte di una fideiussione assicurativa fornita all’impresa, deve concedere al richiedente la rateizzazione. Va ricordato che l'importo ratealizzabile è solo quello eccedente il valore tra il costo dei consumi effettuati tra il 1° ottobre 2022 e il 31 marzo 2023 e il costo medio dei consumi del 2021.

Gli impegni richiesti per l’accesso ai benefici

Altra novità: chi richiede accesso a questo beneficio si assume l'impegno a garantire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali e a non trasferire le produzioni fuori dalla Ue. L’impresa che intende rateizzare le bollette non può distribuire i dividendi. Oltre alla garanzia sulle rate, il decreto introduce una copertura Sace anche sulle forniture di energia alle imprese per limitare l'impatto dei rischi di insolvenza.

Un tema cruciale, destinato probabilmente ad assumere rilievo nei prossimi mesi, è stato per il momento stralciato dal decreto. In una versione uscita dal consiglio dei ministri era comparso un comma che rendeva l’accesso alla rateizzazione una misura alternativa e non cumulabile con il credito di imposta. Quella norma voleva essere una forma di selettività degli aiuti, in linea con quanto stanno chiedendo Commissione Ue, Bce e Fmi affinché le misure a pioggia non contrastino con le politiche monetarie anti-inflazione.

È possibile che almeno per i prossimi cinque mesi (la rateizzazione delle bollette è infatti per ora consentita per i consumi fino a marzo) il governo abbia voluto lasciare in campo una rete di protezione più ampia per le imprese. Le quali possono cumulare il credito di imposta con le rateizzazioni a patto che l'aiuto complessivo non interessi un importo superiore al costo effettivamente sostenuto dall'impresa.

Scompare il tetto al plafond

Dal testo finale scompare anche il riferimento a un plafond massimo per le garanzie che la Sace può fornire a fronte delle rateizzazioni.Viene invece portato da 2 a 5 miliardi il valore del fondo che serve per fornire copertura finanziaria alle garanzie (che, come noto, è inferiore al valore dell’importo garantito). Resta fuori, per il momento, il recepimento degli altri strumenti introdotto dal nuovo Temporary framework varato dalla Commissione europea a fine ottobre. E per la verità in quel documento cambiano le condizioni alle quali possono essere concesse le garanzie oltre al fatto che il Framework introduce la possibilità per gli Stati, alternativa alle garanzie, di supportare prestiti a tasso agevolato. È probabile che misure varate con il decreto Aiuti Quater siano destinate ad essere implementate con la manovra. Al momento era fondamentale dare da subito un respiro più lungo alle garanzie, visto che quelle attuali scadono a fine dicembre 2022. E questo perché il governo dovrà comunque chiedere l’ok della Ue che può richiedere un paio di mesi.

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