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Bollette triplicate per bar e ristoranti, rischio boom dei prezzi. Fipe: servono misure urgenti

La Federazione dei pubblici esercenti chiede di estendere il credito di imposta anche alle imprese non energivore e non gasivore

di Emiliano Sgambato

(rilueda - stock.adobe.com)

2' di lettura

L’aumento delle bollette è sotto gli occhi di tutti, colpisce la redditività delle aziende e i bilanci familiari. Bar e ristoranti non ne sono certo immuni e davanti a costi energetici triplicati aumenta il rischio di un’esplosione dei listini. Ecco perché la Fipe (la Federazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio) chiede misure urgenti al Governo «per estendere e rafforzare il credito di imposta contro le bollette monstre».

«Senza un intervento immediato che faccia da argine all'incremento esponenziale dei costi delle bollette per luce e gas – avvisa la Fipe – presto i consumatori si troveranno a fare i conti anche con l'impennata dei listini in bar e ristoranti. Fino a questo momento le imprese della ristorazione italiana si sono rivelate le più virtuose d'Europa, ammortizzando questi extra costi senza scaricarli sulla clientela, ma il sistema ora non è più sostenibile».

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A supporto della richiesta, cifre ed esempi concreti: secondo l'Ufficio studi Fipe, la ristorazione italiana deve fare i conti con bollette triplicate nel giro di un anno: «Una pasticceria del centro di Firenze, ad esempio, che a luglio 2021 ha speso 2.307 euro per 9.383 kwh di consumi di energia elettrica, a luglio di quest'anno ha speso 10.243 euro per 11.721 kwh con un costo al Kwh che è salito da 0,16 a 0,69 euro. Analogo discorso – si legge in una nota della Federazione – per un bar di Roma, costretto a pagare a luglio 6.946 euro kwh a fronte dei 2.316 euro di un anno fa per un consumo equivalente di poco più di 10 mila kwh. In questo caso il costo del Kwh è passato da 0,14 a 0,52 euro».

Sul fronte listini invece, sempre secondo Fipe, «a luglio i prezzi dei servizi della ristorazione sono cresciuti del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2021, a fronte di una crescita media nei paesi dell'Unione europea del 7,8%, con incrementi del 9,2% in Austria, dell'8% in Olanda e del 7,7% in Germania».

«Bisogna correre ai ripari estendendo immediatamente il credito di imposta anche alle imprese non energivore e non gasivore – è la richiesta Fipe – per coprire gli aumenti che si stanno registrando nelle ultime bollette e che sembrano destinati a crescere ulteriormente nei prossimi mesi. Un credito di imposta che dovrà però essere ben superiore al 15% per l’energia elettrica e al 25% per il gas previsto per il secondo trimestre 2022, dal momento che le imprese si trovano a fronteggiare aumenti ben più consistenti. In più, dovrà essere concessa la possibilità di rateizzare le bollette monstre ben sapendo che il credito d'imposta è successivo al pagamento e anche se più “generoso” non potrà mai compensare interamente l’extra costo».


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